H.P. Lovecraft
L'orrore di Lovecraft

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Ultimamente sembra esserci fermento in Italia per quanto concerne la figura di Lovecraft. Il compianto Giuseppe Lippi ha curato un poderoso Mammuth – Tutti i racconti – per Mondadori che comprende tutta la sua produzione: in pratica riunisce i 4 volumi usciti in precedenza negli anni ’90 e basati sui testi stabiliti dallo studioso S.T. Joshi. Bietti ha poi pubblicato una nuova edizione – anche se è più corretto definirla una ristampa – di Teoria dell’orrore – libro che presenta una serie di saggi importanti nel definire il pensiero “lovecraftiano” e dove si può trovare anche il celebre Supernatural Horror In Literature. Da segnalare poi anche Oniricon a cura di Pietro Guarriello che racchiude una serie di lettere di Lovecraft incentrate sulla tematica “onirica”.

È sempre molto attivo anche il circolo Esescifi che, dopo l’antologia L’universo di Lovecraft ha pubblicato L’orrore di Lovecraft, altra raccolta in cui vengono presentati diversi racconti di autori italiani ispirati all’universo impazzito di Lovecraft. Per l’occasione ne sono stati selezionati ben 40 oltre a 4 saggi e a una nuova traduzione di L’orrore di Dunwich. La qualità del materiale è di valore alterno. Tuttavia non mancano i buoni spunti al netto di una certa tendenza a ripetere gli stessi “Topos”. Se posso fare una critica ritengo che 40 racconti siano troppi per un libro di questo genere. L’impressione è che venga privilegiata la quantità rispetto alla qualità. Detto questo qualcosa di buono di c’è: Andrea Andreoni, con Dei mari di Raly’Ah-Talàs, scrive un racconto di fantascienza ambientato su un pianeta sconosciuto in cui dimora un’antica divinità del pantheon di HPL. Saranno sicuramente contenti quanto ritengono HPL uno scrittore di fantascienza (così la pensavano Fruttero e Lucentini). Matteo Mancini con L’ordine esoterico di Imarna ci porta invece dal Cosmo del racconto di Andreoni alla Toscana. Sicuramente bizzarro ma ricco di fascino è Il Re del brivido di Ramses (si tratta di uno pseudonimo), in cui compare la figura dello scrittore H.P. Kings che suona come un omaggio a Lovecraft e Stephen King. Penso che comunque, nonostante Stephen King abbia più volte dichiarato il suo debito nei confronti del Solitario di Providence, la sua produzione abbia però preso un’altra direzione e inoltre, ultimamente, ha avuto parole non molto tenere sulla qualità della sua scrittura.

Claudio Foti con Il diario sfrutta la tecnica – certo non molto innovativa e che risale al romanzo gotico – del ritrovamento di un diario a cui segue la scomparsa di 2 ragazzini. Grande Fratello Cthulhu di Cristiano Fighera è divertente ma un po’ fine a se stesso mentre Cthulhu@email.com di Giuliano Conconi è ben scritto e si basa su una buona trovata: l’invio di una mail proveniente da un futuro in cui l’umanità è stata distrutta dai Grandi Antichi. Il tempio di Yuri Abietti è invece una buona prova di “fantarcheologia”. I 4 saggi – Il positivismo “inverso” di H.P. Lovecraft di Stefano Spataro, Lovecraft e l’incomunicabilità del materialismo di Giacomo De Colle, The “Weird” Music Of H.P. Lovecraft di Cesare Buttaboni e Lovecraft: un viaggio nell’inconoscibile di Daniela Ferraro Pozzer – sono stimolanti ma forse avrebbero meritato un maggiore approfondimento.

Le illustrazioni sono di Gino Andrea Carosini, Ferrante e Sciaccaluga mentre la copertina è opera di Lellinux.
Oltre all’edizione standard è prevista una versione Deluxe a colori di grande formato per collezionisti suddivisa in 2 volumi. Quest’edizione racchiuderà, come detto, un’inedita traduzione del racconto L’orrore di Dunwich a cura della professoressa Busnelli Miriam. L’orrore di Lovecraft è disponibile presso Lulu al seguente link: http://www.lulu.com/shop/esescifi-aavv/lorrore-di-lovecraft/paperback/product-23720606.html.

