Copertina di Hypocrisy The Final Chapter
astromat

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Per appassionati di death metal e musica metal tecnica, fan degli hypocrisy e della scena metal svedese anni '90
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LA RECENSIONE

Preciso che questa è la mia prima recensione, quindi sarà piena di errori e di imprecisioni, sopratutto nello stile. Ho cercato di dare il massimo.  

Il capolavoro indiscusso di Peter Tagtgren. In questo album è racchiuso in pieno tutto lo spirito degli Hypocrisy, quello devastante degli inizi e quello psichedelico successivo. L'album è caratterizzato da un perfetto mix di cattiveria e di melodie, e sono proprio queste che lo rendono così fantastico. L'album è caratterizzato dall'alternanza incessente di un pezzo veloce e di un pezzo lento e melodico. Tecnicamente parlando il lavoro dei tre svedesi è ottimo: Peter alterna il growling e lo screaming in modo perfetto e anche dal punto di vista chitarristico non sbaglia un colpo, i giri di basso di Mikael, anche se messi poco in evidenza dalla produzione, sono abbastanza originali, mentre il drumming di Lars è come al solito preciso che cmq, c'è da precisare, è sempre inferiore a quello di molto batteristi death metal, e la differenza la si sente sopratutto nei pezzi veloci.  

L'album inizia con la violenta e caotica Inseminated Adoption, che non concede un attimo di tregua all'ascoltatore, seguita dalla lenta e psichedelica  A coming Race caratterizzata da una bellissima melodia. Dominion è il classico pezzo devastante in stile Hypocrisy, in cui Peter sfodera un screaming pazzesco, la melodica Inquire Within sorpende per quell'introduzione di chitarra e sitar, Last Vanguard , Trought the Window of time e Evil Invaders si muovono sugli stessi binari di Dominion. La sognante Request Denied è caratterizzata da un bellissimo assolo diviso tra chitarra classica e distorta, Shamatheur ha un mid-tempo devastante e chitarre assolutamente granitiche, il tutto condito con melodie psichedeliche ed opprimenti. Adjusting the sun è il capolavoro dell'album: melodica al punto giusto e molto tecnica, sopratutto dal punto di vista chitarristico, con un assolo al fulmicotone veramente bello. Lies segue la strada di A coming race. E per finire c'è l'alienante The final chapter, vero capolavoro di melodie malinconiche.  
I testi, come quelli di Abducted, parlano di Ufo e rapimenti alieni, il tutto cmq esposto da un punto di vista umano, dal punto di vista delle emozioni del rapito.     

In definitiva è un bellissimo album, un caposaldo del death metal svedese e cmq indipendente da tutta da scena scandinava. Gli Hypocrisy sono grandi per questo, per essere riusciti a creare uno stile personale in una scena strapiena di gruppi molto uguali tra loro come quella svedese degli anni '90.

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Riassunto del Bot

The Final Chapter degli Hypocrisy è un album che unisce aggressività e melodie psichedeliche con grande maestria. La recensione enfatizza le performance tecniche della band e la capacità di creare uno stile personale nel death metal svedese. Ogni traccia alterna velocità e melodia, con un approccio lirico umano e riflessivo sui rapimenti alieni. Un caposaldo riconosciuto all'interno della scena scandinava.

Tracce testi video

01   Inseminated Adoption (04:34)

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05   Last Vanguard (03:25)

07   Through the Window of Time (03:30)

09   Adjusting the Sun (04:43)

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10   Lies (04:37)

11   Evil Invaders (03:49)

12   The Final Chapter (05:21)

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Hypocrisy

Hypocrisy è una band death metal svedese fondata da Peter Tägtgren, nota per l’equilibrio tra brutalità e melodie glaciali e per i temi fantascientifici (UFO, abduction). Attiva su Nuclear Blast, ha inciso molti lavori chiave agli Abyss Studios di proprietà di Tägtgren.
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