AH!!!!!!!!!!!
Cosa dire di più!? Unirsi alle grida e al muro compatto di musica che esce dal disco potrebbe essere una buon modo per evitare la contorsione delle budella.
Un disco da avere assolutamente ma da assumere in dose minime, far abituare le orecchie e proseguire in dosi più massicce.
E' un disco reale, vero, istintivo, vivo.
Non ha niente di artefatto, non ci sono ingerenze discografiche, c'è solo l'istinto e la musica.
"Pretty On The Inside" si apre con uno slide di chitarra e un urlo che continuerà fino alla fine, si tratta di "Teenage Whore". Spiccano idee strepitose e ben trattate per il genere roit come "Garbadge Man" (con la grafia sbagliata), "Good Sister/Bad Sister" (che termina nel modo più sexy esistente), e il tocco finale: "Pretty On The Inside". Una canzone che dura il tempo di un urlo con tutto il fiato che riesci a prendere in soli due polmoni(!) e a buttarlo fuori. Una canzone che è un pò il succo del concetto del disco.
Un disco davvero aggressivo ma liberatorio.
Un complesso mix di punk, roit grrrl, grunge.
Del punk assume l'immediatezza e la tecnica musicale semplice, del roit i testi forti, della realtà che ogni ragazza vive, dal grunge l'autolesionismo e quel certo non so che.
Il tutto in un disco solo!
Ci vorrebbero più dischi così!
Autrice: vistavenus
Pretty On The Inside è un album talmente grezzo e brutale che è difficile da ascoltare: invece ascoltatelo e riascoltatelo ancora.
Quel groviglio di suoni abrasivi è l'album più sconvolgente del 1991.
L'album che ne esce fuori è un album che «si nutre di fastidio»… dalla prima all'ultima traccia è un'unica cantilena che si ripete infinitamente, che disturba…
Courtney, ottima voce, forse la migliore voce femminile del rock, canta di un’autenticità corrotta, di un’innocenza venduta, di un candore sbiadito.