Copertina di Luciano Martino La vergine, il toro e il capricorno
Armand

• Voto:

Per appassionati di cinema italiano, fan delle commedie grottesche anni '70, amanti dell'ironia e del cinema cult
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LA RECENSIONE

Voi pensate che io se dovessi portare ad esempio un film che dimostra la bravura di un attore sceglierei un film d'autore? "Non ho mai incontrato un attore intelligente" (Andrej Tarkovskij). Questo film "zodiacale" sceglierei, con quel fenomeno che è Alberto Lionello dove una verve istrionica e camaleontica si fonde con la realtà e i confini tra questa e la recitazione sono cancellati se non altro da quella battuta nel film dove alla cena di famiglia di lui dopo una concitata discussione tra la Fenech e la suocera dal passato "bellavitoso", quest'ultima accenna a un malore, il cameriere chiede al suocero se deve portare i sali e di pronta risposta si sente dire: "Ma va là, non lo vedi che è la solita finta!"

Si, il film è tutto una finta, ma che finta. La "commediaccia" non fa acqua da nessuna parte, il leight motiv dell'incubo delle "corna" è supportato da continue e assurde trovate, si va dai camionisti, al "gattaccio", ai cornuti trofei di caccia. È un'apoteosi di rincorse all'equivoco cercato dove il consumo della tentazione si ferma sul tentativo di giustificare il mancato usufrutto.

Chiaro che la resa artistica del prodotto dà il voltastomaco, ma è proprio questa la calamita che avalla ad una valutazione cazzona intrisa di un rimando a settembre che mai boccerà niente e nessuno. L'incredibilità del nonsense è spinto all'inverosimile che sfocia nell'assolutezza della mia convinzione inamovibile che è la commediaccia all'italiana per eccellenza.

Feticcio Fenech in guisa a dimostrazione dell'evento, arguta quanto necessita il tenere sotto scacco il pepe al culo che ha il marito di voglie d'impollinazioni esterne con opportune fughe isolane dove prestanti giovani sono pronti a prestarsi a prestazioni definitive coll'Edwige. Fatto sta che l'inconcludenza e l'inutilità di tutta 'sta sarabanda a rincorrere fantomatiche penetrazioni rafforza il buco nell'acqua dell'anfratto mancato.

E qui, Califano permettendo, non c'è noia ma c'è la Gioia che cadenza il desiderio di tutti: "Gioia, non ti sembra di stare un po' esagerando? Vaffanculo!"

Si, vaffanculo a tutti se mi state ancora prendendo sul serio...

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la commedia italiana "La vergine, il toro e il capricorno" come un classico dal tono ironico e nonsense, caratterizzato dalla performance istrionica di Alberto Lionello e dal fascino di Edwige Fenech. Il film si regge su una catena di equivoci surreali e situazioni grottesche legate ai temi della gelosia e del tradimento, offrendo un'esperienza cinematografica sia divertente che irriverente. Viene definito una "commediaccia" che affascina per la sua irresistibile carica di satire sociale e assurdità.

Luciano Martino

Produttore e regista cinematografico italiano, noto per film e commedie popolari.
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