“L’orrore di Lovecraft” – Circolo Culturale Esescifi – 576 pagine – 9780244397005 – 2018 -Euro 21,90

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Commenti (Sette)

caesar666
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Onirico
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Ottimo! Sei tornato a bomba in questi ultimi tempi. La proposta è interessante come al solito, ma devo confessarti che ho assolutamente bisogn(i)o di un qualcuno di moderno della statura di li(n)gottiana memoria. Mi sono comprato da poco, nonostante le critiche lette in rete "La straziante resurrezione di Victor Frankenstein", piccolo volume che devo ancora leggere, ma che ha la priorità tra le letture estive. Tu lo hai letto? Inoltre mi chiedevo se di Ligot è stato tradotto tutto in italiano, o se si può ben sperare in prossime uscite....Il film che citi è una bomba, senza alcun dubbio il migliore di Carpenter: la scena del quadro, quella in cui cerca di scappare dalla città ma si ritrova nel medesimo punto di partenza, la sequenza meta-cinematografica in cui guarda sè stesso al cinema, avvicinano il film all'immortalità...anche se secondo me resta un capolavoro mancato, per un semplice motivo: i truccacci, i mascheroni e i parrucconi che ha usato, li trovo triste sintomo del pessimo gusto ottantiano, ed è un peccato perchè tutto il resto è assolutamente perfetto. Comunque ripeto, interessante proposta, prima o poi me lo compro sicuro, ma nell'immediato cerco qualcosa da 5 palle...PS: Sai cosa meriterebbe un'epica recensione? Il grande "Incubo di Hill House" dell'immensa Shirley Jackson (e non solo quello, di suo, mi verrebbe da dire). Ho provato a guardare la serie che cerca di spacciarsi per traduzione cinematografica dell'opera: sono sopravvissuto tre puntate, poi mi è salita una rabbia assassina e ho spento. Non c'entra una mazza col libro, è una merda, attori cani e attrici baldracche...Fortunatamente ci si può sempre consolare con l'immenso "Gli Invasati"...

