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Iosonouncane
Live @ Domus del Mito, 05.09.2021

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Voto:

1. La vettura muove tra colline che attendono il volgere di una torrida estate. Al suo interno giovani uomini discutono: alla ricerca di un qualche posto nella complessità del cosmo, assoluzione e condanna.

Ecco, il Campo delle Pieve e lo scheletro di una domus gentilizia; «perché questo mondo che ci pare una cosa fatta di pietra, vegetazione e sangue non è affatto una cosa ma è semplicemente una storia» (1). Accanto al carapace che custodisce inafferrabili splendori affiorano le vestigia della modernità: al centro un inconsistente tempio di acciaio.

2. Jacopo Incani, assieme a due officianti, percorre le scale che conducono al presbiterio. I tre sono innanzi a banchi metallici: senza preavviso incomincia ad infuriare un misterico suono contro il morire della luce (2):

«Nous all el same mon name

Nous all le same mes ashes

One bouche por all these faces

Nous all el same mon name» (3).

Cavallette ovunque, piaga di Egitto.

«Ayna? Ayna?» (4).

3. Le oscillazioni percuotono il sopraggiungere del buio; eppoi, la voce che fuoriesce, al di là delle apparenti possibilità del reale, dal demiurgo sonico.

Ashes, Foule, Soldiers, Hajar; Carne, Tanca..

Nessuna interazione con la massa che freme ai piedi del presbiterio.

Il tempo scorre.

Armonie illuministicamente non afferrabili.

Le oscillazioni vincono le resistenze della ragione, le mura che cingono la moltitudine dei propri io vengono sbriciolate, «il mondo è forza d’immaginazione, immaginazione-forza» (5): migrare, vociare, urlare, piangere, sopravvivere, volere, aggrapparsi, aggrapparsi, aggrapparsi.

4. Nell’apocalisse elettronica un uomo disgustosamente bianco e nudo brancola nel buio. Chi sono?

«Se a un ambizioso venisse in mente di sconvolgere di colpo l’intero mondo del pensiero umano, dell’opinione umana e del sentimento umano, gli si offre l’occasione. La via che guida alla fama immortale s’apre diritta e sgombra d’ostacoli davanti a lui. Gli basterà infatti scrivere e pubblicare un piccolissimo libro. Il titolo sarà semplice – poche parole ben chiare – "Il mio cuore messo a nudo" [My Heart Laid Bare]. Ma questo piccolo libro dovrà mantenere le promesse del titolo [...] scriverlo, ecco la difficoltà. Nessun uomo 'potrebbe' scriverlo, anche se osasse tentarlo. La carta si raggriccerebbe e si consumerebbe al pur minimo contatto della sua penna infocata» (6).

5. Jacopo Incani, assieme ai due officianti, abbandona il tempio. Le macchine continuano a produrre allucinanti oscillazioni. Poi, il silenzio, il buio. È tutto finito.

La vettura muove tra colline che attendono il volgere di una torrida estate. Al suo interno giovani uomini discutono: alla ricerca di un qualche posto nella complessità del cosmo, assoluzione e condanna.

Commenti (Dodici)

JpLoyRow
JpLoyRow
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Oggi non si dovrebbero tenere concerti. Ma che avete capito, mariani, mica sto parlando del batterio famoso. Spiego meglio, profani. Oggi non si dovrebbe permettere che uno scalzacane del genere salga su chicchessia palco. Vogliamo i vetusti, o i giovani talentuosi. Non cotanto insulto musicale, si vergogni l'insetto recensore.


JpLoyRow
JpLoyRow
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Mariani e insetto, lo dico a beneficio dei rabbiosi debaseriani, non sono i soliti errori del fallace T9, da Zion amato, ma i termini che io stesso ho, prodgiosamente, scelto. Il debaseriano medio è un mariano, vale a dire un fraticello ebbro di svilenti idee anodine. Il recensore, che ci regala parole al vento e al vento egli si pone, è insetto urticante e ribaldo.


CosmicJocker: Ottimo salvataggio in corner...(non usavo termini calcistici dalla notte dei tempi)..
JpLoyRow: Lei non sa nulla, iracondo Cosmic.
CosmicJocker: Oh quant'ha ragione!
JpLoyRow
JpLoyRow
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Or dunque, a che pro deliziarci senza gusto alcuno con cotanta soporifera recensione? Si attende risposta. Nel frattempo mi rimetterò con missive che non affrancherò e in cui custodirò geloti segreti circa il suddetto recensore.


Ermes
Ermes
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Note:
(1) C. McCarthy, Oltre il confine, Einaudi, Torino, 2014, p. 123.
(2) «Non andartene docile in quella buona notte, i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno; infuria, infuria, contro il morire della luce»; D. Thomas, Poesie, Einaudi, 2002, p. 74.
(3) Iosonouncane, Prison, Ira, 2021.
(4) Ibidem.
(5) A. Kubin, L’altra parte, Adelphi, 2006, p. 155.
(6) C. Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo, citato da E. A. Poe, Marginalia, Adelphi, 2019, p. 134.


Ermes: P. S. La data del concerto è quella del 05.09.2021; ahimè, non so se l'errore può essere corretto
Ermes: @[sfascia carrozze] UH! La ringrazio moltissimo
JpLoyRow
JpLoyRow
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Mi eclisso, con gioia.


