Copertina di June Of '44 Engine Takes To The Water
van norden

• Voto:

Per appassionati di post-rock, prog sperimentale, musica d'avanguardia e jazz, ascoltatori curiosi di sonorità complesse e strutturate
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LA RECENSIONE

Have A Good Trip, dear.

Fragili armonici procedono senza fretta. Si aggiungono gli altri strumenti, compenetrazione in un lessico essenziale, seppur complessissimo. Ritornello disperato e rassegnato.

La complessità è un po’ il filo conduttore che unisce tutti i pezzi; una strana evoluzione del prog. Se i Re Cremisi procedevano senza badare troppo all’orologio unendo improvvisazione a composizione secondo una procedura tipicamente jazz, qui ogni pezzo è frutto di una progressiva scarnificazione del suono, una struttura che lascia trasparire la nudità o gli accoppiamenti. Si potrebbe dire un prodotto troppo ”sorvegliato”, ponderato, cervellotico, eclettico: un congegno astratto di autentica bravura. La bellezza di una meccanicità automatica, nichilisticamente reattiva e convulsa.

Ai pezzi di questo filone ("Have A Good Trip, Dear”; una “Pale Horse Sailor” da brividi: linea melodica ridotta a due note, basso e batteria in fibrillazione, batteria da maestro!!!, avanguardistica, lanciata sui 250 all’ora, segue un percorso di eccitazione nevrotica che cresce con picchi diversi fino all’esasperazione, poi si ferma ad un passo dal collasso, massima tensione, e si sgonfia come un pallone (!!!)) si contrappongono sofficità inquietanti (“Sink Is Busted”; ”Mooch”) e raptus ("Mindel”; ”Take It With A Grain Of Salt").
Il paragone con gli Slint deve essere giusto e ragionato: sicuramente si prendono le redini di un discorso già svolto, ma se in 'Spiderland' prevaleva l'afasia, in "Engine" si sfruttano al massimo le deviazioni espressive, si porta a maturazione il linguaggio post rock. Comunità di intenti, quindi, e non plagio.

La confezione è completamento estetico della musica: pacchetto di cartone apribile in tre parti: prima e terza copertina ricorrere del motivo del vascello su fondo rosso, rigorosa bicromia (rosso e terra) su testo nero. in poche immagini (come nelle musiche in poche note) una pregnanza debordante.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Engine Takes To The Water di June Of 44 come un album che fonde complessità e minimalismo in un linguaggio post-rock maturo. Le tracce oscillano tra momenti nevrotici, soffici e meccanici, mostrando grande abilità e originalità. Il paragone con gli Slint sottolinea una continuità d'intenti senza cadere nel plagio. Inoltre, la confezione estetica del disco riflette la cura e la coerenza artistica del progetto.

Tracce video

01   Have a Safe Trip, Dear (08:25)

02   June Miller (03:27)

03   Pale Horse Sailor (03:35)

04   Mindel (03:25)

05   I Get My Kicks for You (06:55)

06   Mooch (06:03)

07   Take It With a Grain of Salt (05:16)

08   Sink Is Busted (04:02)

June of 44

June of 44 sono un gruppo statunitense nato a Louisville (Kentucky) nel 1994, emerso dalla scena post-hardcore e noto per un post-rock/math rock complesso e dinamico. Hanno pubblicato album cardine negli anni ’90 come Engine Takes to the Water, Tropics and Meridians, Four Great Points e Anahata. Sciolti nel 2000, sono tornati in attività dal 2018.
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