Copertina di Ingmar Bergman Monica e il desiderio (Sommaren med Monika)
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Per appassionati di cinema d'autore, amanti del cinema europeo e drammatico, studenti di cinema, cultori di ingmar bergman
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LA RECENSIONE

La rottura di un equilibrio.

Le crepe e i cocci, che di noi facciamo noi stessi, stanno lì, da sempre.

Manca solo il crac.

Di una rottura parla, nel silenzio e negli sguardi, l’estate di Monica.

Com’è che si rompono i fragilissimi cristalli del vivere, che con fatica foggiamo e contempliamo?

Così, quasi senza sforzo.

Con la complicità di chi guarda.

Uno sguardo fisso, inespressivo.

Un semplice sguardo d’intesa tra chi, col sopravvenuto disincanto, impara ad accettare il proprio disamore, e noi, spettatori e guardoni nostro malgrado.

In questo gesto, in questa rottura della narrazione, sta tutto Bergman.

Brucia, come il sole, questo nostro disincanto.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Monica e il desiderio' di Bergman come un capolavoro che osserva profondamente la fragilità umana. Con un linguaggio poetico e sintetico, il testo richiama le rotture inevitabili della vita e delle relazioni. Un giudizio molto positivo confermato dal massimo punteggio.

Ingmar Bergman

Ingmar Bergman (1918–2007) è stato regista e sceneggiatore svedese, figura centrale del cinema europeo del dopoguerra. Autore di opere come Il settimo sigillo, Persona e Fanny e Alexander, ha esplorato con rigore temi quali morte, fede, identità e rapporto di coppia, lavorando spesso con Max von Sydow, Liv Ullmann e il direttore della fotografia Sven Nykvist.
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