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Jules Laforgue
Moralità Leggendarie

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Voto:

"Il mio amore è bianco e viola lutto" scrisse Jules Laforgue. Del resto la casistica del complesso edipico ammetterà pure qualche piccola variazione alla regola e, se è vero che ognuno di noi è unico e irripetibile, perché mai adombrarsi più del dovuto se l'inconscio di un poeta desiderava sì la morte del padre, ma solo per contemplare castamente il corpo della madre?

C'è chi dice che in quella massa incandescente, sfrigolante e indistinta volgarmente chiamata adolescenza i tratti essenziali del nostro carattere vengano forgiati e plasmati in un metallo, in una forma e in una direzione ben precisa nel momento in cui si tuffano nelle gelide acque di certi giorni e di certi momenti catartici. Insomma, quando siamo feriti da determinati traumi.

E, siccome è risaputo che non esistono cause specifiche che infallibilmente deflagrano nel trauma, poco importa che questi accadimenti siano particolarmente cruenti o pirotecnici. Ciò che fa tutta la differenza è come vengono vissuti, il peso specifico con cui si riverberano nella nostra sensibilità che risulta più facilmente impressionabile quanto più è ancora scevra da tutte quelle difese somministrate dall'incallimento emotivo della maturità.

Mi si dirà che tutto ciò è solo una boutade semplicistica e schematizzante, mi si opporrà la considerazione che certe cose si superano, che da certe cose ci si evolve: vero, verissimo. Resta però il fatto che tutti noi abbiamo dovuto fare i conti solo con alcuni traumi (e non con altri) e che sono solamente alcuni (e non altri) che abbiamo eventualmente superato e da cui ci siamo eventualmente evoluti.

Nel caso di Laforgue è presto detto: uno dei fratelli maggiori di una nidiata di undici figli, adolescenza passata nella rigida disciplina di un collegio in cui era stato confinato per non sovraffollare il focolare domestico e madre morta di parto del dodicesimo - e fatale - passerotto.

Il senso di abbandono, l'orrore per la sofferenza che le tentazioni carnali portano con sé e il rifiuto della libido come ceralacca che sigilli il rapporto uomo-donna saranno il topos della sua produzione poetica.

Non si può negare che nelle liriche di Laforgue ci sia più di un filamento di DNA in comune con quelle di Baudelaire, ma il male di vivere del buon Jules non ha quella lascivia equivoca, quell'epidermide rancida e sozza che impiastra di sangue e sperma le pagine del re dei maudit. Lo spleen di Laforgue è piuttosto - a detta dello stesso autore - "eunuco e freddo".

I suoi versi saltellano per i boschi della provincia e atteggiano la bocca a un grottesco rictus gallinaceo ogniqualvolta scorgono il sole - simbolo dell'insaziabile sensualità paterna - soffocare nel suo stesso sangue nell'ora del tramonto in una sorta di sublimazione degli istinti parricidi del poeta.

Giunge finalmente la sera e con lei la luna: la madre che Laforgue avrebbe sempre voluto. Schiva, pura, sterile, che sin dall'alba dei tempi ha rifuggito ogni contatto con le luride carezze diurne. Un altare sacro, un Ideale incorruttibile che il poeta venera nelle segrete stanze della sua pudicizia.

Queste premesse mi sembravano doverose per fornire una chiave di lettura ai sei racconti di queste "Moralità Leggendarie", capolavoro in prosa di Jules Laforgue.

Sordida congrega di anestesisti che addormentano il paziente per poi strappargli il cuore di straforo, adunchi usurai che prestano spiccioli di felicità ipotecando vite umane: "lavorare", "lavare", "cucinare", "produrre", "progredire", "consumare"... Che voi siate maledetti! Maledetti! Verbi che all'infinito tormentate le esistenze di ogni generazione presente, passata e futura: io vi maledico!

Ecco, se dovessi pensare a una specie di dichiarazione d'intenti che qualifichi il comune sentire di ogni adepto del Decadentismo francese di fine '800 sarebbe una cosina di questo genere.

Provate a leggere i mirabolanti stravolgimenti sensoriali sperimentati dal protagonista del romanzo "A Ritroso" di Huysmans o il nichilismo sarcastico che permea le pagine dei "Racconti Crudeli" di Villiers de L'isle-Adam e poi ditemi se sono molto lontano dal nocciolo della questione.

