Copertina di Jimmy Nail Ain't No Doubt
DanteCruciani

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Per appassionati di musica anni '90, nostalgici della scena inglese, fan di jimmy nail e cultori della cultura pop londinese
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LA RECENSIONE

Jimmy Nail.

Jimmy Chiodo.

Nel ‘92, quando in Inghilterra la scena di madchester comincia a perdere spessore e i piccoli Gallagher e Albarn stanno per diventare menestrelli famosi, c'è anche Jimmy Chiodo.

Ha un cappotto nero e lungo, dal quale esce una faccia brutta e albionica, tinta da un naso oniricamente storto.                                                          

Attore, cantante, ha venduto tanti dischi e fatto tanti soldi - ma niente di serio - e in quel periodo di inizio anni novanta parlava spesso di donne dalle cabine telefoniche di Piccadilly Circus. In particolare di come le parole dette da una donna vengano interpretate con sfumature diverse dall'uomo. Misunderstanding, o White Lies, a seconda dei casi. Comunque storie di tradimenti o rotture di coppia (in tutti i sensi) tipo la top five che Nick Hornby piazza in High Fidelity. 

Bene, mentre accadeva tutto questo, mentre Jimmy Chiodo parlava al telefono, la città di Londra era in bianco e nero, fatta di luci brillanti e metro aperte fino a tarda notte.    

Era un periodo che non sarebbe più tornato per l'Inghilterra, magnetico, triste, seminale di rave parties vietati dagli acts del governo, di linee blu dei Massive Attack e di grandi serie di umorismo nero come Bottom con Rik e Eddie.                                                                                                          

Nel '92 la Thatcher e il buio non c'erano più, la povertà restava, e Ian Wright era già all'Arsenal (sempre per la gioia di Nick Hornby).   

Passaggio generazionale!                    

Proprio allora, con questo sfondo ben più importante di lui, Jimmy Chiodo tira fuori una canzone cult e fastidiosa e commerciale ed evergreen e dal ritmo dei lunedì felici. Con il basso grandioso e groovissimo di Guy Pratt.                                                                                                                              

Chissà se qualcuno se la ricorda, 'sta canzone?

Ma perché, mi chiedo, ho deciso di tirare fuori una goccia musicale magari inutile e dimenticata proprio in questo Aprile tumultuoso? Vallo a sapere...In fondo ho scritto questo pezzo di getto, con il brano in sottofondo. Ma le ritmiche che acchiappano mi rilassano, così questo è solamente un brindisi kitsch alla vecchia, verde Inghilterra di tanti anni fa. E che la bella canzone con cui lo faccio sia di Jimmy Nail, è solo un caso.

Che volete, mi piace quando a Piccadilly ci sono le luci, la sera

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Ain't No Doubt' di Jimmy Nail come un brano cult e nostalgico degli anni '90. L'autore evoca l'atmosfera londinese di quel periodo, tra luci di Piccadilly Circus e riferimenti culturali come la scena madchester e i rave parties. Il pezzo, con il basso di Guy Pratt, viene definito evergreen e rilassante, un omaggio kitsch alla vecchia Inghilterra. Un racconto che mescola musica e ricordi personali con un tono affettuoso e celebrativo.

Tracce

01   Ain't No Doubt (7" Version) (03:58)

02   Ain't No Doubt (Lies Remix) (06:08)

03   Ain't No Doubt (Damned Lies Remix) (04:45)

04   What Can I Say (04:25)

Jimmy Nail

Artista inglese, attore e cantante, noto per il singolo "Ain't No Doubt" e per il progetto "Crocodile Shoes".
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