Copertina di Klaxons Myths Of The Near Future
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Per appassionati di musica alternativa, fan del new rave e chi cerca un approccio critico alle nuove uscite musicali.
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LA RECENSIONE

Cronaca di una delusione.

Qualche mese fa nel bel mezzo di un'importante seduta sul divano la mia attenzione è calamitata da un video musicale piuttosto brutto, tre idioti che ballano davanti ad uno sfondo psichetecnologico, ma ragazzi che pezzo! Questi sono i Klaxons: piglio rock, cantato sguaiato e tastieroni più plasticosi
del naso di Simona Ventura, il mio bacino rattrappito comincia a muoversi, rovescio il caffè d'orzo
sporcando il mio camicione di flanella e mandando in corto circuito la mia termocoperta…

Col flanellone ancora gocciolante mi fiondo alla postazione pc e scarico ogni singolo file disponibile
su questi ragazzi, poca roba purtroppo un ep e un paio di singoletti… ma che pezzi! Le caratteristiche sono sempre le stesse ma si vede che questi qui ci sanno fare… anche i miei piedi e relative moppine di Porky Pig vengono posseduti da questo ritmo incessante e dannatamente moderno…

Un'altro video, sempre brutto… e comincio a scoprire cosa succede oltre manica… NME decreta la
nascita di un nuovo genere, la New-Rave, al carrozzone si uniscono gruppettini interessanti come "Shit Disco" o "We are Wolves", arrivo addirittura a spendere 1,46 euro più spese di spedizione per accaparrarmi la compilation-bibbia del movimento (Digital Penetration, etichetta Rough Trade): la mia vita fu sconvolta, la tentazione di lasciare la mia termocoperta e le figurine dei calciatori era forte, volevo diventare un new-raver, ma avevo il coprifuoco alle 11, quindi mi consolai con la notizia del primo LP dei Klaxons a fine Gennaio.

Un mesetto prima di quest'avvenimento il primo singolo, Magick, il video è sempre brutto ma si vede che sicuramente ora hanno più soldi da spendere; il pezzo è drammatico, i tastieroni sono meno plasticosi, gran giro di basso, ma… non è un brutto pezzo, ma non mi muovo più… manca quella freschezza, quell'ingenuità, quel loro essere dannatamente cazzoni… Secondo singolo, Golden Skans, brutto video ma questa volta la canzone non è da meno, una ballatona fantascientifica che non dice assolutamente niente, i coretti sono purtoppo perfetti, cazzo, se volevo una roba del genere mi ascoltavo i Scissor Sisters… mamma non voglio più fare il new-raver, m'iscrivo all'università…

Ed ecco finalmente il disco, scorrendo la tracklist noto tutti i pezzi che m'hanno fatto innamorare di loro, la cosa mi consola parecchio… ma orrore! Hanno accordato le chitarre, hanno intonato le voci, hanno splastificato le tastiere! Maledetta produzione scicchettosa frou-frou, ora questi pezzi li può ballare solo il truzzettone con la maglietta rosa di playboy e gli occhiali che costano come un anno di pensione di mia nonna…
E gli altri pezzi? Brit-Pop dai suoni un po' diversi dal solito, ma nulla di più, roba commerciale si potrebbe dire ma non so quanta presa possa avere sul cosidetto pubblico-pop, scordatevi ritornelli
appiccicosi e coretti degeneri, insomma il sano cazzeggio che tutti meritiamo…

Facendo un po' di sociologia spiccia, c'è stato quel passaggio labile e subdolo e fondamentale dall'essere cool all'essere trendy… Invito tutti a procurarsi "Xan valleys Ep" lasciando perdere questo commercialissimo fratello maggiore.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta la delusione provata dall'autore dopo l'uscita dell'album Myths Of The Near Future dei Klaxons, che tradisce la freschezza iniziale della band e diventa commercialmente prevedibile. Mentre i primi singoli e video non convincono, l'album appare patinato e perde l'energia innovativa che aveva conquistato il pubblico. L'autore invita a recuperare invece l'EP Xan Valleys per riscoprire la vera anima dei Klaxons.

Tracce testi video

02   Atlantis to Interzone (03:18)

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04   Totem on the Timeline (02:41)

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05   As Above, So Below (03:58)

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07   Gravity's Rainbow (02:36)

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10   It's Not Over Yet (03:35)

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11   Four Horsemen of 2012 / [untitled] (19:42)

Klaxons

I Klaxons sono un gruppo londinese formato nel 2005 da Jamie Reynolds, James Righton e Simon Taylor-Davies. Il debutto Myths of the Near Future (Polydor, 2007) ha vinto il Mercury Prize. Sono seguiti Surfing the Void (2010) e Love Frequency (2014). Attivi fino al 2015.
05 Recensioni

Altre recensioni

Di  GrantNicholas

 Indipendentemente da generi ed influenze, "Myths..." è un album dannatamente buono.

 Il capolavoro dell'album rimane comunque la conclusiva "Four Horsemen Of 2012", aggressiva, sintetica ed antimelodica.