Solo che per Laforgue tutto questo non era abbastanza. Non voleva fare a pezzi solamente i pilastri che reggevano gli usi e i costumi della sua contemporaneità: voleva toccare l'intoccabile, modificare l'acquisito, rivisitare il mito.

E dunque tra esotismi oppiacei che ricoprono con una nebbiolina lattiginosa la narrazione degli eventi, tra gracidanti tirate filosofiche che saltellano tra gli acquitrini dell'esistenza in evidente stato di ebbrezza e tra dialoghi intrisi di un forsennato umorismo fin de siècle che declina molto spesso in nonsense sghignazzanti i protagonisti di queste pagine sono personaggi entrati nel canone di leggende popolari e letterarie. O meglio, l'urgenza di Laforgue è piuttosto quella di raccontare le loro "storie d'amore".

In alcuni dei racconti il poeta mantiene una qualche flebilissima aderenza alla "filologia" del mito (seppur deformata dai funambolismi della sua penna), ma, nella maggior parte dei casi, la leggenda viene totalmente stravolta e piegata alle esigenze di Laforgue (particolarmente gustosi risultano gli episodi di un Amleto che abbandona i propositi di vendetta per seguire le sue velleità drammaturgiche e un'Andromeda che scaccia Perseo perché infatuata del mostro marino).

E quali sono queste esigenze? C'è quella parolina nel titolo del libro - "moralità" - che rimanda a un'intenzione edificante e che si riallaccia al bizzarro rapporto di Laforgue con l'altro sesso di cui parlavo all'inizio.

Ogni "coppia" presentata nei racconti è sfumata da un alone di castità, di sterilità e di morte che è la conditio sine qua non per trasformare una triviale storia d'amore in una leggendaria parabola. Lungi dallo struggimento dei Romantici, Laforgue vuole dimostrare che l'unica Bellezza perseguibile è quella di un amore irrisolto, asessuato, infecondo.

Ma il poeta, molto spesso, sembra prendere le distanze e vuole mantenere un certo distacco dai suoi demoni conducendo il suo paradosso con un'ironia fulminante e disincantata e adottando soluzioni al limite del metaletterario (con Lohengrin ed Elsa che, consapevoli di essere pure invenzioni, si chiamano tra di loro con l'appellativo di "personaggi").

Pensate ai preziosismi linguistici, ai doppi e tripli fondi sintattici, agli schizzi madreperlacei del Flaubert dei "Tre Racconti" centrifugati dalla fantasia debordante e dalle sperimentazioni inesauribili di un dotatissimo prestigiatore della parola. Ecco il Laforgue di queste "Moralità Leggendarie".

Il libro fu pubblicato nel 1887, pochi mesi dopo la morte del poeta a soli 27 anni. E questi racconti, fecondati dalla penna e partoriti dall'immaginazione di Laforgue, realizzarono l'Ideale del loro autore. Uccisero il padre e contemplarono per l'eternità la candida luce marmorea della tomba della madre.

Sì, l'amore che spira da queste pagine è decisamente bianco e viola lutto.






Commenti (Diciassette)

Almotasim
Almotasim
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Primo!


Almotasim : Ma tutto ciò è solo una boutade semplicistica e schematizzante!
Almotasim : Laforgue stile "eunuco e freddo". Baudelaire re dei maudit. Cosmic Jocker asso di spade del Debasio; stile "tagliente e pugnace". Cioè cazzuto, sognante e accalorato.
Almotasim : Grande Cosmic!
CosmicJocker: Ahah grazie Almo.. Occhio che così finirò per crederci davvero..
Almotasim : Ueh, il commento n. 2 (boutade semplicistica) era uno scherzo.
Almotasim : Sì, per quello, invece, dovresti.
gaston
gaston
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In gastronomia invidio quelli di bocca buona.
Qui magari sarà qualcun altro ad invidiare la mia mente semplice...:)
Della sua cosmicità ho già detto, pertanto...


CosmicJocker: Pure io invidio chi sa apprezzare certi manicaretti.. Io sono più il tipo da vino rosso con speck e brie..
Grazie gast!
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Mi perdoni e (contestualmente) non me ne voglia.
Ma io non ho mica capito però di che DeGenere sia il DeDisco.
Và più sul Viking o vieppiù tendente al Folkapocalittico?


