Copertina di lostprophets Liberation Transmission
Tobby

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Per appassionati di rock alternativo, fan dei lostprophets, critici musicali, ascoltatori alla ricerca di recensioni oneste e dettagliate
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LA RECENSIONE

Che schifosi i Lostprophets, sono una delle band più vendute degli ultimi tempi.

Dopo un album di debutto che spaccava brutalmente in ambito Nu-Metal come "The Fake Sound Of Progress", i Lostprophets già avevano deciso che era arrivata l'ora di dare via il culo. Prodotto di questa loro decisione è la seconda prova "Start Something". Pronunciato decisamente verso il radio-friendly e decisamente commercialotto rispetto al predecessore, il disco vendette comunque un pacco di copie perchè oltre ai singoloni da MTV ("Last Train Home", "Burn, Burn") poteva anche accontentare coloro che cercavano qualcosa di più potente che ricordasse anche solo da lontano il debut-album ("We Are Godzilla, You Are Japan", la title-track "Start Something").

Insomma in generale i due album, sebbene profondamente diversi l'uno dall'altro, erano due ottimi lavori. Questo "Liberation Transmission" prosegue la svolta commerciale cominciata con "Start Something" in maniera ancora più marcata. Il risultato ? 13 traccie di un powerpop degno dei Good Charlotte. C'è ben poco da salvare di questo disco, anche (anzi, specialmente) essendo un fan del quintetto gallese. "Liberation Transmission" da l'idea di essere stato dato alla luce con un solo scopo: vendere. Quindi i riff di chitarra devono entrare in testa al primo ascolto per radio o MTV, invogliando il povero adolescente idiota ad acquistare il disco subito. Pazienza se le canzoni sono vuote, inutili, un'incredibile concentrato di banalità.

Tutto da il voltastomaco, TUTTO. Dai coretti che dovrebbero fomentare, ai testi francamente imbarazzanti, alla sezione ritmica ricoperta da una produzione che cerca di coprire la vuotezza del lavoro ma ci riesce al massimo per un paio di ascolti.
Si salvano la opener "Everyday Combat" e la discretamente potente "For All These Times Son, For All These Times", che ricordano (seppur da lontano) i fasti di "Start Something". Il resto va preso per quello che è: merdaccia pop, ruffiana ai massimi livelli. Almeno possiamo ridere del fatto che poi ai concerti si prendono una pioggia di bottiglie dai loro fan giustamente indignati. Schifosi.

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Riassunto del Bot

La recensione condanna Liberation Transmission come un album eccessivamente commerciale e debole rispetto ai lavori precedenti dei Lostprophets. Pur riconoscendo alcune tracce valide, il disco viene definito vuoto e ruffiano, mirato più alle vendite che alla qualità artistica. Una delusione per i fan del quintetto gallese, che hanno visto sparire l'energia e la potenza dei primi due album. La critica evidenzia testi imbarazzanti e una produzione che non riesce a mascherare la mancanza di sostanza.

Tracce testi video

02   A Town Called Hypocrisy (03:39)

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03   The New Transmission (03:32)

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04   Rooftops (A Liberation Broadcast) (04:11)

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05   Can't Stop, Gotta Date With Hate (03:41)

06   Can't Catch Tomorrow (Good Shoes Won't Save You This Time) (03:35)

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07   Everybody's Screaming!!! (03:52)

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08   Broken Hearts, Torn Up Letters and the Story of a Lonely Girl (04:04)

10   For All These Times Son, for All These Times (03:54)

11   Heaven for the Weather, Hell for the Company (04:12)

12   Always All Ways (Apologies, Glances and Messed Up Chances) (04:25)

Lostprophets

I Lostprophets sono stati un gruppo rock gallese formato a Pontypridd nel 1997. Hanno pubblicato cinque album in studio tra il 2000 e il 2012, raggiungendo il successo internazionale con singoli come Last Train Home e Rooftops. La band si è sciolta nel 2013 in seguito alla condanna del cantante Ian Watkins.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  Gallagher87

 "Liberation Transmission non è ai livelli dell’ottimo The Fake Sound Of Progress, né tanto meno del capolavoro Start Something."

 "La band è stata 'strozzata' dalle major e dalla sfrenata voglia di popolarità."