Copertina di Kings Of Leon Only By The Night
GrantNicholas

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Per appassionati di rock alternativo, fan dei kings of leon, amanti del southern e pop rock, ascoltatori alla ricerca di evoluzioni musicali
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LA RECENSIONE

In UK leoni, negli USA... beh, avete capito, no?

Strano destino, quello della Followill gang. Esattamente quello che succede a personaggi come Robbie Williams, tanto per dirne una;  ma qua siamo in ambito rock, ed è un altro discorso. La musica dei Kings Of Leon è stata finora un'incantevole mistura che viaggia dal garage al southern rock, percorrendo l'autostrada ad ampia carreggiata del pop rock melodico. 

Capita, però, che i ragazzi facciano le cose in grande per questo nuovo "Only By The Night", compreso affidare il videoclip del nuovo singolo "Sex On Fire" (già grande successo, of course) ad una regista solitamente legata alla pop (?) music come Sophie Muller. Occhio ai pregiudizi, si dice di solito; beh, allora perlomeno svisceriamo.

 Le mani subito avanti: 'sto "Only By The Night" suona alla grande, poche masturbazioni mentali. "Closer" è un'overtoure che crea subito l'atmosfera giusta, con Caleb che mette immediatamente in chiaro d'aver raggiunto la piena e completa maturità vocale e le chitarre che ronzano che è un piacere. Il problema è che il punto di forza di un disco magistrale come il precedente "Because Of The Times" era proprio la "sporcizia" di certi suoni e la minor ricerca della perfezione negli arrangiamenti e nella struttura dei pezzi. Insomma, manca l'immediatezza. Prendiamo pure la successiva "Crawl": qua il sound è molto più ruvido e aspro, ma la formale ricerca melodica è un po' troppo insistita. "Use Somebody" è persino etichettabile come "radiofonica", sentendola potreste convincervi di ascoltare gli Snow Patrol invece della band americana; ripeto, non è (sempre) un male, ma dai Followill ti aspetti sempre qualcosa in più. 

Insomma, abbondano le atmosfere soft, e la grinta graffiante di cose come "McFearless" è sostituita da "finezze" quali "Revelry", "Manhattan" (sostenuta da un interessante groove plasmato dal basso elettrico), "Seventeen" (falsetto a tonnellate) e simili. Tutto molto bello, ma la grinta dov'è finita?

I ragazzi continuano a cavarsela, questo è indubbio. Ma la prossima volta sarà bene "sporcarsi un po' di più le mani", perché il rischio appiattimento è dietro l'angolo.

I nuovi U2 sarà meglio cercarli da altre parti.

 

Tracce chiave: "Crawl", "Use Somebody", "Be Somebody", "Cold Desert"

 

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come "Only By The Night" rappresenti un passo verso la maturità vocale e sonora dei Kings Of Leon, apprezzando la qualità ma criticando la perdita di quella 'sporcizia' e immediata grinta del passato. L'album oscilla tra brani più radiofonici e pezzi più ruvidi, ma rischia di apparire a volte troppo levigato e meno autentico rispetto alle precedenti produzioni.

Tracce testi video

01   Closer (03:59)

05   Manhattan (03:26)

06   Revelry (03:24)

08   Notion (03:03)

09   I Want You (05:06)

10   Be Somebody (03:49)

11   Cold Desert (05:34)

12   Beneath the Surface (02:48)

13   Frontier City (03:39)

Kings of Leon

I Kings of Leon sono una rock band statunitense nata a Nashville (Tennessee) nel 1999, formata dai fratelli Caleb, Nathan e Jared Followill e dal cugino Matthew Followill. Dopo gli esordi garage/southern si affermano globalmente con Only by the Night (2008) e i singoli “Sex on Fire” e “Use Somebody”, premiati ai Grammy.
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