Da allora qualcosa è cambiato e sta ancora cambiando per Joe Henry. Lo dimostra questo suo nuovo album. Sotto alcuni versi, infatti, "Tiny Voices", pubblicato dall'etichetta californiana Anti, rappresenta la naturale prosecuzione della svolta cominciata con Scar. La formula è identica, dato che anche stavolta si circonda di musicisti con un formidabile background jazz, su tutti il clarinettista Don Byron e il trombettista Ron Miles. Tuttavia, rispetto a Scar si percepisce la ricerca di un suono più "controllato", poichè non sono presenti molte divagazioni nello sviluppo del tema delle canzoni. Si respira comunque jazz e l'album non delude affatto. Le atmosfere sono morbide, leggere, rarefatte, vellutate...sottili. Ogni tanto si avvertono i "graffi" di una chitarra elettrica, che evitano il rischio della monotonia.
I brani scorrono uno dietro l'altro con naturalezza ed alcuni, poi, sono delle vere e proprie gemme ("Sold" e "Fresh and blood" ad esempio). E', insomma, una musica da ascoltare di sera, quando si è stanchi, con una luce soffusa e la mente altrove, magari mentre la pioggia tamburella sulle finestre.