Copertina di Live Secret Samadhi
jeff3buckley

• Voto:

Per appassionati di rock anni '90, fan di live, amanti del post-grunge e della musica alternative rock, critici musicali e ascoltatori curiosi.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

I Live sono stati una delle tante band nate dalle ceneri dell'era post-grunge come Bush, Creed e Silverchair, capaci di riscuotere un discreto successo di vendite e di fama nel corso degli anni '90, senza mai raggiungere i picchi di notorietà dei propri padri ispiratori. Padri ispiratori che, nel caso dei Live, non erano solo Nirvana e compagnia bella ma anche, e soprattutto, gli U2 prima maniera con la loro forma canzone intrisa di spiritualità e appeal commerciale al contempo. In "Secret Samadhi", loro terzo lavoro in studio, è evidente questa ricerca, ma l'alchimia giusta è solo a volte sfiorata, come nella opener "Rattlesnake" o in "Graze" dove il rasato cantante Edward Kowalczyc si domanda in modo emblematico quanto sicuramente involontario:"Supererà la prova del tempo? O marcirà come la missione troppo a lungo tentata?". Sicuramente dopo quasi venti anni il tempo ci ha dato una risposta chiara e con questo lavoro i Live, a differenza che con altri album precedenti e futuri, non hanno saputo superare la prova, persi tra una produzione tesa a creare un suono fin troppo pieno e saturo e melodie vuote e a volte latitanti. Emblematico in tal senso il singolo "Lakini's Juice" costruito su un riff zeppelliniano portante senza mai arrivare a una melodia che dia compiutezza al brano. Si salvano dal naufragio solo grazie a un pugno di canzoni comunque valide anche se non eccelse e grazie ad un unica perla, "Gas Hed Goes West", ballata chiaroscurale ricca di riverberi elettrici che, posta al termine del disco, possiede finalmente un senso di compiutezza. Tre pallini scarsi. Rimandati.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Secret Samadhi rappresenta il terzo album dei Live, una band post-grunge dagli anni '90. Il disco mostra un suono pieno e a volte saturo, con melodie che spesso sembrano incomplete. Nonostante alcune canzoni valide e una ballata finale di pregio, l'album non raggiunge pienamente l'obiettivo artistico, evidenziando limiti nella produzione e nella scrittura.

Live

I Live sono una rock band statunitense nata a York (Pennsylvania) nel 1984 come Public Affection. Il successo internazionale arriva con Throwing Copper (1994) e singoli come Lightning Crashes, I Alone, All Over You e Selling the Drama. Temi ricorrenti: spiritualità, introspezione e un alt‑rock dal forte impatto melodico.
06 Recensioni