Copertina di Kreator Pleasure To Kill
metaldiablo

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Per appassionati di thrash metal, fan del metal anni '80, amanti della musica violenta e grezza, collezionisti di album iconici
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LA RECENSIONE

Il 1986 è riconosciuto universalmente come l'anno d'oro del Thrash Metal, che ha toccato il massimo apice grazie a disconi come "Master Of Puppets", "Reign In Blood", "Among The Living", "Peace Sells... But Who's Buying?" e "Game Over", che hanno portato la scena Thrash a stelle e strisce una spanna sopra alle altre.
Proprio questo florido periodo però è riuscito a diffondersi attraversando l'oceano e arrivando nella nostra cara e vecchia Europa, soprattutto in Germania, dove questo genere stava fiorendo, arrivando a buonissimi risultati grazie a molti gruppi. Tra questi cito i Kreator, band guidata dal carismatico chitarrista-cantante Mille Petrozza, seguito da Jurgen "Ventor" Reil alla batteria a da Rob Fioretti al basso, che proprio nel 1986 hanno dato alla luce il loro secondo full-lenght, cioè "Pleasure To Kill", considerato da molti il vero capolavoro della band.
Siamo davanti a un disco dalla violenza inaudita che è riuscito, in termini di vendite, a fare concorrenza ai lavori citati qui sopra, che sicuramente hanno avuto in un tempo futuro maggiore successo.

Come in molti Thrash albums si parte con calma con l'intro "Choir Of The Damned", che con il suo arpeggio di chitarra sembra invitarci alla calma... niente di più sbagliato: come un fulmine "Ripping Corpse" si impone imperiosa come una badilata in faccia, e ci fa vedere di che pasta sia fatto l'album che proseguendo ci regala delle perle quali sono "Death is Your Saviour", la Title track, la grandissima "Riot of violence",le irrefrenabili "Command Of The Blade" e "Under The Guillottine", per non parlare di "Flag Of Hate" e "Awakening The Gods", presenti nell'ultima ristampa.

Penso che questo sia uno dei migliori davori del trio (diventato tale dopo la morte del secondo chitarrista Michel Wulf, che troverete però nelle foto dell'album), impreziosito anche dalla produzione grezza tipica di quegli anni che conferisce un'ulteriore brutalità all' album.
Sicuramente se siete alla ricerca di un lavoro ipertecnico vi consiglio di stare alla larga, difatti che i tre al tempo non sapessero suonare è una cosa poco ma sicura, come potrete sentire infatti non capita di rado di sentire errori da parte dei ragazzi, assoli che sembrano fatti a caso e un Ventor ancora alle prime armi che si crea la poco onorevole fama di essere uno dei peggiori batteristi delle scena dell'epoca, ma che si salva grazie alle prestazioni vocali in "Riot Of Violence", "Death Is Your Saviour" e "Command Of The Blade".

Sicuramente un lavoro che piacerà poco a coloro che preferiscono un metal con ritmi meno sostenuti, ma però che sicuramente risulterà gradevole ad ogni amante del Thrash vecchia maniera.
Da ascoltare tutto d'un fiato.

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Riassunto del Bot

Pleasure To Kill, il secondo album dei Kreator del 1986, è considerato un capolavoro del thrash metal tedesco. Caratterizzato da un sound grezzo e violento, l'album sfida i grandi classici americani del periodo. Nonostante qualche difetto tecnico, la carica e l'energia del disco lo rendono un must per gli amanti del metal vecchia scuola. La recensione sottolinea le tracce più iconiche e l'impatto storico di questo lavoro.

Tracce testi

01   Choir of the Damned (00:46)

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03   Death Is Your Saviour (03:57)

04   Pleasure to Kill (04:09)

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05   Riot of Violence (04:53)

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06   Pestilence (06:56)

08   Command of the Blade (03:56)

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09   Under the Guillotine (04:35)

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