La Janara
Tenebra

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La Janara è un gruppo proveniente dall’Irpinia – vicino ad Avellino – con alle spalle 2 demo poi pubblicati dalla Black Widow. Ora esce il disco d’esordio “Tenebra” sempre per l’etichetta genovese. Il titolo è molto calzante e ci indica subito le atmosfere da incubo che vengono ben descritte nei testi. Il loro è un immaginario orrorifico che si alimenta della Tradizione orale della loro terra di origine. Se i testi sono goticissimi e neri come la pece la musica è altrettanto oscura ed è consacrata ad un doom occulto, cupo ed ossessivo. La voce di Raffaela Càngero ci guida in questa processione nei regni inferi. La musica è tesa con le chitarre dure ben in evidenza come si può ascoltare fin dall’iniziale e tesa “Malevento”. La successiva “Mater Tenbrarum” (“Inferno” di Dario Argento?) prosegue con ritmo incalzante questo viaggio esoterico alle radici della magia. “Violante aveva un osso di capra” è invece un brano acustico in stile folk che rompe la tensione sempre palbabile anche se il testo è molto occulto e ci immerge in un’atmosfera da incubo. Con la title-track torniamo in territori heavy-doom cari ai Death SS. L’inizio di “Cera” è pacato ma poi la musica diventa affilata come una lama. “Volano i corvi” è un altro pezzo folk, una gemma acustica che risulta complementare nell’insieme del disco. Il pezzo forte di “Tenebra” è rappresentato dalla conclusiva e lunga “Ver Sacrum” (proprio come il sito musicale gotico). Si tratta del brano più prog, una cavalcata epica e ariosa che si avvale di un testo stupendo che omaggia dichiaratamente l’Irpinia. Gruppo da seguire e scoprire che sarà apprezzato da chi ha seguito alcune produzioni di marca Black Widow come L’Impero delle Ombre e i Malombra per citare altri gruppi maledetti della nostra penisola. Disponibile su Bandcamp: https://lajanara.bandcamp.com/.

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Commenti (Quattro)

nes
nes
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Moh li provo, che se sono italici e fan doom, c'è tanta speranza.
BËL (02)
BRÜ (00)

nes: Durati un brano, sto già ascoltando altro ma io sono menosissimo ormai sul Doom. Cantare in italiano, purtroppo, non li aiuta.
The Decline: Per me invece (e non l'avrei mai detto) ci sta alla grande l'italiano nella loro proposta...forse perchè hanno un background particolare
nes: Secondo me non ci sta neanche il timbro vocale della tipa, ma se lo dico immagino di passare per maschilista. Quindi facciamo finta di nulla ed diciamo che il problema è l'italiano. (Il testo di violante è comunque brutto forte, a cominciare dalla scelta di cercare di farti pensare a quel sogno della figlia di Placido.
The Decline: Un timbro fortemente personale, può anche non piacere per carità ma espressivo all'ennesima e, ribadisco, decisamente consono alla proposta. qualcuno lo ha definito una versione cazzuta della Mannoia e, dopo un paio di grasse risate iniziali, devo dire che forse forse...
The Decline: Il fatto è che se uno si aspetta solo dark doom tradizionalista (e i degeneri messi dal recensore in questo sono fuorvianti) è chiaro che rimane deluso; qui è fortissima la componente folk prog e cantautorale e, in questo senso, per me hanno fatto centro
The Decline: Per quanto riguarda la Placido: gran bella topa!
nes: E vedi che tutto si spiega allora: io la Mannoia non la sopporto.
nes: Se ti piace questo cantautorato metal/dark (come testi) mi sento in dovere di consigliarti "il più antico dei giorni" dei Magnifiqat. La proposta musicale non ci azzecca una mazza (e non so quanto sia nella tutte corde) ma i testi li ricordo proprio bellini.
The Decline: ho preso nota
nes: Si, ti ripeto"per i testi" che il disco e' figlio di un tipo che nei 90 proponeva un mix di power black metal. E secondo me dopo 10 secondi di brano se non ti ricordo ancora "per testi" tu te vieni a chiedere "ma perche' cazzo me li ha anche solo nominati?" E i testi messi sono interessanti messi in relazione con questi (si insomma ti sto proponendo gente che secondk me scive goticherie italiche bene bene, ma goticherie rimangono, non ti sto proponendo ne' de andre' e neanche rino gaetano.
nes: Scupa: power black... symphonic. Che se non completiamo la triade potresti ancora sperarci (poi a me piacciono, ma dovessi consgliarti un disco in quanto tale punterei su proposte parecchio lontane dai magnifiqat)
The Decline
The Decline Divèrs
Opera: | Recensione: |
Proposta assai stuzzicante per uno dei migliori lavori di musica oscura dell'anno a mio avviso. Peccato non aver approfondito tutto il discorso sull'inquietante concept, i riferimenti all'immaginario delle streghe ed ai riti sacri della mitologia locale, nonchè il rapporto musica/poesia letteraria così preponderante sul lavoro degli Irpini (in Or poserai per sempre c’è la trasposizione musicale di alcuni versi di A se stesso di Leopardi, per esempio). Per non parlare dei vari, squisiti, rimandi al prog rock occulto ed al cantautorato italiano dei decenni passati...
BËL (01)
BRÜ (00)

proggen_ait94
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purtroppo produzione troppo pulita e batterista troppo fisso per i miei gusti
BËL (01)
BRÜ (00)

lector
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Bella copertina!
Chissà se il mio cucuzziello ci sta dentro.....
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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