Copertina di Love Battery Straight Freak Ticket
supersoul

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, amanti della psichedelia, fan della scena seattle e ascoltatori di musica anni ’90
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LA RECENSIONE

Proprio come Gregor Samsa anche Rob Nine si svegliò una mattina (ma nel 1995) credendo di essersi trasformato in un insetto, corse allo specchio e vide con sollievo riflessa la solita faccia da scemo. "Porca miseria!- esclamò - "questo grunge del cazzo mi sta distruggendo!!!"

Dovete infatti sapere che Rob e il suo gruppo erano di Seattle ed avevano firmato un contratto con la Sub Pop, e allora credete forse che potessero suonare, che so.... rockabilly? Manco per sogno, il loro album "Daygloo" era finito in quel malinconico calderone di flanella ma a Rob lo sballo non gli procurava depressione ma piuttosto euforia. Sognava beato di stanze rosa, di giacchette pakistane, cipolle verdi in un meraviglioso orto colorato dove si coltivavano piantine proibite, e non usava il Teen Spirit come deodorante e nemmeno aveva bisogno di tutte quelle "apologies"....

Guardò gli album della sua collezione: Hendrix, Spirit, Buffalo Springfield... gli occhi gli luccicavano. Quella sera stessa radunò il suo gruppo: Bruce Fairwheater già bassista di Green River e Mother Love Bone, Kevin Whitwhort che era stato con i Crisis Party e Jason Finn, ex batterista degli hardrockers Skin Yard.

Distribuì loro i vinili della sua collezione e disse: "Studiateveli, domani cambiamo etichetta e voglio che chi ascolta il nostro prossimo disco stacchi un biglietto dritto per il paradiso dei frikkettoni!"

Detto fatto: il tour freak vi propone sonorità che viaggiano sulle mitiche strade lisergiche del sogno americano perduto."Harold Pink Room "è il vertice psichedelico del disco, fatto di un cantato indolente sulle chitarre che si sciolgono in un feedback finale. "Nehru Jacket" è un affondo nella materia acida di cui è composto il corpo della "ballata americana" di fine anni 60 che tanto amiamo, mai cupa, ma invece dilatata e scorrevole come un buon trip addobbato dai colori del rock del duemila stesi dalle pennellate della chitarra di Whitwhort e dal basso di Fairwheater.

Ancora: "Sunny Jim", "If It'was not me","Perfect Light","Drowing Sun", "Red Onion", la splendida "Fuzz Factory" sono ballate muriatiche capaci di sciogliere il calcare accumulatosi in quel cesso del vostro cuore.

Non chiamate l'idraulico, ascoltate "Straight Freak Ticket"!

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Riassunto del Bot

La recensione esplora l'album Straight Freak Ticket di Love Battery, evidenziando come il gruppo abbia abbracciato sonorità psichedeliche e un rock alternativo ispirato agli anni ’60. Il cantante Rob Nine e la band, formata da musicisti di spicco della scena Seattle, creano un disco coinvolgente e colorato che si discosta dal grunge. L'album è descritto come un viaggio lisergico capace di toccare il cuore dell'ascoltatore con ballate potenti e atmosfere sognanti.

Tracce video

01   Fuzz Factory (03:32)

02   If It Wasn't Me (03:28)

03   Harold's Pink Room (03:17)

04   Brazil (03:45)

05   Nehru Jacket (03:25)

06   Perfect Light (04:50)

07   Red Onion (02:59)

08   Sunny Jim (03:35)

09   Straight Freak Show (04:53)

10   Angelhead (03:14)

11   Waylaid (03:49)

12   Drowning Sun (03:12)

13   Silent Treatment (04:54)

Love Battery

Love Battery sono un gruppo rock di Seattle formatosi nel 1989, associato a Sub Pop e noto per un grunge intriso di psichedelia. Fondati da Ron Nine, Kevin Whitworth e Tommy Simpson, hanno visto passare membri come Bruce Fairweather (Green River, Mother Love Bone) e il batterista Jason Finn (ex Skin Yard, poi nei Presidents of the United States of America). Tra i dischi più citati: Dayglo, Between the Eyes e Straight Freak Ticket.
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