Mi chiedo: "Se Juliette non fosse la Lewis di Strange Days e Assassini Nati, chi avrebbe speso un centesimo a produrre questi Licks?" Nessuno, immagino. Chissà quanti leccatori sparsi per il mondo sarebbero pronti a slinguare il posteriore ad una/o star del cinema con un minimo d'ugola, pur di sfondare nello showbiz. Fortunati! Ma anche bravi, onesti e passionali.
La loro passione è l'Hard Rock, un genere che ha detto ormai tutto o quasi e al quale i nostri non aggiungono nulla. Un passo comunque in avanti rispetto al precedente "You're Speaking My Language" lo muovono. "Four On The Floor" appare più omogeneo, soprattutto nella scrittura, rimanendo sempre fedele allo spirito on the road che caratterizza il loro rock tutto riff e assoli. Se a questo aggiungi la voce sguaiata e le movenze da consumata front-women della Lewis, il risultato è una piacevole scarica d'energia della durata poco superiore alla mezz'ora, giusto per non stancarci troppo.
L'album parte tiratissimo con "Smash and Grab", che mette subito in chiaro le cose, prosegue col tormentone "Hot Kiss" (il primo singolo) senza dare il tempo di riprendere fiato, mentre "Sticky Money" (il secondo singolo) col suo riff ruffiano ti acchiappa per il collo? e così via senza cambi nè pause di ritmo.
Niente di nuovo e niente di male, solo un consapevole, genuino ed un pò grossolano omaggio ad un'epoca passata, quella degli Stones, degli Stooges, degli AC/DC e via discorrendo. Una band inventata ad hoc per spettacoli dal vivo sudoriferi e sboroni.