JpLoyRow
JpLoyRow
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Sognerò, in incubi vili, nudità falliche attribuibili al giovanissimo fustacchione Zion.


TataOgg: Ma quanto é fiko @[ZiOn] glielo vogliamo dire? E ce l'abbiamo sul Debasio!
JpLoyRow: Zion è il Brad Pitt del sito, ma che dico, l'icona sexy che ci invidiano lassù, verso Urano e Plutone, mentre Giove annuisce e plaude con voluttà.
ZiOn: Sono bello come Gianno Agnello!
TataOgg
TataOgg
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Avevo il biglietto e l'ho regalato: io non sarei potuta andare...
Non mi sono fatta raccontare nulla del concerto, non l'ho presa bene. In due mesi ho rimosso l'accaduto. E poi un giorno apri il Debasio, leggi la prima recenzia della lista e ti risale il nervoso.


Ermes: Ahimè, non volevo evocare spiacevoli ricordi! Nella dimensione live, come ho tentato di esprimere, davvero un’esperienza particolare (forse la sede naturale del progetto, vista l’originaria modalità di presentazione di Ira, idea non andata in porto): un qualcosa che rimane sotto pelle; tutto ciò per dire: non demorda dall’inseguimento del concerto/rito del Nostro
TataOgg: É la sede naturale del progetto, nato per essere sentito in live e probabilmente considerare il CD un souvenir.
Forse il prossimo anno, chissà. Dal 2021 mi sono riproposta di smettere di fare progetti a lungo termine. Soprattutto di natura concertistica.
CosmicJocker
CosmicJocker
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Bella questa contaminazione tra moderno e arcaico con la convergenza nel concerto/rito..
Comunque prima o poi lo devo ascoltare questo Jacopo Incani (appena sarà passata la sbornia collettiva)..

PS
Direi mossa vincente mettere le note nei commenti (se non erro in un'altra tua pagina le avevi messe nella recensione stessa)..


TataOgg: "contaminazione tra moderno e arcaico con la convergenza nel concerto/rito" è molto iosonouncanianeo. La recenzia è quindi qvella givsta!
CosmicJocker: Da messaggero-degli-Dei noj mi sarei aspettato niente di meno...
Ermes: Provando a razionalizzare le impressioni trasmesse dal ‘concerto/rito’, mi è effettivamente rimasta impressa la saldatura tra arcaico e moderno. Suoni dal futuro che evocano un passato remotissimo: un qualcosa che attiene al mito, tra sangue e polvere. L’ambiente circostante ha contribuito a rafforzare questa sensazione, a qualche metro dal palco sorgevano, adeguatamente protetti, i resti di questa domus gentilizia del I sec. d.c. In particolare, i pavimenti esibivano scene suggestive. Insomma, un gran bel viaggio cosmico
macmaranza
macmaranza
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Non ho capito un cazzo sul serio.


Ermes: Chiedo venia, ieri notte, dopo qualche abbondante calice di vino, ho tentato di descrivere le sensazioni impresse dallo strambo ‘concerto’ del giorno precedente. Dopo essere stato mezzoretta abbondante davanti allo schermo ho cominciato a partorire simili scemenze. Un palco, accanto un sito archeologico, suoni indecifrabili.
A mia parziale discolpa non si tratta di un ascolto facilmente razionalizzabile..
macmaranza: Ugh!
Ermes
Ermes
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Un ringraziamento a @[lector] per il passaggio


Ermes: Nonché a @[Martello]
JpLoyRow: Smettiamola di ringraziare sconosciute figure ora tacite ora querule. Basta, davvero. Debaser non è Facebook, che i debaseriani medi emigrino verso altri lidi social.
ZiOn: @[JpLoyRow]: e quelli medio-massimi? E i pesi mosca?
Danilo Dara: Quindi restino gl'estremi.
Non voglio esserci quel giorno.
ZiOn
ZiOn
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Bellissima. E grazie mille per la "bibliografia".


Ermes: Grazie a lei, troppo generoso
Farnaby
Farnaby
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A distanza di mesi non ho cambiato mezza idea sul valore di "IRA". Alquanto divisivo resta, per me, un miracolo e un capolavoro.
Pagina davvero bella...


Ermes: Concordo, preferisco forse IRA a DIE (anche se Tanca..). DIE è uscito in un momento di assestamento dei miei gusti musicali su un nuovo punto di equilibrio: per lungo tempo sono stato schiavo del testo, percependo la musica come accompagnamento. Da un po’ di tempo a questa parte tento di vivere l’ascolto in maniera meno razionale e più viscerale: ricerco paesaggi sonori, più da vivere che da capire, dove le parole rimangono centrali, ma senza la necessità di una loro stretta razionalizzazione. In questo senso, come te, ho particolarmente apprezzato IRA, anche se come un buon whisky si centellina.
Ho recentemente ripreso in mano gli Swans con il loro The Seer, che in un primo momento avevo colpevolmente accantonato, quanti punti di contatti con IRA, nel senso di quell’ascolta di cui sopra.
In ogni caso, grazie mille del graditissimo passaggio
Farnaby: Gli Swans senza dubbio...e anche molto altro. Un calderone di riferimenti? Forse si. Ma alla fine ne è uscita un'opera originale, personale, osticamente perfetta e musicalmente eccelsa...

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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