Copertina di Iceage Plowing Into The Field Of Love
kloo

• Voto:

Per amanti del punk, post-hardcore e musica alternativa, appassionati di evoluzioni musicali e sonorità ricercate
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Gli Iceage dopo 2 album duri e puri di Hardcore e Post-Hardcore Punk, decidono di fare un carpiato in avanti. Prendono a piene mani dal alt-country americano, ma non come quei mentecatti dei The Men che hanno voluto fare i Meat Puppets dei poveri. Gli Iceage, gruppo più conosciuto della floridissima scena danese odierna (Var, Croatian Amor, Lust For Youth, ...), guardano oltre; In città ci sono dei nuovi eroi e si faranno strada spargendo sangue per la città, mantenendo la loro aria da gran signori ma senza farsi calpestare dai malfattori, come fossimo in un western post-apocalittico a-la Vash The Stampede, ma sotto la lunga giacca rossa si nasconde Marv di Sin City.

Track by Track? Le usano solo chi non riesce ad apprezzare un album nella sua totalità, le scariche adrenaliniche dei precedenti lavori vengono assorbite totalmente dalla voce di Elias, che si sente il nuovo Nick Cave senza mai troppo plagiarlo. Le distorsioni irrefrenabili lasciano spazio a chitarre pulite che battono come se non ci fosse un domani.

Cos'altro da dire, chitarra-basso-batteria vengono impreziosite da piano, trombe e synth che non si prendono mai la libertà di sovrastare il dinamico trio di strumenti rock. Nota a se per la conclusiva omonima canzone, certamente non la migliore, ma degna chiusura di un album tra i migliori degl'ultimi 10 anni senza esagerare, da ascoltare e riascoltare, che alza notevolmente l'asticella di questa ondata nu-post-hardcore, che vorrei reinterpretare come HardNoir, ma non son mai stato bravo ad inventare cose, quindi lascio agl'altri decidere.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Gli Iceage abbandonano l'hardcore puro per esplorare sonorità alt-country e atmosfere HardNoir. Il canto di Elias ricorda un nuovo Nick Cave senza imitazioni, accompagnato da strumenti puliti e arrangiamenti raffinati. Il risultato è un album epico, tra i migliori degli ultimi dieci anni del post-hardcore, ricco di fascino e originalità.

Tracce

01   On My Fingers (00:00)

02   The Lord's Favorite (00:00)

03   How Many (00:00)

04   Glassy Eyed, Dormant And Veiled (00:00)

05   Stay (00:00)

06   Let It Vanish (00:00)

07   Abundant Living (00:00)

08   Forever (00:00)

09   Cimmerian Shade (00:00)

10   Against The Moon (00:00)

11   Simony (00:00)

12   Plowing Into The Field Of Love (00:00)

Iceage

Iceage sono una band danese di Copenhagen, formata nel 2008 da Elias Bender Rønnenfelt, Johan Surrballe Wieth, Jakob Tvilling Pless e Dan Kjær Nielsen. Dagli esordi hardcore/post‑punk (New Brigade, You’re Nothing) hanno ampliato il raggio con arrangiamenti più ricchi in Plowing Into The Field Of Love, Beyondless e Seek Shelter. Hanno pubblicato anche per Matador.
04 Recensioni