John Frusciante. Chitarrista dei Red Hot Chili Peppers. Li si ama, li si odia. Lo si ama, lo si odia. Anche variando la posizione dei suddetti. Io apprezzo loro, e adoro lui, e questo è uno dei dischi fondamentali nella mia discoteca. C’ è Dylan, ci sono i Radiohead, ci sono i Pink Floyd, c’ è Hendrix, c’è SYD... e c’è lui. Forse ingiustamente per molti, ma è cosi. Credo che tutti noi, fra i nostri miti, ne abbiamo qualcuno che non è apprezzato dalla maggioranza, o ci illudiamo che non sia capito, perché lo sentiamo nostro, più degli altri, che forse, non possono capire.
Questo disco è il mio preferito della sua discografia... forse il mio giudizio non è molto obbiettivo, perché io amo tutte le spaccature del Fruscio... da quella pazzoide, eroinomane, visionaria, a quella pop del periodo Californication... quest’album si pone al centro. Sperimentale ma con gusto, senza essere eccessivo come "Niandra LaDes", che era capolavoro si, ma che spiazzava forse esageratamente. Synth e drum machine dal sapore eighteen a farla da padrona, condite dal falsetto frusciantiano, da me amato, unito al suo timbro quasi baritonale, e alla Strato, semplice, che non strafa in assolo inutili, ma che stupendamente integrata, lascia spazio ai tappeti e ai beat elettronici... c’è la sperimentazione, c’è il rock, c’è il pop... C’è "Going Inside" che apre l’ album, con la chitarra che ti squarcia l’anima, e non so perché, ma mi ha sempre fatto tornare in mente le atmosfere delle indiani d’america... sarà il Jacks in circolo... C’è "Remain", drum machine, acustica e falsetto... e ti trovi già a viaggiare... ti torna in mente la psichedelia che hai tanto amato, ma che troviamo qui in salsa elettronica... E poi su tutti "Murderers", il pezzo che mi ha fatto conoscere il John Frusciante solista... uno strumentale pop... una definizione che a molti può sembrare quasi una bestemmia... ma basta chiudere la bocca e aprire (si lo so, fa schifo come termine) le orecchie...
Jimy è lontano, insuperabile e inarrivabile, ma se penso a un chitarrista attuale, con una genialità fottuta e con la voglia di sperimentare, penso a John... so che molti non mi capiranno... forse non mi capisco neanche io, ma è così...
“To Record Only Water For Ten Days è un buon album di pop rock, impreziosito dalla particolare vena meditativa ed intimistica di John e dall’originale utilizzo del synth.”
“Frusciante sa dove andare a parare, sa i suoi punti di forza e li sfrutta in modo adeguato, creando sempre riff ammiccanti e riusciti.”