CosmicJocker: Mi strugge assai che Lei non abbia colti gli evidenti riferimenti al Gore (che non è, necessariamente, l'ex vicepresidente ammmmericano)!
IlConte: Ahahahahahahah
Chainsaw
Chainsaw
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Questa pagina è quello che mi serviva per la pausa caffè


CosmicJocker: Lietissimo di avertela addolcita(?).. Grazie..
Raskolnikov1789
Raskolnikov1789
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Bella pagina, quanti sono gli universi che colpevolmente ignoro. Per il resto, condivido i pensieri sull'adolescenza (non credo sia razionalmente inerente, ma ho ricollegato i tuoi spunti ad un recente, e nero come la pece, film italiano, 'Favolacce')


CosmicJocker: Del resto non si può conoscere tutto di ogni cosa.. Grazie Rasko! Merita il film? Mi hai incuriosito..
Raskolnikov1789: Merita? Non saprei. Non mi è propriamente piaciuto, eppure ripenso a certe scene da alcuni giorni, in definitiva dovrebbe meritare. Comunque gli ingredienti sono: adolescenti, ‘rivolta’ contro i padri; svolgimento sotto una cappa mortifera.
algol
algol
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Bum
Cinque pallini


CosmicJocker: Bam
Grazie mille
lector
lector
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Anche questo è amore


lector: Sei stato preso da altro? Mancavi.
Pagina splendente. Of course!
CosmicJocker: Ciao lec! Ma guarda, sono in una fase lavorativa che, come puoi immaginare, è piuttosto bizzarra (diciamo così va')..
Il fatto è che temo che da settembre sarà pure peggio e cerco di portarmi avanti sondando piani B, C ecc.. Solo che per far questo devo comunicare come un forsennato (e, quel che è peggio, comunicare burocraticamente).. La cosa mi esaurisce un pochino a dire il vero..
A te come butta? E, a proposito, ti sei mai imbattuto in codesto Laforgue?..
lector: Con Laforgue mi sono incontrato solo di striscio: cioè il nome mi è passato sotto il naso quelle 4/5 volte ma senza mai darmi motivo di approfondirlo; ora arriva questa tua bellissima pagina ed il nostro entra di prepotenza in lista (lista sempre più lunga, però....).
Per il resto, va come deve andare....
C'è chi ha migliori motivi di me per lamentarsi, così io mi accontento di bestemmiare alla luna!
IlConte
IlConte
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Madooooooooo, sei sempre troppo per me!!!
Grande PoetaCosmico, tutto bene spero?! Meglio di me mi auguro ahahahahahahah, ridiamo va.
Solito scritto magistrale.
Ti ricordo che hai un libro da leggere e una recensione da fare
Ahahahahahah


CosmicJocker: Ahahah dannato nobilaccio!!
Come accennavo a mastro lec, sono in un periodo dove comunico con persone grette in modalità ripugnanti per cose volgari (i soldi).. Insomma, sono un pochino esaurito..
JonatanCoe
JonatanCoe
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Gran bella lettura e autore da approfondire certamente. Tra le altre cose mi sono soffermato sulla riflessione riguardante i verbi all'infinito, prendendo in considerazione una prospettiva assolutamente ignorata finora; in effetti sono impietosamente 'asettici' , non contestualizzabili ma al contempo sentenziosi per ogni epoca.


sfascia carrozze: Non sono (così) sicuro di aver capito: in ogni caso sono pienamente (e non à metà) d'accordo con Lei, lì.
CosmicJocker: Esatto JC, è proprio la loro asetticità a farne dei carcerieri atemporali..
Laforgue è certamente interessante e, inspiegabilmente, dimenticato..
Grazie..
IlConte: Ahahahahahahah ma che cazzo dite?!
Sublime delirio.
Comunque io sarei per gli esotismi oppiacei... ma poi mi vien l’ansia, son fatto al contrario savansadir
sfascia carrozze: Ha iniziato Lui, lì!
JonatanCoe: Ahahah, guardi che io sono follemente lucido!
sfascia carrozze: Sul lucido avrei qvalche riserva.
JonatanCoe: Di vino? Proprio nelle pieghe dell'ossimoro c'è la chiave di lettura!
sfascia carrozze: Sè non La smette di fare battute migliori delle mie (che son sempre più migliori di tutte le altre) La DeBanno seduta stante.
Anzi mi alzo anche in piedi: tanto la differenza è poca.
JonatanCoe: Ok, la smetto. Mi riservo solo gli smash e i lungolinea!
JonatanCoe: FOUL!
CosmicJocker: Siete pazzi, io non voglio avere nulla a che fare con voi!
Me ne vado contrito a sostituire il tergicristallo della mia macchina con il mio fido bastone randomantico,così, anche se non piove, saprò sempre dov'è l'acqua..
luludia
luludia
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ottimo....