Onirico: * Errore mio: il film me lo ricordavo della fine anni 80, quando invece è del 94. Comunque quegli effettacci sono figli degli 80s, purtroppo....
caesar666: @[Onirico] ti devo smentire. A me la serie e' piaciuta molto. Certo e' difficile rendere l'atmosfera originale del libro. Ligotti e' un grande ma lo reggo a piccole dosi. I suoi sono incubi
caesar666: @[Onirico] la Jackson arriva
Onirico: Dici che devo andare avanti? Con la serie, intendo. Non so, i personaggi non c'azzeccavano nulla con quelli del libro; gli attori avevano facce da fessi qualunque, e la recitazione mi sembrava piuttosto carente. Anche la fotografia mi è parsa abbastanza qualunque... La storia, almeno nelle prime 3 puntate, narra di una famiglia che abita a HH. Nel libro tutto ciò non c'è. Mi è sembrata un'operazione commerciale per accalappiare i fan del libro. Sbaglio? Sono curioso di sentire la tua opinione, da estimatore del genere.
caesar666: Come ti dicevo per me e' buona nel solco dell'horror psicologico. Il discorso e' che in questi casi e' un errore pensare all'immagine che avevamo del libro. Non dico che e' un capolavoro ma e' ben fatta secondo ne
Onirico: Sì, è vero che l'immagine del libro è sempre una proiezione del nostro mondo interiore e che quindi lo sguardo del regista sarà "altro" dal nostro; però, per dirti, quando ho visto Gli Invasati, dopo aver letto il libro, nonostante fosse diverso da come me l'ero immaginato, non sono rimasto deluso; perchè, apparte qualche piccola modifica, la storia, le dinamiche, il clima, la psicologia dei personaggi e più in generale il succo dell'opera veniva rispettato. Quindi ti chiedo (poi smetto di romperti le palle, promesso): ma 'sta serie, c'entra effettivamente col romanzo della Jackson o, come mi è parso dalle prime puntate, ne ha solo preso il titolo e l'ambientazione?La storia è quella, o no?
Onirico: *venivano rispettati
caesar666: @[Onirico] e' una rivisitazione. Mike Flanagan e' pero' una garanzia e la serie decolla dalla quarta puntata in poi
Onirico: (Lasciatelo dire, sei un uomo di poche parole; probabilmente perchè io non ho un cavolo da fare al momento, mentre tu sei occupato)
Per quanto riguarda HH, ci riproverò, allora. Però abbiamo gusti diversi, mi sa...Di Flanagan, infatti, ho visto Oculus e Oujia e sinceramente sono due filmetti così, da intrattenimento un pò beota, super americani, con attori abbastanza cartonati, stereotipati e con facce che non lasciano minimamente il segno...Per me le facce sono molto importanti, specialmente negli horror. Le trame si reggono in piedi, dopotutto, ma sono comunque un pò traballanti. Divertenti, se uno cerca un b-movie all'americana con i soliti trucchetti che indovini già dopo dieci minuti, e senza dubbio superiori alla media... ma non gli darei più della sufficienza, ecco. Del genere "cazzatona divertente" mi ha divertito di più il primo Insidiuos, stronzatona anche quella, va beh, però ci sono un paio di scene veramente potenti....Io sono più per l'onirico/visionario, preferisco gli horror trascendenti, quelli in cui vedi e non vedi, capisci e non capisci, alla David Lynch, per intenderci (anche se non si può certo considerare un regista horror).... la spiegazione logica lineare mi interessa fino a un certo punto....Per dirti, un capolavoro come Hereditary, che recensirò a breve, per me questi film (ma che dico, tutti i film horror degli ultimi 20 anni, tranne forse "Lasciami entrare") li asfalta già dalla prima inquadratura, per non parlare della scelta degli attori (che facce!) e dalle loro performanz (incredibili.....lo hai visto/ti è piaciuto?Se vai di fretta dimmi almeno questo!).
caesar666: @[Onirico] si Hereditary mi e' piaciuto molto anche se non c'e' niente di rivoluzionario. Per quanto riguarda HH va a gusti. E' difficile oggi fare un horror originale. David Lynch? Fino a un certo punto lo reggo. Non ho sopportato TP 2
Onirico: Io invece l'ho trovato parecchio rivoluzionario, trasuda originalità da tutti i pori, soprattutto nel come è raccontata la storia. Twin Peaks? Concordo col tuo giudizio sul secondo: assolutamente inutile. Ma il primo?Forse la migliore serie dai 90 a oggi. Concordo sul fatto che al giorno d'oggi è quasi impossibile fare un horror originale.
Hetzer
Opera: | Recensione: |
Io sono da sempre contrario alle raccolte "ragionate" (ovvero racconti messi a capocchia e tradotti col culo...) di HPL, figurarsi se vedo di buon occhio un'iniziativa del genere!
Metto stolidamente 1 perché sono sicuro al 100% che si tratti proprio di "un calderone delirante in cui confluisce di tutto senza un vero e proprio discrimine fra il prodotto di qualità e la paccotiglia", per usare le tue (fin troppo generose) parole..
La fortuna letteraria di HPL si è ahimè ritorta sui triti e ritriti thopoi che vanno dai tentacoli del cazzo, ai gattini neri, dal Necronomicon (basta...!) alla follia degli Antichi fino a qualche blasfemia d'accatto e a Cthulhu che dorme.. In pratica la sciatta e nerdosa fandome di oggi, giustificata anche da stronzi come Stuart Gordon, da RPG e da iniziative "social" e audiovisive a dir poco imbarazzanti, ha sputtanato (perché non lo ha manco colto...) il messaggio nichilista, cosmico e irripetibile di un autore così complesso e poco immediato..
Il citazionismo easy-peasy, ficcato ormai un po' ovunque tra fumetti, film e videogiochismo, non fa altro che indebolire l'opera stessa di un autore misterioso e a tratti morbosamente allucinato..
Scusa se uso questo tuo scritto per sciorinare un editoriale non richiesto, ma ho un rapporto complesso con HPL e certe cose davvero non riesco a non esprimerle.. Grazie!


