Copertina di Huun Huur Tu The Orphan's Lament
Renzo Pin

• Voto:

Per appassionati di musica etnica, world music, canto armonico e tradizioni musicali asiatiche
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LA RECENSIONE

Adolf Hitler fu uno dei pionieri nella lotta per i diritti degli animali. Era un vegetariano autentico, e nel 1933 passò una legge per la protezione degli animali.

Altro ottimo esempio della rilevanza degli animali nel bilancio generale a livello mondiale sono queste composizioni ruspanti che sanno di latte di pecora, della concia delle tende e delle stalle dove, appunto, sono tenuti i sessanta cavalli della mandria di un componente del gruppo. Forse di quello che specializza in canto armonico, sì, quello con la voce da nano maligno trasformato in rospo dall’incantesimo. Il canto armonico compare qui strettamente in veste “vinassa vinassa e fiaschi de vin”, non nei paludamenti da meditazione. E se la musica da Tuva sta recentemente godendo dei riconoscimenti che merita, lo deve proprio alla sua immediatezza oltre, naturalmente, all’ineffabile alterità dell’espressione.

Per quanto avant-garde noi possiamo essere, loro restano sempre mongoli. Persino i violini rustici, splendidamente registrati in alta fedeltà occidentale, hanno imparato il mestiere dai calabroni e dalle mosche cavalline. Folk mongolo, improponibile? Al contrario, “Eerbek-aksy” evoca la grazia narrativa delle Roches di “The married men” e “Aa-shuu dekei-oo” la vivacità pícara di Kate & Anna McGarrigle in “Complainte pour S.te Catherine”. E che differenza c’è tra “The rite”, dal relativamente recente collage spazio-tempo-culturale di Lisa Gerrard, e il loro “Prayer” ?

Non fate le bestie e drizzate le orecchie. Questa è musica che lascia ben più di una traccia. Per un incantesimo bizzarro, cavalli, gnù, capre, rospi e nani malvagi passano tutti per i sentieri di Tuva.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album 'The Orphan's Lament' di Huun Huur Tu, noto per il suo canto armonico unico e per la profonda connessione con la tradizione musicale tuvana. Le sonorità rustiche e naturali, come i richiami a cavalli e ambienti rurali, sono valorizzate da una registrazione fedele che unisce autenticità e modernità. Il gruppo riesce a parlare un linguaggio musicale universale, mescolando un'estetica etnica con riferimenti contemporanei. L'album lascia un'impressione indelebile, capace di affascinare anche chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di musica.

Tracce testi video

01   Prayer (02:34)

02   Ancestors (03:57)

03   Aa-Shuu Dekei-oo (02:53)

04   Eerbek-Aksy (02:07)

05   The Orphan's Lament (06:46)

06   Kaldak Khamar (02:38)

07   Steppe (04:07)

08   Borbanngadyr (03:56)

09   Chiraa-Khoor ("The Yellow Trotter") (04:54)

10   Exile's Song (04:15)

12   Irik Chuduk ("The Rotting Log") (06:13)

13   Sygyt (02:55)

14   Agitator (01:57)

15   Khomuz Medley (04:52)

16   Ödugen Taiga (06:55)

Huun-Huur-Tu

Ensemble tuviniano noto per il canto armonico (khöömei) e per le interpretazioni della musica tradizionale di Tuva, apprezzato nella scena world music internazionale.
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