Copertina di James Blunt Back to Bedlam
Torre Ste

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Per appassionati di musica pop rock malinconica, fan di cantautori inglesi e chi cerca album emozionali e autentici
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LA RECENSIONE

James Blunt, un ufficiale inglese in Kosovo, debutta nel 2005 con "Back to Bedlam", un lavoro molto sentito che parla di morte, cosa che il cantautore conosce molto bene.

Il disco si apre con la bellissima, se pur sfruttatissima da una compagnia telefonica, "High", che regala subito all'ascoltatore una malinconia che attraverserà tutte le 10 canzoni che compongono il lavoro. Peccato che in "You're beautiful" Blunt si ripeta, offrendo una melodia simile al pezzo precendente con un testo banale.
"Wisemen" è il pezzo peggiore dell'album, una canzone che non starebbe male se fosse "cantata" da band come Blue e Backstreet boys.
"Goodbye my lover" invece è una canzone che dalla prima all'ultima nota è capace di regalarti emozioni vere e sincere. è un lento cantato magistralmente da James Blunt, che in alcuni tratti dimostra un falsetto invidiabile, accompagnato da un piano e sul finale da archi.
"Tears and rain" è un'altra ottima composizione dell'autore che sembra voler continuare la traccia precedente, riuscendoci alla perfezione concludendola con un ritornello da stadio da cantare a squarcia gola.
La seconda caduta di stile invece si ha con "Out of my mind", una canzone che non c'entra niente con il resto del disco ed inutile.
Con "So long Jimmy" si entra nella seconda parte del disco. Una canzone che si concentra tutta attorno a poche note di chitarra iniziali che ricordano molto le sonorità degli anni '70, accompagnate con delle tastiere che mischiano Deep Purple e, sul finale, ricordano vagamente "Riders on the storm" dei Doors.
Anche "Billy" è una traccia con una melodia orecchiabile con sonorità che non si discostano molto dalla traccia precedente.
"Cry" e "No Bravery", che concludono l'album, sono due capolavori che tornano a farti sognare ad occhi aperti, due lenti che ti lasciano senza fiato sia per la melodia che per la voce di Blunt, che canta molto bene e, soprattutto, dando un senso ai testi delle due canzoni.

Sicuramente un buon esordio per il cantante inglese che regala molte speranze agli amanti del genere, nonostante alcune tracce che rovinano notevolmente l'LP ma quelli si sa, sono errori di gioventù che tutti gli artisti compiono alla prima uscita discografica.

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Riassunto del Bot

Back to Bedlam, debutto di James Blunt, offre un viaggio musicale carico di emozioni e malinconia. Il disco presenta canzoni molto riuscite come 'Goodbye My Lover' e 'Cry', ma anche alcune tracce meno convincenti. Nonostante le imperfezioni tipiche di un esordio, l'album lascia ottime impressioni per il futuro dell'artista.

Tracce testi video

02   You're Beautiful (03:35)

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03   Wise Man (03:45)

04   Goodbye My Lover (04:20)

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05   Tears and Rain (04:06)

06   Out of My Mind (03:35)

11   Fall at Your Feet (acoustic) (02:24)

James Blunt

Cantautore britannico ed ex ufficiale della Household Cavalry, ha servito in Kosovo. È salito alla ribalta con l’album Back to Bedlam (2004) e la hit mondiale “You’re Beautiful”, seguito da All the Lost Souls (2007).
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  Totisque

 Il terrore gli si legge negli occhi - canta Blunt - e non si percepisce nessun coraggio, no.

 Quando decidi di andarci, allora assapori anche le più piccole, splendide cose della vita, come la bellezza di un'alba, che ha un solo significato: sono vivo, la vita continua.


Di  PunkPrincess

 La sua musica non va capita o interpretata. Fluisce liberamente e si insinua sotto la pelle, anche dei più reticenti.

 Ascoltare Back to Bedlam? Per capire quanto la vita è composita e stupefacente se vista con molta meno superficialità.