È il primo pomeriggio che passo in compagnia dei miei nuovi amici e abbiamo scorazzato proprio per bene tantè che, da stancucci quali siamo, ci siamo seduti a riposarci nel Korova Tea Peach Bar, luogo di culto tra le ciurmaglie ma io non vi avevo mai messo piede. Dopo aver poggiato la doppianatica sul bel sofà, prendiamo da bere e sapreste amici... che goduria il tè alla pesca freddo, ti disseta proprio per benino. Ed ecco che, mentre eravamo spaparanzati in quella comoda poltrona l'Uomo Dei CD infila un disco nello stereo. "Chissà che musica mettono di solito in questo bar..." Pensai.
Passano appena pochi secondi e io mi ritrovo spiazzato. Che roba strana. Una miscela esplosiva di Death Metal, Hardcore e un'Elettronica da Nintendo che mi ricorda tanto di quando giocavo a Super Mario. Divento curioso chiedo all'Uomo Dei CD di chi sia l'album in questione. "Sono gli Horse The Band, forti vero?""Accipicchia! Originalissimi. " Risposi. "Eheheh, sto The Mechanical Hand è una bomba. "Il disco continua a scorrere e quà e là ci mostra anche qualche spruzzatina di Emocore(???) e un riffing che tanto cita dal Metalcore. Si nota anche che gli Horse The Band non mancano certo di tecnica, in particolare sono colpito da batterista e bassista. L'Amico #2 mi fà: "Ma che è sta roba? Madonna, andiamo a rubare torte sul davanzale che c'ho la famona. "Al chè io m''incazzo e gli dò un colpo sul pacco al quale lui, inevitabilmente, reagisce mugugnando. "Ma come fai a non apprezzare la sottile emotività di Heroes Die o la squisita rabbia di A Million Exploding Suns?" Ma che lo dico a fare, Amico #2 è sempre stato di mentalità chiusa.
Siamo ormai giunti alla tredicesima traccia che chiude il disco in bellezza. Ora che siamo tutti riposati, divertiti e chi, a suo malgrado, colpito ci prepariamo ad una bella serata.