In un modo o nell'altro le rimpatriate si concludono sempre in tragedia. C'è chi ne approfitta per restituire qualche torto, per togliersi un sassolino (il più delle volte un macigno) dalla scarpa così come c'è chi, al contrario, ride sui battibecchi passati e magari non riesce a trattenere una nostalgica lacrimuccia. Il mio caso è leggermente diverso. Infatti al termine di una pizzata "In loving memory of III A", ci congedavamo fra di noi senza mostrare il benché minimo segno di commozione. Tutto sembrava stranamente consueto. Casualmente, proprio quel giorno, la mia auto aveva deciso di non partire più ed ero riuscito a strappare un passaggio di ritorno per me e altri due poveri malcapitati dal ragazzo di una mia amica. Lui arriva, noi ci voltiamo per un ultimo saluto e subito ripartiamo. Ha inizio il dramma.
"Amò, metti quel cd là?! (Con tono pietoso)" chiede la mia amica al suo ragazzo con una inflessione dialettale e dei modi che non lasciano assolutamente trapelare cinque anni di liceo classico. "E mettilo tu! (come se la frase dovesse terminare con "....che me ne fotte a me?")" risponde il suo degno partner. Disgrazia vuole che "quel cd là" fosse "Love.Angel.Music.Baby.". Neanche il tempo di dire "Madonna mia aiutami" che dal lettore già venivano fuori le prime note. "What you waiting, what you waiting, what you waiting foooooooooooooor! (Espressione fra l'estasi e il giocoso)". Queste le uniche parole che la ragazza del conducente aveva afferrato di tutta la canzone, ma non temo per lei che si sia persa molto. Inizialmente pensavo che in fondo la Stefani non è poi così inascoltabile: un pop elettronico simpatico per i momenti in cui vuoi resettare il cervello e dimenticare dov'è di casa il buon gusto. E poi c'è quel video dove una scatenata Gwen fa il verso ad "Alice nel paese delle meraviglie" in chiave porno-soft. La ascolto in atteggiamento tollerante. Nonostante le mie buone prerogative mi accorgo che "What you waiting for" è finita quando "Rich girl" è già a metà e penso che sia la canzone più tamarra dai tempi di "Vola". Però c'è sempre quel video curatissimo, per la cui realizzazione è stato convocato niente po' po' di meno che David Lachapelle.
Inizio a stancarmi. "Se abbasso il finestrino posso fumare?" domando. "No, mi disturba. Ti dispiace?" risponde. "Certo che si, beota dei miei coglioni" penso "Ma tu lo sai che nel video di "Hollaback girl" (Terza traccia) compare Pharrell (Espressione di stupore)???". Inizio a capire quella furbina di Gwen. Conscia di provenire da una band (No Doubt) che il suo angolino nella storia della musica anni '90 se l'è ritagliato, ha ben deciso di chiamare alla sua corte i migliori produttori che il mercato offre (Dai Neptunes a Austin, da Hooper a Andre 3000) per impressionare la critica e ha puntato su un'immagine patinatissima e glamour a metà fra Madonna e Ilona Staller trasmessa attraverso video chiccosi e performance eccentriche per avere impatto sul pubblico. E la musica? Mi dispiace, ma quella vera, io non l'ho neanche avvertita di sguincio in questo album. I tamburi di "Hollaback girl" mi stanno liofilizzando le palle, sto per ribellarmi ma smette. E attacca "Cool"."Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeella! (Con aria soddisfatta) urla quella seviziatrice della mia conoscente (iniziamo a degradarla). "Potresti abbassare un poco il volume?" supplico "Uah, perché? Ti disturba?" dice "Se mi disturba? Diciamo che di più irritante al mondo c'è solo l'orticaria e Rosanna Lambertucci, oltre che il tuo ragazzo!!!" penso. Non mi rimane che ascoltare e apprendere che Gwen è rimasta in buoni rapporti con il suo ex fidanzato. Un problema che stava a cuore un po' a tutti.
Dopo "Cool" a violentarmi sono addirittura in due: la Stefani e Johnny Vulture, insieme in "Bubble pop electric" sulla quale non vale la pena spendere una sola parola. Lo stesso vale per "Harajuku girls", "Crush" e "The real thing". Con "Luxurious" la Stefani vuole farci credere di avere problemi nello sbarcare il lunario data la sua incapacità a resistere allo shopping, mentre in "Serious" Gwen si proclama malata d'amore e sembra di sentire una Cindy Louper priva di estro ed anche un poco rimbecillita. "Danger zone" e "Long way to go" concludono (ringraziando il cielo) il cd e sono così insignificanti che potrebbe averle scritte anche il tuo salumiere di fiducia.
Arrivo a casa e mi tocca pure ringraziare per il passaggio. Apro lo sportello e penso che io avrei fatto meglio a farmela a piedi e Gwen a rimanere nei No Doubt. Mi giro, saluto ancora. E' tutto finito.
"A quando la prossima rimpatriata?"