Janus Metz
Borg McEnroe

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Voto:

Una bella sfida sportiva, un film che ne è la piana trasposizione. Un lavoro che non fa granché per arricchire e sfaccettare la vicenda, ma forse non si poteva fare molto di più. La mia sensazione è che le pellicole di sport, e di certi sport in particolare, non siano per niente facili da fare bene e infatti non se ne sono mai fatte o quasi. E il tennis rientra sicuramente tra questi.

Non perché sia uno sport brutto: come si dice nel film, ogni partita è come la vita, ma è praticamente impossibile raccontarlo in modo cinematograficamente fresco. Pim-pum, pim-pum, la ripetitività la fa da padrone e nella trasfigurazione filmica manca pure il coinvolgimento emotivo e l'effetto sorpresa. Non arriva quindi inaspettato il fatto che la parte sul match finale Borg-McEnroe sia quella esteticamente più debole del film. Ne è la prova la necessità di affidarsi continuamente alle cronache dei commentatori, che infarciscono la messa in scena di tante frasi fatte. Che non aiutano.

A dire il vero, non è tutto da buttare in Borg McEnroe. Pur con una grammatica e uno stile elementari, ha qualcosa da dare. Ed è il rovello febbrile di un ragazzo ossessionato dalla vittoria. Una forza inscalfibile, disumana, che in realtà cela una fragilità totale. È quello il tema: la malattia dell'ossessione agonistica e i diversi modi per esorcizzarla. C'è chi interiorizza tutto e chi sputa fuori il veleno. In fondo i due rivali sono uguali: due bambini difficili, due persone che non si sono mai adeguate ai contesti e hanno catalizzato le loro energie verso un grande obiettivo sportivo.

I ritratti, soprattutto quello di Borg, sono apprezzabili, ma tutto sommato gli elementi caratteriali in gioco non sono molti e vengono riproposti per un ampio minutaggio, con poche variazioni. Non c'è una storia da raccontare, ma "solo" una finale di Wimbledon che si avvicina e la tensione che cresce. I flashback si sprecano e alla lunga annoiano, diventano stucchevoli. Un ordito narrativo che si fa quindi rarefatto e sempre meno interessante, una volta esplorati i tratti essenziali delle due personalità.

Si poteva allora dedicare più spazio a McEnroe, oppure a quello che successe dopo quella finale del 1980. Invece si chiude con l'apogeo di Borg, tagliando fuori la successiva caduta del dio del tennis. E per quanto non manchino episodi discutibili nell'atteggiamento di Björn, si comprende nel finale il carattere celebrativo della produzione. Eppure la vita del tennista negli anni successivi ha visto altri episodi significativi, al di là del tennis.

Focalizzandosi su Borg, si poteva concepire una narrazione più tagliente, ma sarebbe servita la regia di un cineasta d'altra levatura. E i grandi del cinema evitano certi film sportivi, perché probabilmente ne comprendono anzitempo le difficoltà realizzative.

6/10

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Commenti (Nove)

hjhhjij
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Pensa che ero quasi interessato a vederlo. Ora non più.
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ygmarchi2
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McEnroe era un mito per me quando ero bambino. La sconfitta al Rolland Garros in finale al quinto set con Lendl è stato uno dei più grandi traumi della mia tarda infanzia.
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templare
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"La sera antecendente la finale ( torneo esibizione a Marbella ) che dovevo giocare contro Borg, andammo in un locale appena inaugurato. Borg si bevette tutto il bar, barman compreso e lo dovetti portare in albergo sulle spalle. L'indomani, alle ore 14.00, mi rifilò un sonoro 6-2 6-1. Al cambio campo gi sputavo addosso e lui rideva." (A. Panatta)
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zappp
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Borg vs McEnroe sono 2 binari lontanissimi che a poco a poco si avvicinano per entrare in rotta di collisione in quella che per molti è il match più bello della storia del Tennis, 2 mondi paralleli diversi, quello di Borg, la cui vita sportiva è la stessa metafora di vita nel privato, un gioco costruito faticosamente, le vittorie sudate allo spasimo, come quel bambino proveniente da un'oscura cittadina svedese, di umile famiglia, con pochi diversivi e vie di fuga, il Tennis appunto, è l'unica via, l'unica possibilità per sfuggire ad un destino altresì grigio. Da qui la sua ferocia per l'ottenimento di risultati sportivi.
McEnroe è talento allo stato puro, proveniente da una famiglia Newyorkese benestante, la sua vita è fatta di musica, ragazze, sfavillio, insomma Supermac non deve scappare da niente, ma vincere soltanto per soddisfare la sua brama sportiva.
Il film sottolinea discretamente bene tutto questo.
Del resto è vero', un film sportivo basato su fatti realmente accaduti non è facile da tratteggiare, molto spesso si finisce in banalità, gag, la pellicola che sconfina in commedia ed il sentore di "plastificato" e già "annusato" si fa forte, o altresì ne vengono fuori pellicole sportive in cui il loro racconto è solo un lungo e noioso lavoro da Wikipedia filmico fatto di dati e date.
Ma è anche vero che trattando di fatti sportivi, eclatanti e famosi, non è facile stupire.
Stanare qualche news, spostare la lente e la luce su argomenti nuovi quando milioni di libri e surrogati vari hanno già detto tutto non è impresa semplice, quindi, il regista del sopracitato ha solo ripercorso questa rivalità cercando di ricatturarne lo spirito, la tensione, l'evento e farlo riverberare con nuovi bagliori a quasi 40 anni di distanza.
Insomma è stata data una rinfrescante mano di vernice al già saputo (ma che non stanca mai, perchè se dosato con mano leggere è bello "risapere"), e nel contempo, informare ed avvincere chi...non sapeva.
Eppure, un piccola novità c'è.
Non era di dominio pubblico all'epoca l'inferno interiore di Borg, lo si percepiva, lo si è saputo poi, lo si è visto per la 1a volta in questo film, grazie anche a flashback che secondo me, non sono noiosi, bensi' servono ad introdurre l'orgasmo finale che erutterà in quel match.

