Copertina di Loreena McKennitt Elemental
Hell

• Voto:

Per appassionati di musica folk, amanti delle sonorità acustiche e cantautrici, nostalgici degli anni '80, cultori di musica tradizionale e nuove scoperte musicali.
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LA RECENSIONE

Loreena agli esordi era già un'artista matura. Chiunque si avvicini a questo debut album pensando di avere a che fare con un lavoro (ragionevolmente) difettato dall'inesperienza si sbaglia, e come si sbaglia! "Elemental", datato 1985, è il frutto di una settimana trascorsa nel sud dell'Ontario, in una fattoria circondata da campi di girasole, con un fienile adibito a sala registrazioni. Ed "Elemental" è proprio figlio dell'ambiente in cui è stato prodotto: è spoglio ma vivo, essenziale ma intimo, omogeneo ma leggero e sognante.

Essendo dunque l'omogeneità la caratteristica principale dell'album, data la presenza di pochi e semplici strumenti quali arpa, accordion, chitarra e violoncello, parlare nel dettaglio di tutte le tracce sarebbe inutile e pesante. Questo gioiellino va considerato globalmente nella sua scarna e diretta tradizionalità senza troppi fronzoli. Possiamo comunque citare la saltellante ed allegra "Blacksmith", puro sfoggio di folk aggraziato e spigliato, e "Stolen Child", che presenta una maggior coordinazione nell'orchestrare i pochi strumenti a disposizione e una spiccata attitudine per il pathos (sebbene qui si possa misurare col contagocce) che rimane però nascosta sotto il velo della semplicità e dell'immediatezza.

"She Moved Through the Fair" è un classico, ma così nudo e singolare da spiccare solennemente tra tutti gli altri brani del cd: solo ed esclusivamente Loreena che si erge tra i canti degli uccelli con la sua voce priva di sbavature od imperfezioni; questo brano è un piccolo ed inestimabile quadretto d'idillica grazia. L'assenza di strumenti contribuisce a conferire un'aria serafica e cristallina a questo sperduto angolo di paradiso che non mi stancherò mai di visitare.

Altri episodi degni di nota sono "Carrighfergus", dove vediamo (sentiamo) Cedric Smith nel ruolo di cantante, e la ninna nanna di "Lullaby", in cui l'atmosfera dolce e cremosa viene di tanto in tanto interrotta dai tuoni di un imminente temporale, creando un contrasto di emozioni non indifferente. "Kellswater" invece assorbe l'ascoltatore in un fresco scroscio di note gaie e primaverili che quasi rasentano l'immediatezza del pop; che cosa non fa la semplicità strumentale in questo album!

Potete dire quello che volete, ma io, pur nella mia ignoranza musicale, di esordi così maturi e promettenti nella loro semplicità ne ho sentiti pochi.
Loreena agli esordi era già un'artista matura. Le mancavano solo un treno e un'Alhambra da visitare...

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Riassunto del Bot

L'album d'esordio di Loreena McKennitt, 'Elemental' (1985), si presenta come un lavoro maturo e intimo, caratterizzato da una strumentazione semplice e un'atmosfera sognante. La recensione evidenzia la grazia della voce dell'artista e l'omogeneità di tutto il disco, sottolineando pezzi come 'Blacksmith' e 'She Moved Through the Fair'. Un album essenziale ma pieno di vita, che mostra la maturità precoce della cantautrice canadese.

Tracce testi video

02   She Moved Through the Fair (04:05)

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04   The Lark in the Clear Air (02:07)

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08   Come by the Hills (03:04)

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09   Lullaby (04:27)

Loreena McKennitt

Cantautrice e polistrumentista canadese, nota per l’incontro tra folk celtico e sonorità mediterranee/mediorientali. Fondatrice dell’etichetta indipendente Quinlan Road; attiva dal 1985 con album acclamati e intensi live.
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