Copertina di Keane Under The Iron Sea
GrantNicholas

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Per appassionati di musica pop e rock britannico, fan dei keane, ascoltatori di band alternative come coldplay e new order
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LA RECENSIONE

Ispirarsi agli U2 evidentemente paga.

Devono averla pensata così i Keane che, proprio mentre lavoravano a questo nuovo "Under The Iron Sea", vedevano volare i Coldplay sulle ali di oltre dieci milioni di copie vendute. E il primo estratto dall'ultimo disco, "Is It Any Wonder", spinge proprio in quella direzione, anche se il pezzo mette in mostra un'invidiabile freschezza che Bono e soci ormai si sognano.

Per fortuna, comunque, il resto dell'album si muove anche in altre direzioni, come nel caso della bellissima "Atlantic", opener dell'album e sorta di incidente frontale fra Thom Yorke e Rufus Wainwright. "Nothing In My Way" segue le orme della vecchia "Somewhere Only We Know", ma si rivela maggiormente incisiva e radiofonica (non a caso è il nuovo singolo e colonna sonora di Fifa '07). Si passa poi a "Leaving So Soon", che alza il ritmo mettendo in mostra la buona vocalità di Chaplin, e alla bella ballatona "A Bad Dream", già presentata nei live antecedenti all'uscita del disco. "Hamburg Song" si rivela tra le cose più interessanti del lavoro, col suo lento incedere e l'atmosfera eterea e rarefatta, ed è controbilanciata da "Put It Behind You", che rialza il ritmo. Si arriva così alla superhit "Crystal Ball", debitrice di certe cose più vicine alla dance dei New Order, e già uno dei classici del gruppo britannico. "Try Again" modera per l'ennesima volta i toni (facendo il paio con la successiva "Broken Toy"), mentre la conclusione è affidata a "The Frog Prince", midtempo che nulla toglie e nulla aggiunge all'economia del disco.

Prova matura, questo "Under The Iron Sea", che tenta una maggiore varietà di stili rispetto all'invero un po' monocorde "Hopes And Fears" e catapulta, grazie ad un trittico di hit azzeccatissime, i Keane alla ribalta della scena pop europea. Anche se il capolavoro non è ancora arrivato, e chissà se arriverà.

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Riassunto del Bot

La recensione valuta 'Under The Iron Sea' come un passo avanti nella maturità artistica dei Keane, con una maggiore varietà stilistica rispetto al precedente album. Diverse tracce spiccano per freschezza e incisività, grazie a hit come 'Is It Any Wonder' e 'Crystal Ball'. L'album conferma la presenza della band nella scena pop europea, anche se il capolavoro definitivo rimane un traguardo futuro.

Tracce testi video

02   Is It Any Wonder? (03:06)

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03   Nothing in My Way (04:00)

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04   Leaving So Soon? (03:59)

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07   Put It Behind You / The Iron Sea (06:33)

10   Broken Toy (06:07)

Keane

Keane sono un gruppo inglese formatosi a Battle (East Sussex) e noto per il sound guidato dal pianoforte, senza chitarre nei primi anni. Il trio – Tom Chaplin (voce), Tim Rice‑Oxley (tastiere) e Richard Hughes (batteria) – ha esordito nel 2004 con Hopes and Fears, successo internazionale. Sono seguiti Under the Iron Sea (2006), Perfect Symmetry (2008), l’EP Night Train (2010) e il ritorno con Cause And Effect (2019).
14 Recensioni

Altre recensioni

Di  Adil

 Il tema quasi onirico di un viaggio interiore “sotto un mare di ferro” convince soltanto in parte.

 Per quanto possa apparire sgradevole e forse sbrigativo dare giudizi così drastici, “Under The Iron Sea” non sembra andare oltre una risicata sufficienza.


Di  Waldo

 I Keane sono un gran bel gruppo che ha piazzato un disco di esordio tra i migliori degli ultimi anni.

 Ora i Coldplay sono nella condizione di non poter trattare troppo temi di umiltà, miserie e disgrazie dall’alto dei loro miliardi, nel frattempo possiamo continuare a sentire la sensazione di una 'Rush of blood to the head under the iron sea'.