Joe Sarnataro & I Blue Stuff
E' Asciuto Pazzo 'O Padrone

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Verso l'estate del 1992, si fece notare nella scena musicale italiana un nuovo artista napoletano fino ad allora sconosciuto: Joe Sarnataro. Ennesimo cantautore italiano sfigato?!

Dopo essere stato in america per approfondire le sue conoscenze di blues e rock ('a musica americana) torna in Italia per pubblicare un album, reclutando una nota band partenopea di blues (i Blue Stuff) e facendosi aiutare da suo nonno Vincenzo, che invece di sognare i numeri al lotto, una notte si e una notte no, sogna il "grande maestro" il quale gli detta le poesie (lui dice versi) che poi finiscono in musica. Lo stesso Joe inoltre diede vita ad una serie televisiva trasmessa da Rai Uno a puntate, "Joe e suo nonno" con i suddetti protagonisti.

Personaggio curioso non trovate? Come aveva fatto ad essere sconosciuto fino ad allora? Ma bastava sentirlo cantare o guardarlo bene per capire che aveva qualcosa di familiare, quel non so che. Ad oggi non è un mistero che dietro quel nome, i capelli lunghi, il pizzetto, i basettoni e i vestiti di pelle era celato un più noto artista dal nome di Edoardo Bennato, che attraverso questa sua seconda personalità riesce nell'intento di realizzare uno degli obiettivi che perseguiva da tempo: un film musicale su Napoli.

Ho vaghi ricordi della serie TV, in quanto si parla di parecchi anni fa, l'album invece, di cui possiedo l'originale in cassetta (altri tempi...) me lo ricordo benissimo perché all'epoca ne sono stato un assiduo ascoltatore. La cosa bella di questo progetto di Bennato che non brilla certo per l'originalità musicale va al di la della musica stessa, in quanto c'è nella sua opera la fotografia della Napoli di allora (purtroppo sotto certi aspetti sempre attuale), con i suoi problemi e le sue speranze, diciamo pure il classico spaccato della realtà napoletana che alterna voglia di rinascita a problemi in apparenza insormontabili, in bilico tra volontà e rassegnazione. Se poi considerate che tutto questo non è descritto dal denigratore di turno, ma da un napoletano stesso che da sempre nelle sue canzoni ha ritratto l'ambiente in cui è cresciuto evidenziandone la situazione sociale (positiva e negativa), vi renderete conto che le osservazioni e le critiche mosse da Bennato acquistano tutto un altro valore, rimarcato perfettamente dal fatto che i brani sono tutti esclusivamente cantati in napoletano e quindi molti termini (ed in generale l'enfasi) assumono con la loro incisività tutta un'altra connotazione rispetto all'italiano.

La musica è un concentrato del più classico rock-blues con riffs molto tipici (e alcuni anche ben noti), cassa in quarti, e via con chitarre distorte e ritmo trascinante e ballabile, in cui ogni canzone tratta una tematica differente sempre incentrata su di un unico cardine: Napoli; da pezzi come "E' Asciuto Pazzo 'O Padrone", presumo dedicata a Diego Maradona, a "Sotto Viale Augusto Che Ce Stà?", chiedendosi il (misterioso) perché dei perenni lavori in corso.

L'opera ha due facce, quelle di due personalità, quelle che si contentendono a metà gli spazi fisici e le opportunità offerte dalla città. Si parla del popolo ("'A gente è bona") e dei politici/classe dirigente ("Vutamme pe te"), passando da tante altre tematiche con riferimenti sparsi qua e la sulle cose che succedono nel quotidiano ("Vide 'o mare quant'è bello/'a luna rossa stà sempe ccà/a marechiaro ce sta 'na fenesta...") in cui alla fine non si salva "Nisciuno" (nemmeno lui stesso).

Siamo davanti ad un album di ottimo valore dal punto di vista dell'iniziativa, con una buona idea socio-politica alle spalle, a tratti anche esilarante e bizzarra, principalmente nella sua versione Film che unisce la passione del musicista napoletano per il genere musicale in questione e la sua città, condito con umorismo e idee singolari, quali ad esempio il nonno Vincenzo che compone blues insieme al nipote (nonno interpretato nel film sempre dallo stesso Bennato). All'interno del disco poi, sono presenti tutti i testi con traduzioni e le vignette che ritraggono Joe e i blues stuff in versione fumetto.

In definitiva, una piccola chicca partorita da un'idea geniale di uno dei più validi cantautori italiani, che purtroppo si è ritrovato ultimamente a fare il diavolo alla chitarra in una festa improvvisata di una notte di mezza estate...

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Commenti (Dieci)

Fidia
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Il genere da te proposto non rientra tra i miei gusti, ma la recensione è davvero godibile. Cia uagliò
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iside
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forse l'ultimo disco veramente bello di edoardo
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sfascia carrozze
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Il disquo lo conobbi but non m'attirò (in tutta franchetzia und substanzia) affatto anzichéyes. Ciùò (obvio) non impedisc(i)e d'apprezzare la Sua pregevole disamina para-Bennatesqua. Ebbravo il de-Messer Aniel. Ossequi para-partenopei a josam. Y.s.c.d(s)f.
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JimMorrison
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Uno degli artisti che più mi sta sul culo, però la recensione si lascia leggere con gusto. Right aniel, alla prossima.
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dreamwarrior
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Ma sott Viale August che ce sta?
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aniel
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"...addà ogni sera se vanno a fà" eheh :) il riferimento al mio nick è puramente casuale...saluti
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lonelydreamer
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ma lo sapete che conosco bene i bluestuff?
suonano ancora e li ho visti un paio di volte il mese scorso.
sono un grandissimo gruppo e dei grandi professionisti.
grande aniel x la recensione di questo fantastico disco.
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aniel
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Grazie a tutti di cuore, sono contento che abbiate apprezzato. Chist so' nummere bbuone, ora me li vado a giocare. :)
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primiballi
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qualcuno ha detto l'ultimo bello, intendendo così il canto del cigno di Edo...a mio avviso s'è trattato del colpo di coda...: Edo, a quell'epoca, era già musicalmente cadavere. per fortuna ha avuto un'idea geniale e l'ha perseguita e realizzata. peccato per quello che parallelamente già faceva e soprattutto per quello che sarebbe venuto dopo (sapete...è un mio limite, che non riesco quasi più a sentire neanche le cose vecchie, tanto m'ha deluso...?)
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voiceface
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operazione senza dubbio geniale e con anche discreti contenuti musicali
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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