Copertina di Klaxons Myths Of The Near Future
GrantNicholas

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Per appassionati di musica indie, fan del new rave e della scena britannica alternative, giovani ascoltatori curiosi di nuove sonorità
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LA RECENSIONE

I Klaxons sono stati la new sensation britannica per eccellenza del 2007 appena concluso.

 Innalzata come fondatrice di un teorico (molto teorico, a dir la verità) nuovo movimento, il cosiddetto "new rave", la band inglese ha dato alle stampe su Polydor circa un anno fa l'acclamato esordio "Myths Of The Near Future".

 Qua da noi hanno fatto capolino solo la straconosciuta "Golden Skans" (il pezzo più smaccatamente pop dell'intera produzione del gruppo) e "It's Not Over Yet", cover di un vecchio pezzo co-scritto da Oakenfold, ma la band ha ottenuto in patria vari riconoscimenti, tra cui il Mercury Prize per il miglior album.

Ascoltando questo chiacchierato esordio, comunque, una cosa è chiara: la rivoluzione che NME ed affini hanno sbandierato ai quattro venti non c'è stata. Questo ipotetico "new rave" sembra più che altro un indie rock tipicamente inglese rimasticato e riproposto in maniera accattivante ed originale. Più che recuperare la cultura rave anni '90, quindi, i Klaxons sembrano seguire la moda del rielaborare i super abusati anni '80. Il punto fondamentale è un altro: indipendentemente da generi ed influenze, "Myths..." è un album dannatamente buono.

 La band capitanata da Jamie Reynolds e James Righton dà sicuramente il meglio di sé quando l'acceleratore è bello piantato a terra: in cose, per esempio, come "Totem On The Timeline" o "Atlantis To Interzone", il mix di indie rock e basi elettro funziona alla stragrande. Quando invece i quattro rallentano i ritmi, la sensazione di riempitivo è dietro l'angolo (come nell'ultimo singolo "As Above, So Below"). L'opener "Two Receivers" con i suoi falsetti è sin troppo rassicurante, mentre "Isle Of Her" osa fortunatamente di più. "Magick" conferma l'impressione altamente positiva suscitata alla sua precedente uscita a singolo: fresca, scanzonata, divertente, così come "Gravity's Rainbow". Il capolavoro dell'album rimane comunque la conclusiva "Four Horsemen Of 2012", aggressiva, sintetica ed antimelodica; due minuti e diciassette secondi di semi-anarchia sonora.

 Gran bel lavoro, questo dei Klaxons: forse non è esattamente quello che ci si aspettava ma, come detto, la qualità dei pezzi mette (almeno in parte) in secondo piano le aspettative precedentemente create. Il nuovo album, previsto per quest'anno, dovrebbe avvicinarsi maggiormente ad inedite sonorità prog.

 Tracce chiave: Totem On The Timeline, Magick, Four Horsemen Of 2012

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Riassunto del Bot

I Klaxons, band britannica emergente del 2007, hanno pubblicato con Myths Of The Near Future un album che unisce indie rock e elementi new rave. Sebbene il movimento new rave sia più teorico che pratico, il disco si distingue per la sua originalità e qualità. Tra le tracce migliori spiccano Totem On The Timeline e Four Horsemen Of 2012, quest'ultima considerata un capolavoro. Il disco, pur non rivoluzionario, soddisfa le aspettative con un sound coinvolgente e vario.

Tracce testi video

02   Atlantis to Interzone (03:18)

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04   Totem on the Timeline (02:41)

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05   As Above, So Below (03:58)

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07   Gravity's Rainbow (02:36)

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10   It's Not Over Yet (03:35)

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11   Four Horsemen of 2012 / [untitled] (19:42)

Klaxons

I Klaxons sono un gruppo londinese formato nel 2005 da Jamie Reynolds, James Righton e Simon Taylor-Davies. Il debutto Myths of the Near Future (Polydor, 2007) ha vinto il Mercury Prize. Sono seguiti Surfing the Void (2010) e Love Frequency (2014). Attivi fino al 2015.
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Di  Ford_Prefect

 Hanno accordato le chitarre, hanno intonato le voci, hanno splastificato le tastiere!

 Mamma non voglio più fare il new-raver, m'iscrivo all’università…