Era il lontano 1988.... I Maiden, nel bel mezzo del "Seventh Tour of a Seventh Tour" decidono di registrare in quel di Birmingham un live.... nell'88 uscì solo in versione VHS e nel 1994 uscì anche la versione CD. La principale differenza sta nella scaletta, infatti nella versione video, Harris e compagni suonano la bellissima "Hallowed be thy Name", mentre nella versione CD troviamo canzoni storiche quali "Prisoner", "Still Life" e "Die with Your Boots on".
In assoluto è il mio live preferito della Vergine di Ferro, anche superiore allo stupendo "Live After Death", per la qualità delle prestazioni dei singoli musicisti e per la qualità della registrazione assolutamente ineccepibile.
Si aprono le danze con la mefistofelica "Moonchild" che ci spalanca subito le porte dell'inferno di questa esibizione mozzafiato. La seconda track è anche una delle più riproposte in assoluto dal vivo dai Maiden: "The Evil that Men Do" è una canzone perfetta, dove le tastiere e i sintetizzatori si mescolano perfettamente ai suoni distorti delle chitarre di Murray e Smith, e al basso galoppante di Steve Harris. La prima sorpresa del disco è un grande classico da "The Number of the Beast", ossia la veloce e potente "Prisoner". Prova superlativa di Dickinson & co. Le sorprese continuano con "Still Life" e "Die with Your Boots on" che ci fanno pogare fino all'udire del dolce intro della stupenda "Infinite Dreams" che ci fa sognare prima del brusco risveglio con "Killers" dove la prova di Harris supera di molto l'eccellenza. Poi ci sono due brani tratti da "Somewhere in Time": "Wasted years" (sfortunatamente riproposta poco dal vivo) e la migliore della scaletta "Heaven Can Wait". Il magico intro di basso di "The Clairvoyant" ci trascina in un altro brano infernale che riesce ancora una volta a colpire per precisione di esecuzione. Poi c'è il capolavoro "Seventh Son of a Seventh Son" (molto simile come struttura a "Rime of the Ancient Mariner") che ci emoziona e ci accompagna alla chiusura dello show, affidata a due classiconi quali "The Number of the Beast" e "Iron Maiden".
Concerto perfetto anche se l'unica pecca che si può trovare è che buona parte della scaletta effettiva dello show venne tagliata per poter inserire tutto in un solo disco.... ma quello che ci è pervenuto agli atti finali è un capolavoro di concerto da una band che non conosce età, e da 30 anni ammalia generazioni intere con la sua musica carica di emozioni, grinta e passionalità. c'è solo da fare un applauso alla passione che questo gruppo ha messo in ogni giorno della propria carriera. UP THE IRONS !!!!!
È assolutamente da avere!
Quando l'ho udita mi è venuto un colpo. La mia incompetenza sul campo Maideniano mi aveva sempre indotto a credere che questa opera d'arte non fosse mai stata eseguita live.