Copertina di Karma To Burn Live @ United Club, Torino 30.10.13
malley8

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Per appassionati di rock e stoner rock, fan di concerti live, lettori di recensioni musicali ironiche e pungenti
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LA RECENSIONE

L'altra sera siamo andati a vedè non li Pink Floyd ma i Karma to Burn. per la xesima volta devo dire, ma a mia moglie piacciono quindi quando arrivano a tiro è quasi un obbligo, come i saldi da camper. 

I Karma to Burn sono sanguigni e diretti, penso anche illetterati, alcolizzati e forse cannibali. verosimilmente serial killers. di sicuro hanno una chitarra sola. questo depone a loro favore - almeno a mio avviso - giacché chi ne sfoggia dodici e poi ne usa una secondo me è un parvenu. e un piciu.

La loro line up è cambiata. il bassista faccia da culo che ti baccagliava al banchetto dei dischi & magliette da vendere non c'è più e al posto suo c'è uno spilungone con le lunghissime trecce rasta che dà costantemente la sensazione non tanto di essere ma di sentirsi fuori posto, fuori luogo e fuori tempo (massimo). Magari si farà.

Le canzoni sono inconoscibili perché sono tutte uguali. quindi il bassista nuovo ci va a nozze perché fa sempre la stessa nota. mia moglie sostiene di riconoscerle tutte a memoria e mi piazza citazioni sapute come "all'inizio hanno fatto le stesse dell'altra volta". Io annuisco impressionato. Sia dalla scarsa verve dei K2B che dalla capacità uditiva e mnemonica della mia consorte. Mancando i tipi strafatti che il concerto scorso ci rovesciavano la birra addosso questa volta ci siamo dovuti accontentare di un paio di americane sguaiate che cercavano in ogni modo di allacciare una relazione a distanza (poca, circa 35 centimetri) con gli artisti vantando un passaporto in comune. In dono hanno ricavato una sigaretta dal chitarrista che poi ci hanno fumato addosso per circa due ore (come abbia fatto a durare così tanto una sigaretta non lo so, forse era magica; ma coi K2B non si sa mai).

Per il resto un po' di noia, poca emozione. forse il sad wednesday che l'era? Devo chiedere allo stecchino in bocca al chitarrista se si è diverito. io così così. Mia moglie molto di più, tant'è che mi anche costretto a rubare la striscia di carta dove il bassista aveva scritto la scaletta.

Essendo tutti numeri, abbiamo deciso di giocarla al lotto.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive un concerto dei Karma To Burn a Torino con tono ironico e pungente. La band offre una performance diretta e sanguigna, ma appare monotona e poco ispirata. Nonostante ciò, l'autore riconosce l'affetto della moglie verso il gruppo. L'atmosfera è vivace ma senza particolari emozioni memorabili.

Karma to Burn

Karma to Burn sono una band stoner rock strumentale del West Virginia, formata nel 1994. Dopo il debutto omonimo del 1997 (con voce, su richiesta di Roadrunner), la band è tornata alla formula strumentale con Wild Wonderful Purgatory (1999) e Almost Heathen (2001). Sciolti nel 2002 e riuniti nel 2009, hanno pubblicato tra gli altri Appalachian Incantation (2010), Arch Stanton (2014) e Mountain Czar (2016). L’attività è terminata nel 2021 in seguito alla scomparsa del chitarrista William Mecum.
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