La serie "Filmworks" raccoglie i lavori di John Zorn di musica per film; si tratta di soundtrack per pellicole indipendenti e documentari.

Compositori come Morricone, Starling, Rota sono probabilmente tra le influenze più riconoscibili in questo filone piuttosto notevole (l'ultimo volume uscito è il numero 17). È musica a volte piacevolessima pure svincolata dalle immagini dei film, che tra l'altro spesso sono quasi introvabili. Una delle condizioni che Zorn pone ad un regista interessato ad una sua soundtrack è quella che la colonna sonora alla fine resta di sua proprietà, così può farne un disco per la sua casa discografica Tzadik.

Questo Vol. 13 probabilmente è una delle soundtrack più affascinanti che ha scritto. Tutto è eseguito da una piccola orchestra, violoncello, basso, fisarmonica, chitarra, percussioni e marimba. Una parte da leone qua la fa veramente la fisarmonica di Rob Burger, medium destinata all'evocazione di fantasmi di tanghi e di musette francesi (una colonna sonora che somiglia a questa infatti è quella di "Ameliè", scritta da Yann Tiersen, anche se è molto più triste secondo me). Le melodie a tratti sono quasi spaghetti-western; lunghe parti di violoncello in stile quasi da musica classica si trovano incorniciate dagli scatenati riff elettrici di un Ribot estremamente in forma. Interessante puro l'uso delle marimba in contrappunto con gli altri strumenti. Musica complessa, ma niente affatto difficile.

In realtà ci sono solo 4 o 5 pezzi che ricorrono per tutto il disco (Zorn infatti lo confessa che è glielo ha insegnato Morricone, per ciascun film in realtà basta un tema soltanto), ma ogni volta l'arrangiamento è così nuovo che sembra una cosa completamente diversa (bisogna anzi riascoltare l'album un sacco di volte per scoprire il trucco). Dello stesso tema per esempio c'è una versione jazz per fisarmonica e marimba, poco dopo una lenta per violoncello e alla fine un'altra veloce punk rock. Non ho visto il film in questione, comunque si può leggere la trama nel booklet. La storia è quella di un piccolo imbroglione di New York che cerca di derubare un boss. Il colpo non riesce, ma il boss per qualche ragione vuole dei soldi indietro. O tira fuori 100 mila dollari o suo padre verrà ucciso. Il nostro eroe non trova di meglio da fare che organizzare il proprio suicidio e di vendere i biglietti in giro per lo spettacolo a cifre da capogiro. Il finale è a sorpresa a quanto mi dicono.

Carico i commenti... con calma