Detto questo, è vero, la pellicola è più spostata su Borg, e si poteva dedicare più spazio a McEnroe.
A parziale alibi del regista attribuisco oltre un fatto (credo) patriottico, anche un discorso cinematografico essendo quella di Borg (come dicevo sopra) una esistenza piu' sofferta, costruita, e meno naturale di quella dell'americano.
La Svezia (momento sbagliato dirlo oggi dopo ieri) era quasi uno zero totale in ambito sportivo ancor piu' tennistico, Borg (come Federer per la Svizzera) fu un fatto sportivo assoluto, nuovo, sociale e per questo trainante. Borg ha cambiato il tennis.
Tecnicamente poi, Borg è stato tennista di rottura, che da regolarista è andato a vincere laddove a quelli come lui era proibito, sul veloce.
McEnroe, è talento puro, ma la sua vita sportiva e privata non era un fatto nuovo, prima di lui, seppur in scala ridotta, c'erano già stati atleti come lui.
Ma ripeto, si poteva scavare un po' di piu'.

Come è vero che si poteva far concludere la vicenda non con quella finale, ma in altri contesti, ma anche qui sono scelte soggettive, come è vero che ci potevano essere piu' dettagli sportivi su quella finale, in cui il film la sottolinea nella sua drammaticità magari in modo leggermente "superficiale"...se fosse stata raccontanta per davvero nello specifico come è andata quel giorno, qualcuno avrebbe potuto storcere il naso ed addittarla come "americanata", invece quel giorno i fuochi d'artificio ci furono davvero tutti, al punto che per paradosso dove il film poteva spingere assai di piu' ne smussa (un pò) i suoi picchi di totale bellezza e drammaticità.

Per il resto buone sequenze con acrobatiche e vertiginose riprese , una montaggio discretamente ritmico, un fotografia giust
BËL (01)
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zappp
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...una fotografia giustamente vintage ed una cura del dettaglio amorevole (il rovescio a 2 mani di Borg, il manico maggiorato della Donnay).

In conclusione, il film è come una canzone tecnicamente suonata in modo difettoso, ma con un gran feeling.
E le emozioni spesso sono quasi tutto.
BËL (01)
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teenagelobotomy
teenagelobotomy Divèrs
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consiglio "L'arte di vincere", in ambito di film sportivi tratti di vicende reali. Bennett Miller gran regista.
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joe strummer: Visto, molto bello
Johnny b.
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Da piccolo Tifavo Lendl e McEnroe. Lo andrò a vedere in questi giorni anche se con con un pò di entusiasmo in meno dato che la maggior parte delle volte ho condiviso le tue recensioni. Speriamo bene e che sia una di quelle poche volte in cui la penso in modo diverso.
BËL (01)
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joe strummer: La sufficienza gliel'ho data. Si lascia guardare :)
Taurus
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Ricordo di quando un paio di anni fa una persona con cui giocavo a calcetto vedendomi con quei capelloni sciolti e la fascetta elastica stretta esordì con caspita un po' somigli a Borg, e io non sapevo nemmeno chi fosse questo famoso sportivo.
BËL (01)
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uai
uai
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Una cagata, tutta dalla parte di Borg. McEnroe ridotto stupidamente a macchietta. Un falso storico
BËL (02)
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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