Dalla tournée che ha visto Loreena impegnata nei primi mesi del 2012, è nato un disco, un disco è null'altro, visto che la custodia pare un cartoncino ripiegato su se stesso e dai colori poco rassicuranti per giunta (credo che sia un disegno con le chine), ma sicuramente a bassissimo impatto ambientale.
Il live in studio non ci propone nulla di nuovo, va detto sin da subito, ma è una buona raccolta di canzoni tradizionali, infatti "Down By The Sally Gardens", "Bonny Portmore", "The Bonny Swans" e "The Parting Glass" sono brani le cui interpretazioni fioccano, ma non tutte valide come quelle della McKennitt sia chiaro. Per me è stato invece quasi un trauma scoprire la versione di "The Lady Of Shalott" (dal poema di Lord Tennyson) da sette minuti spaccati, abituato a quella di circa due già faticavo ad abituarmi a quella di dieci; sempre sulla scia degli scrittori e poeti famosi abbiamo l'imperdibile arrangiamento di "Stolen Child" (W.B. Yeats). "The Wind That Shakes The Barley" ci ricorda che in fin dei conti non è passato molto tempo dal suo ultimo disco, ma "Between The Shadows" e "Penelope's Song" mettono a dura prova la mia memoria per quanto riguarda la collocazione cronologica, sfido io dopo tutti i live e le raccolte.
Insomma potrebbe essere un riassunto della carriera di Loreena, molto ristretto intendiamoci, ma se parliamo della bellezza del live, beh, non può nulla contro "Nights from Alhambra" con quel fantastico DVD con i filmati. Qui posso dire che benché la voce di Loreena sia sempre fantastica, mistica ed evocativa, solo un fan come me poteva comprare questo disco...