CosmicJocker: Thanks..
CLAUDUS
CLAUDUS
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cosmicJoker ... La tua analisi è quasi completamente distaccata dall'empatia necessaria a un testo di Laforgue ... Qui ci voleva un poeta per commentare Laforgue ... E sai chi?
Tristan Corbiere de "gli amori gialli"... Di queste super psicanalisi Freudiane "il sole è il padre" "la luna è la madre" ne abbiamo pieni i coglioni ... Sono banalità che allora andrebbero affibbiate anche agli astronomi ... O i fisici che speculano su teorie talvolta del tutto folli su astri poco conosciuti ... Beh, certo in quel caso siccome gli astri sono sconosciuti allora potrebbero essere i nonni di Laforgue ...
Datti un letta a Carmelo Bene che per 20 anni ha studiato e rappresentato Laforgue e non ha trivalmente mai fatto un'analisi posticiccia e sgangherata del grande Laforgue ...
Ma perché è stato inventato Google, i social network e internet?
Per dare spazio spesso a cose scritte bene e spacciate per grandi ... Per qualche commento in riposta che fa sentire chi posta lo scritto uno scrittore vero ....
E in questo caso la prosa è buona .... Il problema è che manca della sensibilità ... Specie per accostarsi a Laforgue .... E meno male che non hai parlato di shakespere sennò avresti fatto un copia incolla di qualche testo di Harold Bloom ...
Ma Bloom obbiettivamente non sarebbe nelle tue corde ... Il tuo scritto è più vecchio, più calcolato e manieristico quasi un De Sanctis ...
Tuttavia siccome hai portato a temine il tuo scritto con buoni voti possiamo dire che il tuo "compitino" l'hai svolto .... Visto che utilizzi diminutivi qua e la sparsi sopratutto dopo termini ricercati allora questo è il mio voto : "benino" ma se avessi potuto usare un altro termine avrei detto "benetto" tanto per dileggiare i bravi, puliti e puristi delle buone scritture ...
Potrei anche mettere 5 stelle al tuo scritto se non sapessi un cazzo di Laforgue ma siccome lo leggo da quando avevo 15 anni mi spiace, amico,ma la tua analisi e la tua retorica barocca vagamente Ripelliniana a me non incanta ...


sfascia carrozze: Barocco è vero, ma anche tendenzialmente rococò , virgola, se posso permettermi.
CosmicJocker
CosmicJocker
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Caro @CLAUDUS (ti scrivo quì per comodità).
Forse ti è sfuggito il fatto che questa paginetta non ha come tema principale la produzione poetica di Laforgue, ma i racconti delle "Moralità Leggendarie".
Ho quindi cercato UN solo possibile fil rouge tra le poesie e la prosa di Laforgue (tieni presente che cerco sempre di stare attento a non scrivere un papiro - e già così è venuto piuttosto lungo - ma, se avessi voluto parlare più diffusamente delle liriche di Laforgue, qualcosina in più avrei detto).
È banale l'aggancio che ho trovato? Può darsi. Ma come qualificheresti la tua critica che, di fatto, si nasconde nelle mutande di Corbière e Carmelo Bene dicendo che sarebbero stati più illuminanti di me?
Il tuo contributo critico non è rinvenibile, la tua eventuale maggior comprensione neppure. Di fatto non ti esponi e "mandi avanti" altri sostituendo la tua sensibilità con la rinomanza dei loro nomi e percorsi artistici.
Dici che leggi Laforgue da una vita: e questo cosa significherebbe scusa? Protesti comunque non averci capito un cazzo o potresti averlo frainteso completamente (a volte l'esperienza è solo la reiterazione di un errore). Non dico che sia necessariamente così, dico che da quello che tu scrivi non si evince, e non si evince proprio per quello che dicevo prima: non ti esponi.
Io non ho mai detto di sentirmi un vero scrittore, sei piuttosto tu che dici che quel che ho scritto è una banalità "argomentando" che Laforgue è il tuo idolo (e, per il resto, ci rimandi a Corbière e Carmelo Bene).

