Copertina di Jean Michel Jarre Les Concerts en Chine
Cervovolante

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Per appassionati di musica elettronica, fan di jean michel jarre, curiosi di contaminazioni culturali, ascoltatori di album storici.
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LA RECENSIONE

The Concerts in China è uno di quei dischi che non hanno mai messo tutti d’accordo. Troppo costruito per essere un live canonico, troppo carico di significati extra-musicali per essere ascoltato con leggerezza. Eppure, è uno di quei lavori che continuo a difendere senza troppe esitazioni.

È vero: non è un live “puro”. I concerti cinesi di Jarre furono tecnicamente complicati e il disco che ne è uscito è in parte rielaborato in studio. Ma Jarre non ha mai nascosto questo aspetto, né ha mai cercato di vendere spontaneità dove non ce n’era. The Concerts in China è un live pensato, mediato, controllato, e funziona proprio perché accetta fino in fondo questa natura.

Il contesto è noto: una Cina che si affaccia timidamente all’Occidente, una musica elettronica priva di testi e quindi percepita come “neutra”, la possibilità di un’apertura culturale senza scosse. Tutto questo pesa sull’album, ma non lo svuota. Anzi, gli dà una tensione particolare, un senso di estraneità che si riflette anche nella musica.

La scaletta è significativa. Oxygène viene suonato durante i concerti, ma resta fuori dal disco, che si concentra invece su Équinoxe e soprattutto su Magnetic Fields, lasciando spazio a variazioni, allungamenti e momenti meno rigidi rispetto alle versioni in studio. È una scelta che rende il disco meno celebrativo e più coerente.

I brani nuovi sono tra le cose migliori del progetto. Arpégiateur è un pezzo che spacca il sequencer, diretto e ipnotico, mentre Orient Express e Souvenir of China aggiungono movimento e malinconia senza appesantire il flusso. Anche Fishing Junks at Sunset, con l’orchestra di Pechino, evita l’effetto cartolina e resta sorprendentemente sobria. Nel complesso, nonostante la durata, il disco scorre con naturalezza, grazie a un lavoro attento sulle transizioni e sull’atmosfera. Non è un album che punta sull’impatto immediato, ma su una costruzione lenta e continua.

The Concerts in China resta un disco discusso, e probabilmente continuerà a esserlo.
Album controverso per me capolavoro.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Les Concerts en Chine di Jean Michel Jarre come un live atipico, più costruito e mediato che spontaneo. Il disco, rielaborato in parte in studio, riflette la tensione di una Cina appena aperta all'Occidente grazie a una scaletta mirata e a brani inediti. Le transizioni e l'atmosfera sono curate, con risultati convincenti. Un album discusso ma considerato un capolavoro dal recensore.

Tracce

01   The Overture / Arpegiator / Equinoxe IV (19:31)

02   Fishing Junks at Sunset / Band in the Rain / Equinoxe VII (21:05)

03   Orient Express / Magnetic Fields I / Magnetic Fields III / Magnetic Fields IV / Laser Hart (18:54)

04   Night in Shanghai / The Last Rumba / Magnetic Fields II / Souvenir of China (19:35)

Jean Michel Jarre

Compositore e performer francese, pioniere della musica elettronica. Ha portato i sintetizzatori al grande pubblico con album come Oxygène ed Équinoxe e con spettacoli all’aperto di grande impatto visivo. Figlio del compositore Maurice Jarre.
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