Prophet of the last Eclipse continua la Saga già iniziata con “King of the Nordic Twilight”, incentrando e ambientando questo nuovo concept su uno sfondo futuristico e apocalittico. Ad avviare il tutto troviamo “Aenigma”, un ottimo Intro, misterioso, tribale e futuristico, che sfocia in crescendo nella velocissima e sontuosa “War of the universe”, davvero coinvolgente grazie ad un chorus ben intuito ed a una prova vocale da parte di Olaf espressiva come non mai. Azzeccata.
“Rider of the Astral fire” è il classico brano che caratterizza le opere di Turilli con tanto di coro femminile, assolo sparato e ritornello grandioso e trascinante. Piacevolmente rappresentativa. “Zaephyr Skies Theme” calma le acque, finora movimentatissime,con un motivetto dal piacevole sapore cinematografico. Ragionevole. Si riparte con “The age of mystic Ice”, brano più riflessivo, drammatico e dotato di un refrain sempre ottimo e trascinante. “The prince of the starlight” inizia forse un pò troppo pomposamente e risulta un episodio un pò mediocre e fine a se stesso. Una menzione ad Olaf che riesce sempre a prendere con disinvoltura tonalità molto alte. “Timeless Oceans” è la ballata del disco, intensa ed emotiva, sulla scia di “Princess Aurora”. È un ottimo pezzo, da un ritornello veramente lento, maestoso e cavalleresco. Appassionante.
Giunge finalmente l’atteso momento. “Demonheart” inizia con una di tastiera che sfocia subito nel refrain epico e collettivo. È il classico pezzo iper-veloce come il buon vecchio Luca ci ha abituato. Questa volta però c’è da asserire come gli sia riuscito particolarmente bene. Leggendaria, epica.(Si può notare la citazione, da parte del coro iniziale della “Messa da Requiem”di Mozart)
“New Century’s Tarantella” è invece una sorta di “Napoletan Metal” che cerca di unire musica napoletana e metal, progetto sicuramente ambizioso ma, personalmente, senz’altro riuscito. Simpaticissima. L’ultima omonima track è la classica suite di oltre 10 minuti, dove si riuniscono tutte le caratteristiche della Musica (con la M maiuscola) di Luca. Scontata, ma sempre bella. “Dark Comet’s Reign” è il primo inedito dell’edizione limitata. Ottimo il song-writing e l’assolo. Gran pezzo, epico. L’ultima “chicca” è una seconda versione di “Demonheart” cantata da niente popò di meno che da Andrè Matos (Ex Angra, Shaman). Il pezzo assume sicuramente più raffinatezza e, nonostante il timbro vocale sia più o meno conciliabile con quello di Olaf, alcuni momenti di virtuosismo e versatilità rimangono davvero emozionanti e memorabili. ”Prophet…” non propone certamente grandi cambiamenti nella musica di Mr.Turilli, a parte il suono delle tastiere: molto più moderno e “futuristico”, con spruzzi qua e là di effettacci particolari. Luca Turilli si ridimostra un musicista creativo e ispirato in grado di unire ricercatamente melodia e tecnica senza strafare mentre anche Olaf si rivela nuovamente un signor cantante, esemplare ed eccellente.
In conclusione disco in questione non penso che cambierà il giudizio né degli estimatori né degli odiatori ma se avete amato l'epicità dei cd precedenti e volete degli arrangiamenti degni di essere chiamati tali, questo cd e' l'alchimia perfetta. La mia recensione potrebbe finire anche qui, ma voglio rispondere e precisare alle numerose critiche che talvolta vengono fatte subire ingiustamente e impulsivamente a questo Luca. L’arte del suono è bella perché polimorfa. Esiste la musica impegnata con testi elaborati (mi vengono in mente i Queensryche) ed esiste la musica buona, tecnica ed appassionante ma con testi meno indaffarati (e questo è il caso di Luca Turilli).
Esiste la melodia “più difficile”, seria cosi come quella esiste divertente, ma non per questo comica. La critica che molto spesso viene accostata a Turilli così come ai Rhapsody è un esame mal fondato e poco sensato, che spesso giudica i testi e la musica estrapolandoli da un contesto nostalgicamente infantile e fantasioso. Turilli ha creato una musica originale e fastosa, incentrata su concetti che parlano, attraverso testi più o meno facili, di temi forse semplici (l’eterna lotta contro il male, l’esaltazione della patria, imbattibili guerrieri), ma che calzano a pennello con la sua musica epica ed estrosa e che se estrapolati dall’ ambito diventano insensati e banali. La critica che quindi viene spesso inflitta diventa a sua volta ancora più grossolana e superficiale della presunta mediocrità e falsità di codesto genere musicale. I componimenti di Luca Turilli prendono parte ad una delle tante sfumature della musica stessa e quindi vanno apprezzati, almeno oggettivamente, per ciò che sono. Luca è unico nel suo genere e ha creato capolavori, o se preferite, composizioni uniche, che rimarranno per sempre, nel bene e nel male.