L'attesa è finita. Dopo l'osannato Confesions On A Dance Floor, a tre anni di distanza Madonna dà alla luce la sua 11esima fatica, Hard Candy. Questo album sarà l'ultimo che produrrà sotto la Warner, dopo si schiererà con la Live Nation. Bisognava chiudere col botto. 12 canzoni, concepite con l'idea di divertire, ma anche di far riflettere in quale condizione verte i mondo. Ovvimanete gli obbiettivi dell'album sono sempre gli stessi: vendere, far parlare di se e stuipire. Alla corte della regina ci sono Pharrel Williams, Timbaland, Timbarlake, i Neptunse e Danja, i produttori più in voga.
La copertina non ha bisogno di molte parole, più scandalosa di questa non poteva trovarla. A rasentare la pornografia ci pensa già qualcun altro, bella. La prima canzone è Candy Shop, prodotta con Pharrel Williams si presenta con un accompagnamento di tamburi tribali, decisamente energica, la voce di M. è tenuta su registri abbastanza alti. Viene 4 Minutes, prodotta con Timbaland e cantata in duetto con Justin. Questa è la canzone più brutta dell'album, il ritmo è orecchiabile, ma la voce di M scompare, si sente solo un eco lontano. Timbaland le ripropone la solita minestra e a lei tocca renderla accettabile. Per fortuna arriva Give It 2 Me che risolleva molto. Registo vocale alto, suoni ispirati all'ultimo di Britney. Probabilmente sarà il prossimo singolo. Heartbeat si preannuncia una canzone pronta per rimanerti in testa, è una delle più belle. Fantastica, il ritmo hip-hop continua ad esserci, fondendosi a nuovi suoni eletronici. In seguito arrivano le chitarre un po' scordate di Miles Away. Un'altra perla di quest'album. La professionalità e l'esperienza di Madonna vengono alla luce, stupendoti. Stessa cosa vale per She's Not Me. All'inizo si riconoscono chiaramente suoni con forti riferimenti alla Febbre Del Sabato Sera, poi si fondono col ritmo principale dell'album. Incredible è la traccia più lunga (6.20). Si riconosce un accompagnamento di piano, fuso a bonghi e a sintetizzatore. La voce è tenuta su un registro leggermente alto, prendendo un ritmo parallelo al suono. .Beat Goes On inizia con il battito del cuore, in seguito arriva uno xilophono e il solito sintetizzatore. In duetto con Kanye West, ha un ritornello che ti rimane subito in testa. Segue Dance 2night, con questa canzone l'album perde un po'. Vado a leggere i crediti e capisco perchè, Timbaland ci ha messo del suo. In sottfondo si riconosce un campionamento di Gimme More, la cosa sarebbe anche buona, ma gli altri suoni che arrivano dopo rovinano il prodotto. La voce si perde... però riesce a rimanerti in testa. Le chitarre di Spanish Lesson aprono la seconda parte dell'album. Un ritorno ballabile a La Isla Bonita. Chitarra, nacchere, bonghi e suoni elettronici compongono la melodia. Una melodia che ti prende all'istante. La voce di Madonna segue il ritmo, senza perdersi, rimanendo incisiva e graffiante. Il piano apre Devil Wouldn't Recognize You, un'altra traccia stupefacente. Lenta, fluida, la danza sfrenata che avevamo iniziato con Candy Shop, qui prende una pausa per trasformarsi in una danza sensuale. Un coretto apre l'ultima traccia di questo album, Voices. Arriva di nuovo il sintetizzatore, il ritmo è un po' più velocizzato della canzone precedente, ma la voce di Madonna tiene un andamento lento e fluido.
Insomma. Hard Candy è un album da consumare al momento. Confessions On A Dance Floor verrà ricordato come uno dei suoi lavori più geniali e perfetti, questo qua venderà sicuramente, è già primo, ma dicendo il nome Madonna, non verrà in mente questo album. Un lavoro adatto ad un esordiente, da consumare subito, da lei ci si aspetta decisamente meglio.
"Hard Candy dovrebbe essere l'ennesima svolta di Veronica Louise Ciccone, ma sembra una zolfa: anziché anticipare, ora segue la moda."
"La prima parte del disco illude con ritmi creativi come in 'Candy Store', mentre la seconda perde quota con pezzi poco riusciti."
Madonna riesce a nobilitare anche il pop più furbo, comunicando una sensazione di esaltazione.
Che cosa ci serberà per il futuro? Spero che torni a proporci la sua parte più 'seria' e intima.
Madonna non ribalta, non mette a soqquadro una nuova realtà e non confonde come è abituata a fare.
Devil wouldn’t recognize you è in assoluto la traccia più autentica dell’album.
Il disco è un luna park di suoni hip-hop che flirtano pericolosamente con la dance e non si può che rimanere travolti.
Come ogni volta, a Madonna riesce il numero di catturare il suono del momento.
Già il titolo sa di battona. Una battona che non ha peli sulla lingua per giunta.
Ora Madonna è diventata una buffa caricatura di sé stessa, caduta davanti ai piedi puzzolenti di una Rihanna qualunque.