Capisco quelli non amano John Denver, perché io sono tra quelli. Eppure debbo ammettere che quando senti uno dei suoi pezzi forti lo ascolti una volta e … non te lo scordi più. E in questo album THE BEST OF … di pezzi “indimenticabili” ce ne sono tanti, a partire da quella «Leaving On A Jet Plane» (datata 1969, l’album di “estrazione” si chiamava come un’altra canzone qui presente «Rhymes & Reasons») che per prima lo lanciò ai piani alti delle classifiche del folk-pop americano, anche se inizialmente come autore per le star del momento, il trio di Peter, Paul and Mary. E poi una sequenza di pezzi davvero identitari per una sua personale versione dell’American songbook, piuttosto lontani musicalmente da quel genere country con cui John Denver è stato a volte categorizzato: «Poems, Prayers and Promises» dall’album omonimo del 1970 assieme a «Sunshine On My Shoulders» e all’assai nota «Take Me Home, Country Roads». Tutta la sua enfasi – per me un filo eccessiva – è per la vita semplice delle montagne («Starwood In Aspen»); la natura selvaggia dell’Ovest («The Eagle And The Hawk», queste due ultime dall’album “Aerie” del 1971) e poi visivamente nel suo personale abbigliamento da bravo ragazzo “di campagna” con le camicie a scacchi di fustagno. Non a caso, persino il suo nome d’arte (quello vero era Deutschendorf, davvero “impossibile” per un cantante all-american) ci rimanda alla capitale del suo stato d’elezione, il Colorado appunto. E ovviamente l’altro pezzo forte di questa raccolta è proprio «Rocky Mountain High», uno dei suoi successi senza tempo, dall’album omonimo del 1972 che qui ci regala altre due canzoni eccellenti sui temi che gli sono più cari: il viaggio senza fine di «Goodbye Again» e il calore dell’amicizia affettuosa in «For Baby (For Bobbie)». Questa compilation si ferma in quell’anno e direi … tanto meglio. Negli anni successivi la routine di una produzione eccessiva, la retorica del “country boy” e un’accentuata enfasi retorica gli avrebbero preso la mano rendendolo – per me – insopportabile. Qui c’è ancora la giusta misura e una paletta di canzoni melodicamente centrate e assai gradevoli. Edizione RCA UK; foto bucolica di lui stesso in copertina (identica a quella di un’altra compilation sempre RCA – per cui forse è la stessa raccolta, ma con il titolo “JD Greatest Hits”) nessuna indicazione per gli album di provenienza; elenco delle canzoni in ordine diverso da quello di ascolto: insomma non proprio il massimo, ma questo era lo standard in quegli anni per questo genere di dischi. Diciamo che – se il prezzo è buono - per conoscere John Denver e apprezzarlo il giusto, questo disco secondo me può bastare.