Copertina di James Gray Little Odessa
Hellring

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Per appassionati di cinema drammatico e gangster movie, amanti dei film d'autore e debutti registi
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LA RECENSIONE

Little Odessa è un quartiere di Brooklyn, New York. Un micro-frammento della Grande Mela, dove la normale vita quotidiana si mescola alla criminalità, dove i sicari agiscono e poi spariscono, dove ogni famiglia ha i suoi segreti da mantenere. Joshua Shapira (Tim Roth) è uno di quei sicari silenziosi, pronti ad apparire e scomparire. Torna a Little Odessa dopo un lungo periodo di assenza causa uccisione di un uomo importante della criminalità russa. Ritrova la sua famiglia che lo ha rinnegato nella persona del padre Arkady (Maximilian Schell), ritrova sua madre ammalata in fase terminale e il suo giovane fratello Reuben (Edward Furlong). Su questo sfondo decadente di una New York perennemente imbiancata dall'inverno, James Gray costruisce il suo primo vagito cinematografico.

Opera complessa nella sua apparente semplicità, "Little Odessa" si presentò positivamente alla critica nel 1994, vincendo il "Leone d'Argento-Premio Speciale per la regia" a Venezia, oltre ad altri riconoscimenti minori. Un lungometraggio interessante perchè venuto fuori dal nulla (nessuna traccia del Gray precedente), ma soprattutto capace di proporci un regista che appena 25enne dimostrava già di avere le idee ben chiare.

"Little Odessa" è un film "asciutto", classico nella forma e nella sostanza, che pur muovendo dal gangster movie, riesce a trovare una sua collocazione ben definita. L'incrocio tra micro (la famiglia) e macrocosmi (New York) riesce bene. Così come solido è l'avanzamento filmico che Gray da alla sua opera: mai troppo orientata nel divenire un thriller puro, ben bilanciata nel lasciarsi alle spalle il retaggio gangster per trasformarsi in un dramma familiare dalle tinte forti e fosche. Il Joshua ben interpretato da Tim Roth, non è solo un uomo ormai rifiutato dalla città e da quell'ambiente in cui è stato svezzato, ma è anche una figura che la sua stessa famiglia tenta di allontanare. Un po' come per il Carlito Brigante di "Carlito's Way", anche per Joshua diventa difficile uscire da questo mondo, che troppo presto si intreccerà ad una complessa situazione familiare. L'epilogo è l'inevitabile collisione di due universi ormai non più sovrapponibili e riconcialibili.

Senza mai eccedere nella drammaticità sensazionalistica, senza mai focalizzarsi sull'aspetto prettamente thrilling della vicenda, James Gray plasma un'opera prima essenziale, priva di citazionismi ed inutili orpelli filmici.

Lo stile sobrio (secondo alcuni troppo), la fotografia "realista" ad opera di Tom Richmond e le buone prove attoriali (da citare Vanessa Redgrave nel ruolo della madre), rendono "Little Odessa" un piccolo gioiello.

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Riassunto del Bot

Little Odessa segna il debutto cinematografico di James Gray, offrendo un gangster movie asciutto che si trasforma in un dramma familiare intenso. La pellicola unisce l'ambiente criminale di Brooklyn a rapporti familiari difficili, con interpretazioni solide, soprattutto di Tim Roth. Lo stile sobrio e la fotografia realista rendono il film un piccolo gioiello premiato a Venezia. Un'opera essenziale priva di inutili orpelli, capace di emozionare con la sua sobrietà.

James Gray

James Gray (n. 1969) è un regista e sceneggiatore statunitense, nato a New York, noto per uno stile classico e per le collaborazioni con Joaquin Phoenix.
06 Recensioni

Altre recensioni

Di  Hellring

 "The Yards è un'opera che può essere utilizzata come film rivelatore di una realtà parallela alle megaproduzioni del nuovo millennio."

 "Gray plasma un noir/thriller dalle caratteristiche ben definite, con stilemi classici che appartengono solo ed esclusivamente a lui."