Copertina di JJ DOOM Key to the Kuffs
ziltoid

• Voto:

Per appassionati di hip hop alternativo, fan di mf doom, amanti della musica sperimentale e underground, collezionisti di album indie
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LA RECENSIONE

Partendo con le strette di mano, prima sir. DOOM, consacrato dalla benevola doppietta Maidvillainy/MM..Food che mi fece prendere bene, tanto da seguire sempre lietamente diverse sue (anche scialbe) uscite; per le mie udibili orecchie affamate manco qua dentro si scherza; e tocca usare anche l’altra mano, sir. Jneiro Jarel, JJ è lui, produttore del disco e delle idee assieme a DD, concepite e stagionate ad inizio decennio con non poche dosi di intuizioni sperimentali, ma se le basi non fungono assolutamente male, è anche vero che non incombono inusuali come per certi altri trascorsi MF DOOM; ma questo è forse un disco che non poche volte pesa più sul lato j; 2012, uscito dopo un periodo di collaborazioni e la prima volata europea, ma se al buon DOOM non avessero impossibilitato il rientro per le americhe non credo che questo discobolo sarebbe scappato fuori, e bbritish fu.

Non più una novità cronologica, ma resta un’ottima descrizione sonora di questi tempi, una raccolta di brani molecolari, sfuggenti nel rapporto forma su durata, strutturato a collage di suoni e situazioni, non mi stupirei se fossero pescati da un bidone di ricordi; metriche melmose, elettronica dai bassi distorti che si increspa nella dub, abstract hip hop che si mostra nelle sfaccettature in stile Daniel Dumile, e tra i vari/misti sampling ho idealizzato cartoni animati surreali, o montaggi noir a colori; si lascia in paginetta qualche chiave to the kuffs.

Dawg Friendly, è flow di burro che si scioglie;

Guv’nor è il punto critico in questo connubio di menti;

Bout the shoes, il mejo, and you love it;

Winter Blues, tira malinconia e melodia;

E poi, interessevoli featurings, tra gli altri.

Colui per cui sono cascato qui dentro all’inizio mi è sembrato firmare un po’ pigro rispetto ad altri pluri-doomic-pseudonimi, e di mia esperienza si è dovuto gonfiare con qualche frequente ascolto prima di esplodere, ma il disco è in giro da cinque anni e gira sempre meglio, la paginella mancava, quindi (?).

LP

EP, nel caso non basti.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Key to the Kuffs', l'album del duo JJ DOOM formato da MF DOOM e Jneiro Jarel. Il disco, nato da idee e sperimentazioni all'inizio del decennio, unisce hip hop astratto, elettronica e dub in un collage sonoro ricco e sfuggente. Pur non essendo una novità, mantiene un fascino crescente con il tempo, grazie a flow fluidi e ritmi ben strutturati. L'album viene apprezzato per la sua originalità e per le atmosfere uniche, nonostante qualche naturale impasse nella performance vocale di DOOM.

Tracce

01   Waterlogged (01:50)

02   Bout The Shoes (02:33)

03   Winter Blues (04:10)

04   Still Kaps (01:28)

05   Retarded Fren (03:38)

06   Viberian Sun Pt. II (03:11)

07   Wash Your Hands (02:41)

08   Guv'nor (03:03)

09   Banished (03:09)

10   Bite The Thong (03:53)

11   Rhymin Slang (02:20)

12   Dawg Friendly (02:38)

13   Borin Convo (02:19)

14   Snatch That Dough (00:46)

JJ DOOM

Progetto collaborativo tra MF DOOM (Daniel Dumile) e Jneiro Jarel, autore dell'album Key to the Kuffs (2012).
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