Cari lettori e lettrici, con questa recensione sono orgoglioso di portare al debutto su DeBaser un grande cantante, purtroppo praticamente sconosciuto alle nostre latitudini: Kenny Chesney da Knoxville, Tennessee: quindici anni di onorata carriera, con undici album in studio all'attivo, una bellissima voce e una serie infinita di grandissime canzoni; ballate romantiche come "I Lost It", "You Had Me From Hello", "There Goes My Life" e scanzonate espressioni di felicità e solarità come "She Thinks My Tractor's Sexy", "How Forever Feels" o "No Shoes, No Shirt, No Problems", canzoni universali, in cui è facile riconoscersi, identificarsi, canzoni orecchiabili ma mai e poi mai banali e scontate, canzoni magiche, che hanno il gusto e la bellezza delle cose semplici, pure, autentiche. GREAT SINGER, GREAT VOICE, GREAT SONGS.
L'opera prima di Kenny è questo "In My Wildest Dreams" datato 1993, 10 canzoni per poco più di trenta minuti di pura american country music: quel country vivace, diretto, scanzonato e un po' ruspante, quello che ti fa canticchiare, schioccare le dita e battere i piedi a ritmo di musica, con un bel sorriso a 32 denti stampato in faccia. Già, è praticamente impossibile restare fermi ascoltando canzoni come l'opener "Whatever It Takes", "High And Dry", "I Want My Rib Back", "I'd Love To Change Your Name" o "I Finally Found Somebody": chitarre, basso, armonica e pianoforte danno vita a un inconfondibile concentrato di vibrazioni positive che trova i suoi apici nella titletrack "In My Wildest Dreams" e in "Somebody's Callin". Il ritmo rallenta e l'ascoltatore può rilassarsi e tirare il fiato con un bel trio di ballate, di cui lo zio Kenny è uno stupendo interprete: "Angel Loved The Devil" e soprattutto le bellissime "The Tin Man", dall'intro pianistica quasi fiabesca e "When She Calls Me Baby", che è lì quasi per ricordarci che "Me And You", la prima, meravigliosa hit è proprio lì dietro l'angolo.
In conclusione, ci troviamo davanti ad un esordio ancora un po' acerbo e privo delle sonorità variegate e delle contaminazioni che affioreranno con frequenza sempre maggiore nei lavori della maturità, ma rimane tuttavia un gran bel disco, piacevole e attuale nel 1970 così come nel 2009 o nel 2050. Dieci belle canzoni senza nessuna pretesa se non quella di divertire e intrattenere l'ascoltatore, dieci belle canzoni che saranno però solo l'inizio per questo straordinario performer che è entrato a pieno titolo nel novero delle mie icone della grande musica.