L'affascinante Katy Perry, dopo aver incassato le buone vendite di "One Of The Boys", decide di tornare sulla scena mondiale col suo terzo album, intitolato "Teenage Dream". L'immagine di copertina vede la cantante raffigurata sopra una candida nuvoletta rosa, persa nei suoi sogni da teenager, appunto. Il disco è in effetti prodotto per i teenager, si stacca un po' dal pop-rock del predecessore per preferire parti dance, scelta indiscutibilmente legata al successo commerciale.
L'idea globale che emerge dopo l'ascolto è quella di banalità; banalità nei testi, banalità nelle parti "strumentali", per così dire, banalità nella melodia vocale. Un disco insomma che richiede ben poco tempo per essere messo in piedi.
L'uscita di "Teenage Dream" è stata preceduta dai fortunatussimi singoli "California Gurls", ennesimo, superfluo, banale elogio della East Coast, e "Teenage Dream", una title-track poco incisiva che lascia il tempo che trova. Il successo commerciale dei singoli, sostanzialmente, ripaga l'artista di un'opera di poco conto, trascurabile e che sembra, appunto, commisurata per la young generation.
Non mancano, in qualsiasi caso, tracce "salvabili": "Last Friday Night", più legata allo stampo pop-rock di "One Of The Boys" e unicum all'inerno del disco per avere un assolo di sax, "Humminbird Heartbeat" e l'elogiabile "Firework". In quest'ultima, degna di una nota di merito, Katy Perry "valorizza" la sua voce, spesso criticata.
Il resto cade o, meglio, scade nella mediocrità: con "The One That Got Away" si tocca l'apice di quella banalità di cui è impregnato il prodotto; c'è chi è riuscito a definire "Peacock" un "episodio divertente" a causa del suo testo a dir poco ambivalente ("I wanna see your peacock-cock-cock") quando in realtà da ridere c'è ben poco; "Circle The Drain" e "What Am I Living For?" sono tracce anonime che stancano dopo alcuni secondi.
Siamo di fronte dunque ad un prodotto qualitativamente trascurabile, intriso di brani melensi e poche idee. Ma, d'altra parte, chi consiglierebbe alla bellissima Katy di cambiare direzione se in questo modo è entrata nella storia delle classifiche americane per aver sfornato 5 singoli appartenenti allo stesso album (e forse non è finita) che sono finiti dritti al primo posto? (5/10)
È semplicemente un insieme di canzoni da canticchiare sotto la doccia, da sentire mentre si fa jogging.
Katy Perry è riuscita a fare un intero album che non annoia e che musicalmente ci lascia qualcosa in più.