P. S. Mi spiace deluderti, ma di paginette su Shakespeare ne ho scritte parecchie su questi lidi.

P. P. S. Essere "accostato", seppur vagamente, a uno come Ripellino (ben sapendo che tra me e lui intercorre l'abisso che separa una zanzara da un falco pellegrino) non può che farmi piacere.


CLAUDUS
CLAUDUS
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Sfascia carrozze _
Ero incerto in effetti fra barocco e rococò ... Ma la coerenza di Ripellino mi ha fatto optare per la prima ...

CosmicJoker ...
Resta la tua ottima scrittura ...
Secondo te perché ho menzionato " Google, social network vari etc etc ..." Proprio perché trovo assurdo parlare di un autore anche solo in 10 pagine ...... Forse mi sono spiegato male.... Il commento non è prolisso è riduttivo specie per una figura controversa e sottostimata come Laforgue ... (e vale anche per Corbiere come citato e conoscendo Corbiere avrebbe mandato affanculo tutti in questi messaggi e anche in malo modo)
È vero non sono entrato nel merito dei testi ... Ma tu, scusa in 2 o 3 pagine sei entrato nel libro di Laforgue ?
Il punto è questo ... C'è leggerezza ovunque ... Secondo te Gianfranco Contini avrebbe scritto una 50ina di righe su Laforgue ?
O Giorgio Colli su un libro di Nietzsche?
Il mio era un commento/disprezzo per i tempi ... E gli spazi .... Della modernità Esser qui è come fare talk show ... Non letteratura ... Né critica veramente profonda ...
Ad ogni buon conto la tua è tecnicamente alta scrittura e soprattutto eclettica se mi sono spiegato male nel mio intento me ne scuso.... Trovo solo inutile ... Forse per te, per le tue variabili retoriche ... Analizzare qui un testo complesso di un autore complesso ....
Nessun problema comunque volevo solo chiarire spero la polemica finisca qui di fatto sono iscritto al canale e di solito lo seguo per suggerimenti ma non per interventi.
Buona serata e buone letture, ascolti, visioni


Raskolnikov1789: Mi permetto di intervenire su un punto. Dici “ma perché è stato inventato Google, i social network e internet? Per dare spazio spesso a cose scritte bene e spacciate per grandi”; eppoi, “il mio era un commento/disprezzo per i tempi ... E gli spazi .... Della modernità Esser qui è come fare talk show ... Non letteratura ... Né critica veramente profonda”. Io credo che invece queste pagine abbiano profondissimo senso, aprono degli squarci su mondi ai più sconosciuti, illuminando parole che, magari, senza questi input, non sarebbero mai state raccolte. Personalmente, ricordo un’interessante recensione di CJ su ‘I canti di Maldoror’ che mi ha permesso di scoprire delle pagine memorabili. Oppure, grazie alle pagine di questo sito ho scoperto, ormai parecchi anni fa, Cormac McCarthy. Non sarà questa ‘letteratura’, oppure ‘critica veramente profonda’, ma rappresenta un’occasione di conoscenza preziosa: il fuoco per ardere necessita della scintilla.
CLAUDUS
CLAUDUS
Opera:
Recensione:
Beh se serviva CJ per farti portare forse a "meridiano di sangue" o a Lautremont ... Significa che eri a corto di frequenze in biblioteca o libreria ... Cioè vuoi dirmi che prima di questi stratagemmi tecnologici non era possibile arrivare a questi autori?
.... Incredibile ... Kurt Cobain aveva proprio visto tutto ... Un piede oltre 2001 odissea nello spazio e uno prima della rivoluzione industriale ...
Ecco io sto prima di questa ...
Penso una cosa sola.... adesso dopo l'ennesimo brandy ...dico : Negli ultimi 25 anni il mondo è solo peggiorato e non uso mezze misure ... L'unica speranza è che da questo disastro (e non parlo solo del covid 19) possano trarre ispirazione nuovi talenti ... Del resto Picasso diceva che non aveva mai fatto nulla di meglio rispetto a quando si trovava nel suo monolocale col divano rotto ... Andiamo avanti ancora tanto con queste stronzate?
Credo la questione fosse chiusa nella mia precedente risposta ... In fondo se penso che qualsiasi social network ci abbia peggiorati sono cazzi miei oppure no?
Scusate ho sbagliato a rispondere la prima volta al commento di cosmicjoker
Soprattutto se uno è in disaccordo per certi aspetti.
Chiuso l'argomento.


