Copertina di Japan Gentlemen Take Polaroids
egebamyasi

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Per appassionati di musica new wave, synth-pop, fan degli anni '80 e amanti di sonorità sofisticate e sperimentali
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LA RECENSIONE

La prima metà degli anni 80 ha visto nascere e morire decine di gruppi di synth-pop.I Japan nascono nel lontano 75 e dopo i primi due album di incerto glam-rock cominciano a trovare la loro strada con le sonorità del terzo lavoro "Quiet Life".Sonorità che si avvicinano al synth ma che lasciano intravedere spiragli "colti".Il loro quarto album si presenta insolito sin dal titolo."Gentlemen Take Polaroid",posta come prima canzone,conferma quest'impressione:ritmo straniante e malato che non decolla mai,il canto di Sylvian (che in seguito intraprenderà una fortunata carriera solista) si presenta rallentato,con una pronuncia decisamente strascicata,molto "dandy" (cosa che mi rendo conto ad alcuni può non piacere).Le aspirazioni "intellettuali" del disco trovano conferma in "Swing",qui il ritmo è più serrato,le tastiere delineano un riff abulico,l'andamento generale del brano è nervoso,instabile,molto insolito.La successiva "Burning Bridges" sottolinea le velleità più sperimentali del leader:tetra,spettrale,claustrofobica,è una lucida follia."My New Career" è morbida come il velluto buono,il suo andamento è sinuoso,avvolgente,sensuale,tutto sembra molto liquido,i contorni sono poco definiti.Ecco arrivare successivamente il drumming sferzante di "Methods Of Dance",il ritmo si presenta nervoso,instabile,malato.La tastiera si diverte a ricamare disegni esotici e decadenti,una voce femminile raffinata e apocalittica s'intromette nell'apparente confusione per ricordare a Sylvian che non è solo nel suo delirio visionario.Canzone veramente trascinante rapprensenta una gemma del decennio.Infine ciò che non t'aspetti:un piano malinconico e piangente ti schiude le porte della favola metropolitana di "Nightporter".L'atmosfera diventa buia,la voce di Sylvian si fa profonda e solitaria,dal cielo della città piovono accordi minori che ti accarezzano mettendoti di fronte ai tuoi pensieri.Tutto sembra scorrere più lento,per poterti permettere di prendere maggiormente coscienza di te.Da ascoltare rigorosamente di notte,"Nightporter" è una delle canzoni più belle ed intime che io abbia mai ascoltato.In definitiva questo album rappresenta la maturità di un gruppo (che dopo un anno sfornerà il comunque ottimo "Tin Drum") tra i più raffinati della "new wave" che ha saputo sperimentare proponendo un sound di gran fascino pur restando nella forma canzone.Se amate le cose di classe non potete non averlo.

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Riassunto del Bot

Gentlemen Take Polaroids è l'album che segna la maturità artistica dei Japan, con atmosfere notturne e sonorità synth-pop sofisticate. La recensione esalta la sperimentazione, il canto dandy di Sylvian e tracce come "Nightporter", una gemma intima. Un disco di grande fascino per gli amanti della new wave elegante e colta.

Tracce testi video

Japan

Japan sono stati un gruppo art-pop/new wave inglese formato nel 1974 a Londra da David Sylvian, Mick Karn, Richard Barbieri e Steve Jansen, con Rob Dean alle chitarre nei primi anni. Dopo due album di impronta glam passarono a suoni più elettronici e sofisticati con Quiet Life (1979), quindi la consacrazione con Gentlemen Take Polaroids (1980) e Tin Drum (1981). Si sciolsero nel 1982; i membri principali collaborarono nuovamente come Rain Tree Crow nel 1991.
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