Copertina di Lucio Battisti Umanamente Uomo: Il Sogno.
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Per amanti della musica italiana, fan di battisti e mogol, curiosi di storia musicale, giovani esploratori di classici
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LA RECENSIONE

UMANAMENTE UOMO: IL SOGNO 10/10

Esce nell'aprile del 1972 (il 24 aprile per l'esattezza) il primo album della coppia Battisti-Mogol prodotto dalla loro neonata casa di produzione: la Numero Uno. Ed è subito capolavoro, probabilmente il punto più alto mai raggiunto dai due (anche se, il recensore ha un debole per “Io tu noi tutti”, 1977). Nello stesso anno, a novembre, uscirà l'LP “Il mio canto libero”, altro capodopera, segno di una fase creativa davvero ai massimi che li vedrà in quell'anno assoluti protagonisti della hit parade (se non comparivano loro c'era qualche brano interpretato da altri ma da loro scritto). “Umanamente uomo: il sogno” (ricordo personale: fu il primo album di Battisti che ascoltai per intero) è un formidabile esempio di cosa la musica italiana fosse e di cosa, inevitabilmente, non potrà più essere. 8 brani in cui nulla viene lasciato al caso e tutto è curato nei più minimi dettagli (grazie anche ad alcune importanti personalità coinvolte nel progetto, tra cui il Maestro Gian Piero Reverberi).

Si inizia con “I giardini di marzo” (per me, la più bella canzone italiana di tutti i tempi) che Mogol scrive pensando alla propria giovinezza nella periferia est di Milano (Lambrate) con dettagli come il vestito della madre, i libri di scuola e quel primo verso consegnato alla storia: “Il carretto passava e quell'uomo gridava/gelati”. La strofa cantata “bassa”, il ritornello che si apre e quel cambio di ritmo improvviso a metà canzone ne fanno indissolubilmente un capolavoro tanto da stazionare in classifica per ben 16 settimane. Ora, bisogna ricordare (e non è un dettaglio) che questo è, in definitiva, il secondo vero album di Battisti, dopo lo sfortunato “Amore e non amore”, 1971, tenuto “in panchina” dalla casa discografica (Ricordi) quasi un anno (Battisti mise in piedi una giusta polemica, asserendo che l'album fosse ormai superato musicalmente al momento della sua uscita) dato che i primi due lavori del cantautore di Poggio Bustone, “Lucio Battisti”, 1969 ed “Emozioni”, 1970, sono una (magnifica) raccolta di 45 giri già usciti precedentemente. E per essere un album pensato e studiato da capo a fondo, “Umanamente uomo: il sogno” appare ancor più sorprendente.

L'altro pezzo famoso è “E penso a te”. Storia strana: intanto a Battisti non convinceva, lo rivelò Bruno Lauzi (mi disse “aò, ma 'sto pezzo nun sarà troppo lento?”) ed infatti la prima incisione è datata 1970 proprio ad opera di Bruno Lauzi (è la prima collaborazione tra Lauzi e Mogol-Battisti, poi verranno “L'aquila” e via dicendo). La versione di Lauzi passa totalmente inosservata o quasi, a renderla immortale ci pensò l'anno dopo Mina che la volle inserire nel suo album omonimo “Mina”. Poi se la riprese Battisti. Mogol (così ha sempre raccontato) disse di aver scritto il testo in macchina, nel tratto Milano-Como (40 km scarsi) mentre Battisti strimpellava alla chitarra la melodia che poi sarebbe stata alla base del pezzo. Stante o meno così le cose, si tratta di un brano meraviglioso, quasi sussurrato sino all'esplosione del coro invenzione, questa, di Reverberi. L'hanno cantata un po' tutti: cito, tra gli altri, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Johnny Dorelli, Fiorella Mannoia, Raf ed una versione in lingua inglese, “And I think of you” di Tanita Tikaram.

Pare sia tratta da uno spunto di vita vera anche la celeberrima “Innocenti evasioni” (venne suggerita involontariamente da Renzo Arbore il quale sarebbe il protagonista della storia, il quale si giustifico così: “Ma è un'innocente evasione!”): un po' soul, un po' simile ai ballabili dell'epoca prende forma, soprattutto, grazie alla chitarra acustica dello stesso Battisti ed a quella wah-wah di Massimo Luca. Nel 2006 sarà oggetto di una cover da parte di Cesare Cremonini. In un disco di alti e bassi continui (è il disco di alti e bassi per eccellenza di Battisti) la quasi sussurrata (tranne il refrain) “Comunque bella” (che apre il lato B) ebbe una lettura critica, nel 1991, da parte di Edmondo Berselli: “...Eppure, anche se quando punta la biro verso la mitologia Mogol dà l'impressione del retore, disposto a tutto pur di tromboneggiare, non bisogna neppure dimenticare quando invece dà il meglio di sé, di solito negli incipit: “Tu vestita di fiori/o di fari in città”. Un po' poetico, ma insomma, diciamolo: magnifico”. Testo un po' più sbarazzino quello de “Il leone e la gallina” (ma chitarra “battistiana” da urlo che stregò persino David Bowie) e il quasi kraut de “Il fuoco” a cui Mogol non volle (o non seppe) dare un testo. Dalla scaletta venne esclusa “La canzone del sole”.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Umanamente Uomo: Il Sogno' come il vertice creativo di Battisti e Mogol. Esalta la cura maniacale dei dettagli e analizza le tracce più iconiche, dal capolavoro 'I giardini di marzo' a 'E penso a te'. Il disco è descritto come un esempio irripetibile della migliore musica italiana.

Tracce

01   I Giardini Di Marzo (05:23)

02   Innocenti Evasioni (03:48)

03   ...E Penso A Te (04:18)

04   Umanamente Uomo: Il Sogno. (03:24)

05   Comunque Bella (03:53)

06   Il Leone E La Gallina (03:32)

07   Sognando E Risognando (05:17)

08   Il Fuoco (04:10)

Lucio Battisti

Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998) è stato un cantautore e compositore italiano. Legò inizialmente il suo nome al sodalizio con Mogol, firmando classici della musica pop italiana negli anni ’60 e ’70. Dagli anni ’80 collaborò con Pasquale Panella inaugurando gli “album bianchi”, caratterizzati da forte sperimentazione e uso dell’elettronica.
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