Raskolnikov1789: Come cantava Guccini, “andate e fate tanto ci sarà sempre, lo sapete un musico fallito, un pio, un teorete un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate”.
Nel merito e francamente:
1) commentare significa essere esposti al contraddittorio e non conosco metodo migliore di discutere che il tentare di falsificare le reciproche tesi; strambo che un uomo di profonda cultura come Lei non approvi questo metodo di ragionamento; oltretutto, ‘i cazzi sono suoi’ fino a quando non ammorba la sfera pubblica con i suoi sermoni da flagellatore dei costumi;
2) curioso che, altresì, un uomo di profonda cultura come Lei sia portatore di così tante certezze, si tramanda “chi dubita sa e sa il più che si possa sapere”;
3) mi pare ovvio, è possibile arrivare a “questi autori” anche senza “stratagemmi tecnologici”, si tratta di un mezzo come un altro per collegare i pensieri di individui che vivono a differenti latitudini; irrazionale la critica del mezzo da chi poi si avvale dello stesso;
4) sorvoliamo poi sul “negli ultimi 25 anni il mondo è solo peggiorato e non uso mezze misure”; questa storia del ‘si stava meglio prima’ è sintomo di scarsa conoscenza della storia, “non si teme il proprio tempo, è un problema di spazio”.

P.S. ammetto la mia ignoranza, ho scoperto, quando ero uno sbarbatello di 20 anni, ‘Meridiano di sangue’ su queste pagine. Ignorare mantiene vivi, è uno stimolo a conoscere.

CosmicJocker
CosmicJocker
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Oh la peppa CLAUDUS, ma non starai esagendo con le vanterie? Fin'ora tu hai dimostrato che conosci il nome di certi artisti e alcune delle loro opere, non la tua maggiore conoscenza/empatia sulla loro intenzioni (come prima: non dico che sia necessariamente così, ma non posso che basarmi su quello che scrivi).
Aprire una discussione e poi rifuggire il dibattito mi pare molto comodo.
Comunque, ribadisco l'ovvio: non penso mica di essere il massimo esperto di Laforgue (o di qualsiasi altro autore), io sono solo un appassionato e il sottotesto di ogni mia paginetta è più o meno il seguente: "nel mio percorso mi sono imbattuto in questo artista e ci ho visto questo, voi lo conoscevate? Che ne pensate?"
È altresì ovvio che gli spazi quì non sono quelli adatti a un'analisi davvero approfondita di un autore, ma, visto che difficilmente avrò mai modo di curare la prefazione di un'edizione critica, perché non dovrei provare a raccontare le mie impressioni (certo, con tutti i limiti e le idiosincrasie del mio background culturale, della mia sensibilità e della mia capacità espositiva)?
Insomma, Debaser non è (o non dovrebbe essere) solo un luogo dove sfogare il proprio ego, ma una condivisione di percorsi personali. A me fa molto piacere che raskolnikov1789 si sia avvicinato a Lautréamont grazie a una mia paginetta e mi chiedo che senso avrebbe se, in una recensione di un disco scritta da altri, dicessi: "bah, benino. Certo Bertoncelli sarebbe stato molto più penetrante".
Cose che noi diamo per acquisite, per altri non lo sono (e viceversa ovviamente) e questo perché ognuno di noi è diverso e intraprende strade diverse.
Internet (come molti altri strumenti del resto) può essere utile in questo senso: creare "teste di ponte" che permettano ad altri di approdare sul pianeta di un autore di cui poi si faranno una loro idea.
Il mondo sarà anche peggiorato in questi anni, ma non sarà perché le persone, in genere, sono sempre più restie a mettersi nei panni dell'altro?


