Copertina di In Flames The Jester Race
Angeldust82

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Per appassionati di metal melodico, fan della scena di göteborg, cultori del death metal anni '90, musicisti e amanti del metal tecnico e potente
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LA RECENSIONE

In un futuro distopico e crepuscolare, spettatore inerte della decadenza di una razza umana ormai superata, gli eredi al Trono della Terra appartengono alla progredita razza di Jester. Sottomissione e conquista sono gli imperativi di un'idea evolutiva che non prevede spazio per l'obsoleta civiltà terrestre.

Sorte poco auspicabile che gli In Flames hanno presagito e sviluppato nel loro secondo lavoro "The Jester Race" in un 1995 che annovera, tra le altre uscite eccellenti, "Sloughter Of The Soul" degli At The Gates e "The Gallery" dei Dark Tranquillity.

Insomma...Göteborg caput (metal) mundi.

Immersione totale fin dall'opener "Moonshield" dove il rauco e profondo scream di Anders Fridén fa il bello e il cattivo tempo su di un riff folkeggiante, fluido e ipermelodico. Da subito ci rendiamo conto di avere a che fare con una band in forma smagliante, in grado di accarezzarci e improvvisamente sferzarci il volto con un Death Metal Melodico dall'impatto devastante.

"E come concupisco le danze e le fiamme,
nel profondo del tramonto color delle pesche,
per saggiarne la rugiada.
Da me soffia il vento e il suo fuoco
per trafugare i colori.
Io sono lo Scudo Lunare."

La dinamica strumentale "The Jester's Dance" ci introduce ad "Artifacts Of The Black Rain" in cui le chitarre ricamano note su di un impianto ritmico compatto ed infaticabile.

Breve ed epica, "Graveland" esibisce fieramente un'anima tanto Death quanto groovy. Gran pezzo da headbanging!

"Lord Hypnos" presenta una struttura lineare fino alla propria metà, quando inaspettatamente un' intermezzo semiacustico ci spinge verso un finale cromato e avvincente, mentre il basso tombale e la doppia cassa di "Dead Eternity" sostengono la song forse meno riuscita del lotto.

Giusto un lievissimo calo qualitativo, ma se questo è il prezzo da pagare per i nove minuti esatti del tandem "The Jester Race"-"December Flower", beh...ben venga!

Nella titletrack incontriamo il refrain più trascinante del disco che esplode letteralmente dopo una strofa ad alto tasso adrenalinico; tutto è al posto giusto, compreso il bell'assolo finale.

"La mietitura di cadaveri per un uomo defunto
è un convivio composto da pane lasciato a marcire
e un fosco vino venefico."

A proposito di assolo: minuto 1:27 di "December Flower". Fredrick Johansson, special guest per gentile concessione dei conterranei Dark Tranquillity, ci regala qualcosa di trascendentale, unico, strabiliante e dalle sue dita scroscia una limpida cascata sottoforma di scale ascendenti e discendenti. 40 secondi da riascoltare all'infinito. Highlight assoluto!

"E il campo fiorito è impreziosito di tinte candide e bigie
è impreziosito.
Bianco come l'albore dei fiocchi di neve.
L'eroico emblema della vita."

Echi di Iron Maiden fanno capolino nel vagamente progressive "Wayfaerer", brano per soli strumenti che precede la decima e ultima traccia "Dead God In Me".

Doppio pedale e interpretazione più veemente di un album che farà la gioia di un nutrito stuolo di ascoltatori.

Nessuna controindicazione. Ottimo. Ogni volta che volete.

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Riassunto del Bot

The Jester Race, secondo album degli In Flames, si conferma un capolavoro del death metal melodico degli anni '90. L'album si distingue per la potenza degli scream di Anders Fridén, riff melodici e assoli memorabili, con un sound che unisce aggressività e armonia. Brani come 'Moonshield' e 'December Flower' evidenziano la maturità e l'abilità tecnica della band, che contribuisce a definire la scena metal di Göteborg.

Tracce testi video

02   The Jester's Dance (02:09)

03   Artifacts of the Black Rain (03:17)

06   Dead Eternity (05:03)

07   The Jester Race (04:53)

10   Dead God in Me (04:15)

In Flames

In Flames è un gruppo svedese associato alla scena di Göteborg, spesso citato nelle recensioni come pioniere/porta-bandiera del melodic death metal insieme ai Dark Tranquillity. La discografia è descritta come molto evolutiva e divisiva, con una fase iniziale/acclamata e una successiva più orientata a sonorità moderne e più melodiche.
22 Recensioni

Altre recensioni

Di  wwwhatemoornet

 Poche raffinatezze e riff semplici e lineari di chiara ispirazione (iron)maideniana sono i punti di forza dei cinque svedesi.

 Un disco e un gruppo che fa della melodia di facile assimilazione la sua arma migliore, non esagerando nelle dosi ma bilanciandola sapientemente.


Di  Wallego

 L'epicità spesso si trova subito in un disco Melodic Death Metal, beh, in "The Jester Race" degli In Flames, l'epicità è presente in ogni parte!

 Io classificherei questo "The Jester Race" tra i capolavori assoluti del Death Metal, perché l'ho trovato molto intenso ed emozionante.