In un mondo in cui vengono lodati, viziati e adorati idioti del calibro di Avril Lavigne e Finley (che hanno la pretesa di essere chiamati Punkrock), c'è poco spazio per veri Punkers, "ormai del passato", ma che avevano qualcosa da dire e bravura da dimostrare; quali i Guttermouth. Nessuno sa di cosa sto parlando, ovvio, (troppo per voi amanti di teen pop, con occhi incollati a Mtv), che vi siete dimenticati cosa sia la musica Rock e che pensate di essere dei ribelli. Beh, allora fottetevi e cambiate pagina.

L'album qui recensito non sarà un capolavoro, ma è un punk così puro, sincero, veloce, che cattura dal primo ascolto. Ai Guttermouth è stato negato il successo, la popolarità, ma mai la loro ispirazione, e soprattutto la loro notorietà underground che si porteranno dietro probabilmente per tutta la loro carriera. Musical Monkey mescola il power pop del "blue album", con la velocità di gruppi Punk rock come i Rancid, Nofx, Millencolin, tanto da inventare lo skate punk. Non mancano nemmeno elementi Hardcore punk, visto che lo skate deriva proprio da quest' ultimo. E poi il suono è perfetto, canzoni veloci e impertinenti, come Do the hustle, What's the big deal, ed altre più lente, tipo Lipstick, fino alle rabbiose e belle Gold e S.D.F.B.
Quest'album esce proprio quando entrava in scena il punk revival prevedibile e contenuto di Green Day e Blink 182. Inoltre è farcito di effetti sonori, (come avevano fatto i Pink Floyd con Dark Side Of The Moon), per esempio, il rumore di una mitragliatrice all'inizio dell'assolo di What' s the Big Deal, una sgommata alla speedy gonzales e uno scoppio di petardi rispettivamente alla fine di  Do the Hustle e Lucky the Donkey.

Uno dei propulsori del suo genere, e se vi è piaciuto, passate a Covered with Ants, forse il più bello.

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