Karate
Unsolved

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Voto:

In assoluto il disco più pensato, più caldo e più riflessivo partorito dal fantastico trio americano che ci aveva già regalato delle piccole perle con i dischi precedenti.

Il nuovo millennio dei Karate si apre quindi con "Unsolved", autentico gioiello, jazz a tutti gli effetti. Il tepore delle corde della Stratocaster entra già nelle ossa dal primo pezzo, "Small Fires": i piccoli fraseggi sembrano invitare a un religioso silenzio, per cogliere ogni piccola sfumatura di quelle melodie accennate. Il basso, lunghissimo, sorregge il resto. L'attenzione è rotta da pezzi come "Sever" e "The Roots And The Ruins", quest'ultimo con un feeling delicatamente reggae che non stona affatto in mezzo a tutto questo jazz così "impegnato".

Un disco da ascoltare in cuffia: l'unico modo per non perdere neanche un sottile gemito della chitarra, un piccolo accento della cordiera del rullante nascosto sotto a tutto il resto, un sussurro della voce così "afona" di Geoff. Fatemi un favore, ascoltatelo solo se non siete di fretta.

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Commenti (Otto)

Mars
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Bravo, buona recensione (e buon consiglio finale, ma gari un pò troppo stringata. Non concordo però sul fatto che sia "jazz a tutti gli effetti", è molto molto jazzato, ma non è jazz... e questo per me è un valore aggiunto: rimane un disco unico e dallo stile personalissimo. Bellissimo e profondo. Voto recensione: 3.5
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Anonimo
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si è vero....jazz non è....potrebbe chiamarsi indie-jazz? ehehe.....comunque grazie buon Mars, e complimenti per la precisione nel voto.
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principles
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i più belli per me rimangono sempre l'ultimo e l'ep cancel/sign , ma questo è sicuramente il secondo più bello ! Recensione sufficiente , però secondo me hai esagerato ha dire "Jazz" e poi potevi dire anche qualche altra cosa in più !
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Lewis Tollani
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forse ho apprezzato di più quelli "violenti" di karate, ma Geoff e soci riescono sempre ad incantarmi... bravo melo... anche se devo accodormi ai due di sopra... Jazz...???
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Galakordi Urtis Krat
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non c'è molto da dire su quest'album a parte che è ottimo
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Olsen Olsen
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Recensione bella ma un po' corta. Il disco è stratosferico, anche se il più difficile a mio parere, dei Karate. Ho appena acquistato la versione in vinile doppio che contiene in più "Cherry Coke" "Death Kit" e "Nerve". Stupende anche quest'ultime...
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nico81
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da fan sfegatato dei karate posso dire che forse qualche parolina in più sui pezzi sarebbe stata opportuna; specie dopo aver ascoltato "this day next year" o "the angels just have to show"... ma in effetti ogni pezzo è un gioiellino.
giusto consigliare la calma nell'ascolto, sarebbe sprecato in altre situazioni
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Meconio
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Ah, meraviglia dei tempi andati. Il disco perfetto di un gruppo (quasi) perfetto..."The Lived-but-yet-named" mi ha allungato la vita e non solo
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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