Come mai un film bello ed intelligente come "Cars" (nonostante vituperato da tre seguiti mediocri) non sia mai davvero entrato nel cuore del pubblico, al di là dei 461.983.149$ incassati globalmente? Difficile rispondere, ma, fors'anche più di "Toy Story" è il film a cui John Lasseter ha sempre voluto più bene, l'opera che sognava di fare sin dal 1998 mentre post-produceva l'altrettanto riuscito "A Bug's Life". La risposta più coerente potrebbe essere che, a dispetto di ciò che potrebbe apparire, "Cars" non è un film per ragazzi, men che meno per bambini, forse per adulti, ma adulti cinefili data la quantità impressionante di citazioni e umori di cui il film è intriso. Le macchine antropomorfe sono, infatti, solo un pretesto per parlare d'altro, sullo sfondo di un'America provinciale che sta a metà del guado tra la modernità e il Vecchio Ovest. E la durata extralarge di quasi due ore, certo non aiuta.
Tecnicamente è un film ineccepibile. La caratterizzazione dei personaggi "motorizzati" è incredibile (anche se non a livello di "Monsters & Co.", 2001): dall'eroe Saetta McQueen sino a tutte le figure di contorno (la Chevrolet Chick Hicks; la Playmouth anno 1970 The King; l'ex campione apparentemente ingolfato Doc Hudson; il simpatico carroattrezzi Cricchetto, a cui sono affidati quasi tutti gli intermezzi comici). Ovviamente Saetta McQueen rimanda a Steve McQueen (come noto grande appassionato di corse automobilistiche); Doc Hudson (una Hudson Hornet del 1951) ha lo sguardo, ed in originale la voce, di Paul Newman (al suo ultimo lavoro ufficiale, il che rende ancora più malinconica la mitica Hudson); la Fiat 500 Luigi è un omaggio all'Italia e alla Ferrari di cui il nostro è perdutamente innamorato; gli ottusi trattori che non capiscono l'importanza delle macchine e delle corse automobilistiche. In particolare, non capiscono perché Saetta McQueen voglia vincere a tutti i costi la prestigiosa Piston Cup in California, nonostante rimanga bloccato a Radiator Springs (paesino dimenticato nella rurale Route 66) e costretto a fare i conti con i ritmi e gli insegnamenti della provincia statunitense e l'amore di Sally Carrera, una macchina avvocatessa.
La critica principale che venne mossa fu la presunta debolezza della sceneggiatura (scritta da ben undici sceneggiatori) ed in effetti l'idea di una macchina bloccata in un luogo comunque ristretto per quasi un'ora e mezza è, se non rischiosa, quantomeno curiosa. Lasseter e Joe Ranft giocano tutto sulla simpatia dei personaggi e "sifdano" il pubblico a cambiare prospettiva: non più solo un film d'azione e velocità (nonostante l'incipit ed il finale vadano a tutta birra) bensì anche un prodotto in cui non è un affronto fermarsi, perdersi nei dialoghi e sorridere alle numerose gag, peraltro tutte riuscite (a confermare la vecchia, e sempre valida, regola del "più le figure di contorno funzionano più funziona il film". E la rappresentazione di questi Usa così aridi e molto fordiani è una vera e propria genialata: si citano "Linea 7000" di Howard Hawks; "L'ultimo spettacolo" di Peter Bogdanovich; memorie di Frank Capra, e quell'ottimismo rooselveltiano che il regista di Bisacquino ha sempre esposto nei suoi innumerevoli capolavori e che qui i due registi declinano ai tempi nostri, in un 2006 che ci ricorda come tutto il cinema americano venga dal western e dai grandi classici degli anni '30 e '40.
Il film è da attribuire ai due registi, ma è un'opera molto "lasseteriana", il quale Lasseter dedica il film all'amico Joe Ranft (co-regista) morto alla fine delle riprese. Il doppiaggio italiano qualche danno lo fa, ma meno del previsto.
Personaggi e doppiatori (originali/italiani): Saetta McQueen (Owen Wilson/Massimiliano Manfredi); Doc Hudson (Paul Newman/Cesare Barbetti); Sally Carrera (Bonny Hunt/Sabrina Ferilli); Cricchetto (Daniel Whitney/Marco Messeri); Ramon (Cheech Marin/Eugenio Marinelli); Luigi (Tony Shalhoub/Marco Della Noce [sic!]; Guido (Guido Quaroni/Alex Zanardi); Chick Hicks (Micheal Keaton/Pino Insegno); The King (Richard Perry/Michele Kalamera); Clunk (Ray Migliozzi/Daniele Formica); Boost (Jonas Rivera/Giancarlo Fisichella); Jay Limo (Jay Leno/Simone Colombari); Mario Andretti (Mario Andretti/Luciano Turi); Ferrari (Michael Schumacher/idem); Woody automobile (Tom Hanks/Fabrizio Frizzi); Buzz Lightyear automobile (Tim Allen/Massimo Dapporto); Mike automobile (Billy Crystal/Tonino Accolla); Sully Camion (John Goodman/Adalberto Maria Merli).