"For funerals to come" è il mini album apripista del seminale "Brave murder day", che diede ai Katatonia la notorietà e li trasformò da gruppo cult dell'underground ad act di primo piano, poi scoppiazzato in giro per mezz'Europa.
Il lavoro in questione è dotato di quattro tracce di cui due vere e proprie canzoni, un pezzo acustico ed un outro di stampo noise, e si tratta di una piccola perla degli allora giovanissimi Nyström e Renkse. "Funeral Wedding" apre il tutto con un riff lancinante seguito subito dal cantato di Nyström (su questo Renkse si fa carico solo delle clean vocals) davvero sofferto e sorprendentemente espressivo. I suoni spaziano dall'heavy-gothic alla Paradise Lost (periodo "Shades of god") ad altri reminiscenti i Black Sabbath più scuri, anche se tutto rivisto sotto l'ottica delle malinconiche note del precedente "Dance of December souls". Assoli assai melodici e fraseggi acustici si susseguono con brillantezza, un vero pezzo autunnale. "Shades of emeral fields" segue a ruota le soffocanti atmosfere plumbee della prima ma con un tocco di originalità in più dovuto all'inserimento della fragile e toccante voce di Renkse che ci trascina in un turbinio di lacrime novembrine. Ottimo il riffing finale e le armonie soliste della chitarra piangente di Nyström. "For funerals to come" vive su note acustiche annuncianti un'apocalisse di pioggia e sogni infranti. Breve ma lacrimosa nel miglior stile della band, mentre "Epistel" è un outro di rumori e strida, un minuto da incubi.
Per chi vuole apprezzare il lato più scuro dei due di Stoccolma questo è un capitolo davvero interessante. Ai nuovi fans potrebbe non piacere ma lo raccomando comunque. In ogni caso tengo a precisare che la dimensione degli odierni Katatonia si esprime con la stessa intensità di allora. Semplicemente i suoni e le armonie sono cambiate, nel rispetto di un logica evoluzione.