Copertina di Lucio Battisti Il mio canto libero
pigro1997

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Per appassionati di musica italiana, critici musicali, fan di lucio battisti e studenti di cultura pop anni '70
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LA RECENSIONE

Sicuramente dal connubio Mogol-Battisti sono uscite grandi canzoni, sempre disimpegnate e leggere, ma, a un certo punto, bisogna vedere dove finisce il genio (ammesso che ci sia stato) e dove inizia la sòla. In un decennio come quello degli anni '70, con un fermento sociale e una voglia di partecipazione pubblica che non aveva avuto precedenti, il trincerarsi dietro una questione privata così irrisolta e un sentimentalismo così insopportabilmente ipertrofico, lo ha reso un'icona pop e un simbolo nazional-popolare anche controvoglia. Le canzoni della coppia Battisti-Mogol sono, in linea di principio, un po' tutte come "il mio canto libero": riferirsi alla generazione degli allora trentacinque-quarantenni, non fare mai un passo in più, dare il problema e mai la soluzione per via della santissima condizione del "no, perchè no". "Capirle tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni", ok, e quindi? Quali emozioni? Me lo spieghi in altri termini o no? No. E' il mito della generazione fregata, che si lascia fregare e che a ciò risponde con una dose di melassa amorosa stucchevole e allo stesso tempo rassicurante. Prima di ascoltare un pezzo di Battisti, anche se lo hai sentito e risentito cinquanta volte, ci si aspetta sempre tanto ma poi finisci per accontentarti. E capisci che quell'accontentarti era ciò che cercavi da lui. Battisti sarà sempre generazionale, trasversalmente condiviso, e non è un caso che lo citi Renzi tanto quanto Salvini. Citarlo vuol dire sfruttare l'empatia di far parte di quella storia lì, di sfruttare quel lamento esistenziale così scarso dal punto di vista cantautorale ma così efficace da un punto di vista epidermico. Battisti ci sarà sempre, a discapito del tempo, della morte, dei cambiamenti sociali e politici, delle mode. E ci sarà sempre proprio perchè generazionale, proprio perchè incarna il megafono di un tormento esistenziale pragmatico e rassicurante, eticamente inattaccabile, culturalmente disinteressato. Auguri.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il rapporto tra il genio artistico di Lucio Battisti e la sua percezione come icona pop controvoglia. L'autore critica il sentimentalismo e l'assenza di risposte nelle canzoni, sottolineando il loro ruolo simbolico per la generazione degli anni '70. Nonostante questo, Battisti rimane una figura generazionale imprescindibile e culturalmente trasversale.

Tracce testi

01   Il Mio Canto Libero (00:00)

Lucio Battisti

Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998) è stato un cantautore e compositore italiano. Legò inizialmente il suo nome al sodalizio con Mogol, firmando classici della musica pop italiana negli anni ’60 e ’70. Dagli anni ’80 collaborò con Pasquale Panella inaugurando gli “album bianchi”, caratterizzati da forte sperimentazione e uso dell’elettronica.
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