Copertina di Joe Pass Virtuoso 3
morningstar

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Per amanti del jazz, chitarristi, appassionati di musica strumentale e blues, cultori di tecnica chitarristica e melodie sofisticate
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LA RECENSIONE

Ma quanto può durare un secondo?
E più che altro quante note ci riesce ad inserire il vecchio Joe? E il bello è che suonano giuste, sono swinganti e blu al punto giusto. La Gibson archtop ben temperata insomma.

La serie "Virtuso" ripropone tutti pezzi arrangiati per sola chitarra, tecnicamente la chiamano "chord melody". E lui è Gran Maestro Sommo Dispensatore di segreti in questa nobile arte. Della serie in realtà mi sono ascoltato solo il primo ed il terzo. Sono entrambi favolosi, mentre il primo ripropone degli arrangiamenti di standards, il terzo consiste in composizioni dello stesso Joe Pass. E confesso di preferire il terzo, a dispetto di quanto dice la critica per esempio su www. allmusic. com. Sembra ancora più spontaneo e ruspante.
Melodie semplici, ma secondo me acchiappano di brutto. E sulla chitarra del nostro eroe c'è un'intera orchestra, il bassista, il chitarrista ritmico e quello solista, tutto nelle stesse (sei) corde e nelle stesse (due) mani.

Non è un disco rumoroso, è una cosa da gustare in una serata tranquilla d'estate, finestra aperta, cielo stellato e zampirone perchè in effetti qua da me è pieno di zanzare. Possibilmente un vinello bianco bello fresco, una vernaccia magari. E veniamo ai pezzi:
1) Offbeat - Bluesettone a chiamata e risposta incantevole, non è nè ruvido nè patinato, è misurato, ha la compostezza classica
2) Trinidad - melodia facile, ma ci sono delle improvvisazioni sopra che fanno faville, toni bassi e solisti che dialogano dei massimi sistemi
3) Nina's blues - ricami barocchi all'insegna di un'insostenibile malinconica leggerezza
4) Sevenths e 5)Nineths - stessa melodia in sostanza, cambia l'improvvisazione, basata nei due suddetti casi su due tipi diversi e complementari di note blu
6) Dissonance 1 e 12) Dissonance 2 - ma quanto si può ricamare sopra ad una dissonanza? Mille gocce di pioggia si infrangono nella pozzanghera e creano effimere tempeste
7) Minor Detail - a volte i dettagli minori sono quelli che colpiscono di più e quelli che si ricordano bene, sono in fondo le cose più importanti a scapito del nome (per esempio mi ricordo benissimo la linea del tanga che faceva capolino dalla gonna di una tipa incrociata ierisera).
8) Paco de Lucia - un omaggio al mondo del flamenco, ma è impressionante con che facilità il vecchio Joe assimila influenze musicali a lui aliene in principio
9) Sultry - pezzo lento e malinconico come una pioggia d'aprile, quasi un preludio di Chopin
10) Passanova - una bossanova taroccata alla grande, mi fa pensare a "Blue Bossa"
11) Pasta Blues - in effetti quando ci tocca mangiare la pasta scotta ci sentiamo un sacco tristi e ci intoniamo sopra un blues.

Spero che le mie coglion-versazioni sul disco vi abbiano messo la voglia di ascoltarlo, che proprio ne vale la pena.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il terzo album 'Virtuoso 3' di Joe Pass, definito un capolavoro di tecnica e melodia. Il disco, tutto per chitarra sola, è apprezzato per la sua spontaneità, arrangiamenti brillanti e influenze blues e flamenco. Perfetto per serate tranquille, è descritto come un'esperienza musicale ricca e coinvolgente. L'autore preferisce questa terza uscita al primo volume, lodandone la capacità di evocare un'intera orchestra su sei corde.

Joe Pass

Joseph Anthony Passalaqua (13 gennaio 1929 – 23 maggio 1994) è stato un chitarrista jazz americano, noto per la sua tecnica virtuosa sulla chitarra solista e per la serie di album "Virtuoso".
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