psychopompe: tutto giusto, ma in verità il fandom c'è sempre stato. Ho letto la prima volta Lovecraft nel 1990 e già la Chaosium era alla seconda o terza edizione del Gdr relativo e ci iniziai a giocare ai tempi. Ovvio che negli ultim i 10 anni è decuplicata la presenza, ma ancora escono ppubblicazioni interessanti e poco scontate, come il bellissimo Providence di Alan Moore, o anche gli adattamenti a fumetto dei racconti di HPL. Oh poi bisogna ammettere anche una cosa (comune a Dick tra l'altro): atmosfera morbosa e trovate mistiche a parte scriveva abbastanza di merda il buon Philip, ammettiamolo.
Onirico: Chi è secondo te un autore dell'orrore che scrive/scriveva bene?
Hetzer: @[psychopompe] HPL ha uno stile complesso, non immediato, antico e volutamente lento.. Era il suo marchio di fabbrica e la sua coerente reazione a quello che era la letteratura fantastica del tempo.. Non è un gran leggere, anche se in lingua originale funziona molto meglio, ma al netto di evidenti limiti del quale lui stesso era perfettamente consapevole, la sua potenza sta anche nel suo stile che tu definisce "abbastanza di merda"..
psychopompe: Ecco, ammetto di non essermi mai cimentato con gli originali, per cui il mio giudizio potrebbe tranquillamente essere affrettato, visto che tradurre è un po' tradire. Però, per quello che è la sua versione italiana, non lo trovo per niente complesso il suo stile, anzi forse il contrario. O meglio lo trovo, sempre nella traduzione, a tratti pieno di arzigogoli linguistici quasi a mascherare contenuti molto semplici. Vabbè mi recupero le fonti originali. Ah ma qualcuno si è letto il saggio di Houllebecq su Lovecraft>?
psychopompe: @[Onirico] : bella domanda...Vonnegut? Mi piace molto meno di Dick ma me lo ricordo come uno "scrittore", Dick ogni tanto rasenta la non letteratura...però lo amo da sempre. Ah cazzo mi chiedevi Horror...boh, quel poco letto di King lo trovo a volte ridicolo, a volte geniale, ma scritto sempre maluccio per i miei gusti. Purtroppo non sono molto ferrato sulla letteratura horror, oppure ho una pessima memoria :)
Onirico: King ha avuto tra le idee più geniali nel campo, almeno da metà 70 ai 90, influenzando tutto e tutti con intuizioni geniali che hanno portato l'horror a un nuovo livello. Ma ha fatto tutto ciò scrivendo, quando va bene, passabilmente, quando va male (e di solito è così) di merda. Purtroppo.
Hetzer: @[psychopompe] Con complesso e non immediato intendo proprio pieno di perifrasi e arzigogoli molto spesso inutili sì.. Di sicuro non scriveva molto di getto, c'era molto studium nella resa delle sue pagine e nella ricerca quasi ossessiva di un equilibrio tra esigenze di modernità, mistero\orrore e maniacale ricostruzione storica.. Poi uno dei suoi scritti più esemplari in questo senso, At The Mountains Of Madness, è guarda caso il più geniale; trovare un reperto autoptico perfettamente argomentato in un romanzo che è di fatto un fottuto delirio dal'inizio alla fine è qualcosa che lascia il segno, tanto per dirne (solo una).. Quel racconto sarebbe stato una petecchia se lo avesse scritto qualcun altro.. Io ho letto il saggio di Houellebech: molto interessante, appassionato, ben argomentato e per certi versi illuminante..
caesar666
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@[Hetzer] ti do ragione in parte. Purtroppo il nome du Lovecraft, un tempi di nicchia, e' diventato inflazionato. A me e'successa la stessa cosa cin Philip K. Dick. Il problema e' che viene citato ma l'interesse rimane in superficie. Anche se non e' completamente negativo che si faccia il suo nome.

caesar666: Errata corrige: DI Lovecraft UN TEMPO di nicchia
caesar666: CON PHILIP K. DICK da cell faccio disastri :)
ziobestia
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Intanto solo a leggere Lovecraft corro dentro

psychopompe
psychopompe Divèrs
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Curioso, anche se la penso come @[Hetzer] . Uno dei pochi racconti ispirati da Lovecraft che mi piacque era stata pubblicato quasi venti anni fa da una casa editrice della mia città, la Pequod e si chiamava "Le Rane di Koh-Samui" era a metà fra racconto comico e horror. Molto interessante anche il film fatto da degli italiani sulla storia che girava anni fa del ritrovamento di uno scritto di Lovecraft a Venezia in cui sembrava avesse visitato il Veneto prima di scrivere Il Richiamo di Cthulhu e Shadow Over Innsmouth. Si chiama Road To L. e si trova pure sul tubo se non erro

caesar666: @[psychopompe] Road to L. e' intrigante ma e' un falso
psychopompe: ah beh sì, si sapeva che era un falso, già quando uscì il lungometraggio
caesar666
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Modifica alla recensione: «Sono previsti nuovi volumi tematici dedicati a Lovecraft da parte di Esescifi». Vedi la vecchia versione L'orrore di Lovecraft - H.P. Lovecraft - Recensione di caesar666 Versione 1

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