Raskolnikov1789: Nel merito e francamente:
1) commentare significa essere esposti al contraddittorio e non conosco metodo migliore di discutere che il tentare di falsificare le reciproche tesi; strambo che un uomo di profonda cultura come Lei non approvi questo metodo di ragionamento; oltretutto, ‘i cazzi sono suoi’ fino a quando non ammorba la sfera pubblica con i suoi sermoni da flagellatore dei costumi;
2) curioso che, altresì, un uomo di profonda cultura come Lei sia portatore di così tante certezze, si tramanda “chi dubita sa e sa il più che si possa sapere”;
3) mi pare ovvio, è possibile arrivare a “questi autori” anche senza “stratagemmi tecnologici”, si tratta di un mezzo come un altro per collegare i pensieri di individui che vivono a differenti latitudini; irrazionale la critica del mezzo da chi poi si avvale dello stesso;
4) sorvoliamo poi sul “negli ultimi 25 anni il mondo è solo peggiorato e non uso mezze misure”; questa storia del ‘si stava meglio prima’ è sintomo di scarsa conoscenza della storia, “non si teme il proprio tempo, è un problema di spazio”.

P.S. ammetto la mia ignoranza, ho scoperto, quando ero uno sbarbatello di 20 anni, ‘Meridiano di sangue’ su queste pagine. Ignorare mantiene vivi, è uno stimolo a conoscere.
Raskolnikov1789: Chiedo venia, inserito il commento nel luogo sbagliato.
lector: Non mi pare tu abbia offeso nessuno, quindi non hai da scusarti.
E' solo che sei stato, come dire, un po' "saccente". Ora, io capisco l'amore per un autore poco frequentato come Laforgue e la volontà di illuminarlo con la giusta luce e nella giusta prospettiva, però - magari - il tentativo di portarlo all'attenzione anche di chi (come me, ad esempio, e anche grazie a te ora la sento come una grave lacuna), non gli ha prestato la dovuta attenzione.
Poi è bello, giusto e proficuo andare a mettere i puntini sulle i, però che gran fortuna potersi confrontare su di un autore del genere e non su Fabio Volo!
lector: Perchè è uscito pure qui? Andava sotto!
Sono proprio impedito.....
CLAUDUS
CLAUDUS
Opera:
Recensione:
Buonasera,
Preferisco chiudere questa sorta di simposio esclusivamente basato sui significanti ... E non sui significati ... O quantomeno troppo ridotti a causa del mass media sbagliato (per me)
Ripeto per la terza volta "Ho sbagliato a intervenire" cosa che non avevo mai fatto .
Se ho offeso qualcuno me ne scuso.
Io non ho altro da dire per mia incapacità di comunicare in questi contesti.
Come ho già detto uso questa ottima piattaforma per scovare autori (solitamente di musica) che non conosco, ma non intervengo ... In pratica vengo a leggere dei nomi a me sconosciuti tutto lì... Ma soprattutto prima vado a sentire l'opera e poi leggo i commenti altrimenti (come leggere prima le prefazione dei libri) ne sarei in parte condizionato .
Buona serata
Con rispetto
Claudus


lector: Non mi pare tu abbia offeso nessuno, quindi non hai da scusarti.
E' solo che sei stato, come dire, un po' "saccente". Ora, io capisco l'amore per un autore poco frequentato come Laforgue e la volontà di illuminarlo con la giusta luce e nella giusta prospettiva, però - magari - il tentativo di portarlo all'attenzione anche di chi (come me, ad esempio, e anche grazie a te ora la sento come una grave lacuna), non gli ha prestato la dovuta attenzione.
Poi è bello, giusto e proficuo andare a mettere i puntini sulle i, però che gran fortuna potersi confrontare su di un autore del genere e non su Fabio Volo!
sfascia carrozze: E' qvesto il bello del DeBasio:
ognuno digita le sciuocchezze che vuole, nella forma che vuole.
Io lo faccio sempre e ne sono (seppur) moderatamente orgoglione.
Ecco.
Boop07
Boop07
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Recensione:
Interessante presentazione.


CosmicJocker: Thanks..

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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